<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8330132076914106358</id><updated>2011-08-02T17:04:30.649-07:00</updated><title type='text'>Accesso alla Terra</title><subtitle type='html'>Un luogo dove raccontare le nostre storie di lotta e proposte politiche</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>AZ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04176187410998541147</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>4</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8330132076914106358.post-4965913358882788221</id><published>2010-10-08T07:43:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T07:44:01.472-07:00</updated><title type='text'>Accesso alla Terra. Una proposta politica</title><content type='html'>Accesso alla Terra. Una proposta politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Yo pregunto a los presentes&lt;br /&gt;si no  se han puesto a pensar&lt;br /&gt;que esta tierra es de nosotros&lt;br /&gt;y no de el  que tenga màs...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con accesso alla terra si può intendere varie cose, com'è risaltato anche&lt;br /&gt;dall'assemblea genuina clandestina di Perugia. In questo caso mi limito a&lt;br /&gt;prendere in considerazione proprio il significato etimologico dell'espressione:&lt;br /&gt;il problema di  come poter aver terra per vivere e riprodursi.&lt;br /&gt;La lotta per l'accesso alla terra ha una dimensione diacronica e geografica&lt;br /&gt;che potremmo definire universale. Da quando la vita collettiva dell'essere&lt;br /&gt;umano si rompe, da quando si spezza la relazione sacrale con la Dea Madre, da&lt;br /&gt;quando cioè nasce la proprietà privata, ci sono uomini e donne che rimango&lt;br /&gt;esclusi dalla proprietà della terra, vedendo cosi  messe in serio pericolo  la&lt;br /&gt;propria possibilità di vivere e riprodursi (interessante su questo aspetto è il&lt;br /&gt;primo capitolo  de “Il ritorno dei contadini”, Silvia Perez Vitoria,  Jaca&lt;br /&gt;Book). “Dalla notte dei tempi” fino ad oggi la lotta per la terra, cioè per la&lt;br /&gt;vita, non è mai cessata, anzi è cresciuta proporzionalmente alla concentrazione&lt;br /&gt;in poche mani della sua proprietà. A qualsiasi latitudine e longitudine, uomini&lt;br /&gt;e donne hanno lottato e lottano per un pezzo di terra. Oggi Via Campesina,&lt;br /&gt;straordinario sindacato internazionale nato da quindici anni, raccoglie&lt;br /&gt;associazioni contadine di tutti continenti.&lt;br /&gt;E nell'Italia del 2010, si può o si potrà parlare di lotta per l'accesso alla &lt;br /&gt;terra?&lt;br /&gt;La situazione attuale: due storie esemplari&lt;br /&gt;La prima storia risale a  fine settembre. Alla ricerca di una proprietà da&lt;br /&gt;comprare, cioè di qualche rudere e qualche ettaro, quattro ragazzi stanno&lt;br /&gt;visitando l'alta collina umbra, nella zona tra  Umbertide e Preggio, tra Monte&lt;br /&gt;Tezio e Monte Acuto; una  zona fortemente boschiva, bella, piena di casali&lt;br /&gt;residuo dell'antica struttura mezzadrile. Attualmente la maggior parte dei&lt;br /&gt;casali si presentano , seppur visti da lontano, ben ristrutturati. Ma&lt;br /&gt;l'attenzione dei ragazzi  si concentra verso qualcosa in apparenza di molto più&lt;br /&gt;accessibile: un rudere con una  cubatura complessiva sui 500 mq, con intorno&lt;br /&gt;una ventina di ettari tra bosco tagliato quest'anno e qualche seminativo&lt;br /&gt;scosceso e pieno di  rovi. Quando il proprietario  spara il prezzo cade il&lt;br /&gt;gelo: 600 000 euro. I ragazzi s'indignano  e parlano di follia, il&lt;br /&gt;proprietario, un anziano  contadino amabile,  spiega che gli americani hanno&lt;br /&gt;comprato e stanno comprando per cifre ben maggiori. -Tanto-aggiunge-&lt;br /&gt;ristrutturano e ci  fanno case vacanze da 1200 euro al giorno. Però ci mettono&lt;br /&gt;tutto eh...piscina,  campo  da tennis, uno persino il minigolf ha fatto...-&lt;br /&gt;La Terra, le nostre campagne trasformate in residenze e/o parchi divertimento&lt;br /&gt;per ricchi. O ancora per centro di  relax per stressati dal bussiness e dalla&lt;br /&gt;città. I prezzi  schizzano alle stelle.  E chi la Terra la vorrebbe per viverci&lt;br /&gt;e riprodursi spesso costretto, per mancanza o inadeguatezza delle proprie&lt;br /&gt;risorse finanziarie, a rimanere a  guardare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda storia dura circa un anno  e mezzo e ha un triste epilogo (o almeno&lt;br /&gt;così pare) il  20 luglio di quest'anno. E' la storia del “Progetto Casa&lt;br /&gt;Bandita”, ossia  del tentativo di recupero di due casali e di dodici ettari di&lt;br /&gt;proprietà demaniale nel parco del Monte Subasio attraverso un progetto di&lt;br /&gt;educazione ambientale ed agricoltura biologica. Dopo un anno e mezzo di lavoro&lt;br /&gt;sul territorio, di pressioni, di tira e molla, di lotta, dopo la costituzione&lt;br /&gt;di una cooperativa che comincia a fare educazione ambientale e a  lavorare con&lt;br /&gt;le comunità locali, finalmente a fine giugno esce il bando. Non il migliore dei&lt;br /&gt;bandi possibili, non la migliore situazione possibile, ma finalmente la&lt;br /&gt;possibilità concreta di entrare  in possesso di questi beni demaniali. Il&lt;br /&gt;collettivo Casa Bandita sistema il progetto, cresciuto  in quest'anno e mezzo,&lt;br /&gt;e compie tutte le formalità giuridiche e formali  (assurde, pallosissime,&lt;br /&gt;irritanti). A tre giorni dalla scadenza del bando, il 17 luglio, la bomba:-Se&lt;br /&gt;presentate il progetto il bando verrà annullato- riferisce Marco Galli,&lt;br /&gt;direttore della Comunità Montana dei Monti Martani, Serano e Subasio, che poche&lt;br /&gt;ore prima aveva ricevuto la telefonata intimidatoria di Stefano  Guerrini,&lt;br /&gt;potente e temutissimo funzionario regionale a capo del demanio in Umbria. “Ti &lt;br /&gt;stai  facendo cazzi che non sono tuoi, attento  al posto di lavoro e alla&lt;br /&gt;carriera” minaccia al direttore,  colpevole di essersi messo contro per far&lt;br /&gt;uscire finalmente il bando. Già perchè l'ingegnere Guerrini le aveva provate&lt;br /&gt;tutte in questo anno e mezzo, arrivando anche a plateali scontri pubblici con&lt;br /&gt;l'ex assessore Riommi e tentando, tra febbraio e marzo, di far sparire la&lt;br /&gt;delibera della giunta regionale del 5 febbraio che autorizzava la CM a mettere&lt;br /&gt;a bando i beni demaniali in questione. Guerrini, potente funzionario che&lt;br /&gt;gestisce il demanio come se fosse roba sua. Visione privatistica della&lt;br /&gt;proprietà pubblica, gestione affaristica e personalistica di tale proprietà.&lt;br /&gt;Lui gestisce le vendite, lui strozzina vecchi affittuari costringendoli a&lt;br /&gt;comprare, lui decide di lasciare in abbandono altri pezzi di territorio per&lt;br /&gt;farli svalutare e poi far fare la speculazione a qualche caro amico. Guerrini,&lt;br /&gt;padre padrone del demanio in Umbria, da sempre avverso al progetto Casa Bandita&lt;br /&gt;perchè lui  sogna grandi investimenti, piscine, cubature per il Parco  del&lt;br /&gt;Subasio...numeri su  cui è più facile speculare ed intascare rispetto al&lt;br /&gt;progetto  Casa Bandita, valido politicamente, eticamente e socialmente ma con&lt;br /&gt;pochi investimenti...Morale della favola: il bando viene annullato il 20&lt;br /&gt;luglio, giorno in cui scade, nonostante l'appoggio al progetto della com mon.,&lt;br /&gt;del comune di Nocera Umbra, della CIA, di Sviluppumbria&lt;br /&gt;Il demanio in Umbria non è proprietà pubblica, ma è dell'ing. Stefano&lt;br /&gt;Guerrini. Al massimo può diventare fonte di speculazione, luogo per ricchi e&lt;br /&gt;turisti... ma non sia mai che venga assegnato a chi della terra vuole  vivere,&lt;br /&gt;a chi quel territorio vuole proteggere e conservare.&lt;br /&gt;E nelle altre parti d'Italia? Quanti Ing. Guerrini  ci sono? Che fine fanno&lt;br /&gt;le  terre demaniali, in che stato sono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda&lt;br /&gt;In Italia attualmente esiste un problema dell'accesso alla terra, cioè&lt;br /&gt;esistono molte donne e uomini che vorrebbero tornare alla Terra, di essa vivere&lt;br /&gt;e con essa convivere, ma che per ragioni economiche non possono permetterselo?&lt;br /&gt;O non vi possono accedere perchè le terre demaniali, numerose e spesso&lt;br /&gt;abbandonate, sono considerate proprietà privata e fonte di  speculazione per&lt;br /&gt;burocrati e politici?&lt;br /&gt;In Italia l'accesso  alla Terra si configura come esigenza di pochi o come&lt;br /&gt;necessità sociale? C'è una forza sociale che ci consenta di parlare di lotta&lt;br /&gt;per la terra, di  rivendicazione del diritto alla terra? O è la percezione&lt;br /&gt;distorta di  chi queste terre desidera e anela?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta politica&lt;br /&gt;Nel caso che la risposta alla suddetta domanda sia che il problema&lt;br /&gt;dell'accesso alla terra sia che è un problema che riguarda poche e pochi&lt;br /&gt;personalmente ritengo sia difficile costruirci sopra una lotta ed una&lt;br /&gt;rivendicazione politica. Ciò non significa che chi cerca di accedervi  debba&lt;br /&gt;rinunciarvi o che non debba lottare per questo, ma penso che in questo caso non&lt;br /&gt;ci sia la possibilità di costruirvici un'adeguata campagna nazionale per&lt;br /&gt;cercare consenso sociale, di aprire un significativo ciclo  di lotte che&lt;br /&gt;affronti il potere frontalmente costringendolo ad una redistribuzione diffusa&lt;br /&gt;delle terre demaniali.&lt;br /&gt;Nel caso in cui invece consideriamo che sia un'esigenza sociale diffusa,  che&lt;br /&gt;ci siano le forze, le capacità e le volontà, è nostro dovere aprire una&lt;br /&gt;discussione pubblica per l'organizzazione di un movimento che rivendichi il&lt;br /&gt;diritto alla terra.&lt;br /&gt;All'interno di Genuino Clandestino, movimento di resistenza contadina che&lt;br /&gt;comincia a muoversi, unica realtà italiana in grado di raccordarsi e&lt;br /&gt;raccogliere il testimone della lotta globale dei  contadini e delle contadine&lt;br /&gt;di Via Campesina, potremmo cominciare a discutere e ad organizzarci quanti e&lt;br /&gt;quante stiamo rivendicando o vorrebbero rivendicare il diritto all'accesso alla&lt;br /&gt;terra. L'incontro di Napoli è lontano e c'è il tempo per lavorare, per vedere&lt;br /&gt;se nella prossima primavera possiamo lanciare una campagna nazionale per il&lt;br /&gt;diritto alla terra. Una campagna pubblica, fatta di incontri, lotte,&lt;br /&gt;occupazioni, pressioni, inchieste, richieste per aprire una grande vertenza per&lt;br /&gt;la redistribuzione delle terre demaniali.&lt;br /&gt;Ci sono le condizioni, ci sono le forze, c'è l'interesse, c'è la volontà per&lt;br /&gt;la nascita in Italia di un movimento dal basso e autorganizzato che possa&lt;br /&gt;gridare “La terra è di chi la lavora e di chi la difende?”. C'è la possibilità,&lt;br /&gt;all'interno di Genuino Clandestino, di lanciare il Movimento dei Senza Terra&lt;br /&gt;italiani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabio Santori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8330132076914106358-4965913358882788221?l=accessoallaterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/feeds/4965913358882788221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/10/accesso-alla-terra-una-proposta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/4965913358882788221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/4965913358882788221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/10/accesso-alla-terra-una-proposta.html' title='Accesso alla Terra. Una proposta politica'/><author><name>AZ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04176187410998541147</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8330132076914106358.post-6225470411951186833</id><published>2010-07-07T05:04:00.000-07:00</published><updated>2010-07-07T05:06:26.175-07:00</updated><title type='text'>Resoconto Accesso alla Terra 5-6 giugno 2010</title><content type='html'>Incontro sul tema dell’Accesso alla Terra sul Monte Alago 5-6 giugno 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incontro sul Monte Alago, partecipato da poco più di una dozzina di persone di luoghi differenti del centro Italia, non ha prodotto alcun documento condiviso alla fine della due giorni.&lt;br /&gt;E’ da notare tuttavia l’impegno e la passione con cui sono state approfondite le tematiche dell’accesso alla terra senza purtroppo far emergere operatività sui territori degne di nota.&lt;br /&gt;Piuttosto sono state riportate le singole esperienze personali e la conferma che in alcune zone i mercatini informali sono in aumento (eg. Sibillini). &lt;br /&gt;Temi importanti sono stati usi civici e terre demaniali; molto si è ragionato su cosa vogliamo dire con “diritto alla terra”, su come costruirci intorno un contenuto ed una lotta partecipata ed includente, sui percorsi per arrivare a sollecitare tale diritto con cognizione di causa ed una forza sociale reale.&lt;br /&gt;E’ stata sottolineata l’importanza a livello strategico di rafforzare le reti esistenti nei territori e che logicamente saranno i capi saldi da cui sarà auspicabile far partire una rivendicazione nei confronti delle istituzioni. &lt;br /&gt;Una richiesta che più manterrà il suo carattere “bioregionale” e più troverà quell’intrinseca coesione per raffrontarsi con forza nei confronti di regioni ed enti minori che detengono il demanio pubblico. &lt;br /&gt;Inoltre solo attraverso pratiche di lotta in continuità sul territorio e relazioni di mutuo appoggio fra bioregioni differenti può venirsi a creare la fiducia in un coordinamento nazionale che non sia solo un cappello effimero.&lt;br /&gt;Le rivendicazioni delle terre devono dotarsi in modo concreto di strumenti capaci di scavalcare le pastoie burocratiche e gli attacchi di eventuali speculatori. Ma proprio per questo prima ancora bisogna fare un lavoro di elaborazione dei contenuti. Un lavoro di responsabilizzazione ed impegno che può impiegare tempo ed energia, volto alla consolidazione di principi condivisi, tuttavia mai scontati, cui ispirarsi ogniqualvolta Genuino Clandestino si farà promotore di richieste collettive di gestione di terre.&lt;br /&gt;Sono stati ricordati un po’ i motivi e le storie delle divisioni all'interno dei movimenti rurali; abbiamo riflettuto su come sia auspicabile un superamento di queste basate sul rispetto reciproco (tuteliamo la biodiversità in natura e poi siamo per il monocultivo umano? la battuta J).&lt;br /&gt;Per l’appunto nonostante siano state manifestate alcune criticità riguardo la condivisione di tale percorso con la comunità urbana in lotta, sono state trovate anche le motivazioni per cui questo legame è assolutamente necessario e complementare. Dunque da alcune voci dell’incontro viene ribadita la necessità di unità delle persone nel processo di rivendicazione collettiva e la specularità delle lotte che solo apparentemente sono distanti o svincolate. &lt;br /&gt;Abbiamo parlato molto di comunanze ed usi civici, cercando di capire cosa sono e le torsioni che stanno subendo. Per gli usi civici viene rimarcata l’urgenza di una loro tutela attraverso lo strumento della mappatura. Anche qui è necessario l’impiego di specifiche competenze ed energie. E’ emersa la volontà di provare a far partire una “mappatura dal basso”.&lt;br /&gt;Prendendo spunto dal testo di Vandana Shiva “le comunità locali sono comunanze delle biodiversità” e vanno salvaguardate da attacchi speculativi (dello Stato stesso) e data maggiore coerenza alle loro destinazioni d’uso.&lt;br /&gt;La necessità di preservare queste forme non toglie che sia importante produrre richieste di terra allegate a progetti specifici di pratiche sostenibili e ricerca, educazione ambientale e tutela della biodiversità. E’ responsabilità delle comunità viventi interagire con l’ambiente in modo differente e alle comunità-gruppi che se ne fanno carico va data la possibilità di mettere in pratica queste nuove relazioni.&lt;br /&gt;Sentita è anche la necessità di svincolare una redistribuzione alla creazione di progetti che comunque hanno un valore economico e produttivo. Ciò infatti escluderebbe a priori tutte/i quelle/i che vogliono terra per coltivare per l'autoconsumo, per portare avanti una scelta di vita basata sull'autosufficienza e la decrescita, per vivere in modo libero, salubre e non mercificato.&lt;br /&gt;Le proposte che avanziamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- una discussione teorica per definire e significare collettivamente il Diritto alla Terra;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- riteniamo importante aiutare sin da subito chi si sta mettendo in marcia offrendogli riferimenti legislativi e burocratici, ma soprattutto la bozza del progetto LaBandita già approvata dalla Regione Umbria e riproponibile ovunque. Promuovere l’autocreazione di gruppi locali che diano l’avvio ad un confronto tra quanti già hanno ottenuto terra e coloro che la cercano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Una mappatura degli usi civici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Una mappatura di beni demaniali (in primis abbandonati e in disuso) che potrebbero diventare luoghi di comunità viventi con la Terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni territorio certamente ha le risorse e i beni per avviare la creazione di realtà autosufficienti alimentarmente ed energeticamente.&lt;br /&gt;Riuscire a creare una lista dei luoghi abbandonati e in disuso darebbe corpo a questo nostro sogno. &lt;br /&gt;Avere segnalazioni da vari luoghi delle bioregioni porterebbe ad avere il materiale su cui lavorare insieme più concretamente.&lt;br /&gt;Da molti/e è stato espresso come addirittura sia difficile capire quali sono le terre disponibili, anche per un certo ermetismo degli uffici locali competenti sul territorio, sempre restii e sospetti a comunicare le proprietà e mappe demaniali.&lt;br /&gt;Ma è qua che si inserisce la passione di chi la Terra la ama e affronta qualsiasi ostacolo.&lt;br /&gt;Insistere e creare fiducia nelle persone con cui parliamo.&lt;br /&gt;E se proprio non vi vogliono sganciare le informazioni e qualche misera visura demaniale del bene che avete individuato e su cui state facendo qualche ricerca, allora non esitate ad appoggiarvi a noi come Mutuo Appoggio, come la Maknovicina siamo pronti a supportarvi.&lt;br /&gt;Come CasaBandita aìnoi abbiamo maturato esperienza in questo percorso di confronto con le istituzioni e vorremmo servisse anche ad altre/i.&lt;br /&gt;Segnaliamoci i casali abbandonati, i terreni in disuso e tutto ciò che è demanio pubblico e che versa nel degrado! Diamo la disponibilità a fare da punto di raccolta e a coordinarci con le altre realtà interessate a fare da raccoglitrici per le segnalazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanti ce ne sono? Quanti vorremmo rivedere vissuti o vivere in prima persona?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Diffusa è la voglia e l'esigenza di costruire un percorso comune tra le varie realtà o individui che hanno provato, stanno provando o vogliono provare a chiedere terra demaniale. Un cammino comune  che possa servire a dar coraggio e a scacciare le paure di chi sta iniziando, e a dare forza a chi ha già iniziato. Un cammino comune che ci porti a rivendicare dal basso una redistribuzione di terre come un diritto importante e sentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè la terra è di chi la lavora, in maniera sostenibile e responsabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8330132076914106358-6225470411951186833?l=accessoallaterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/feeds/6225470411951186833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/07/resoconto-accesso-alla-terra-5-6-giugno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/6225470411951186833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/6225470411951186833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/07/resoconto-accesso-alla-terra-5-6-giugno.html' title='Resoconto Accesso alla Terra 5-6 giugno 2010'/><author><name>AZ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04176187410998541147</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8330132076914106358.post-986810856825843631</id><published>2010-05-17T06:19:00.001-07:00</published><updated>2010-10-08T07:54:27.487-07:00</updated><title type='text'>Incontro Monte Alago</title><content type='html'>1° INCONTRO PER IL DIRITTO &lt;br /&gt;                               ALL'ACCESSO ALLA TERRA&lt;br /&gt;                                     MONTE ALAGO&lt;br /&gt;                                  &lt;span style="font-weight:bold;"&gt; 5-6 GIUGNO 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla mattina del 5 al pomeriggio del 6 per condividere analisi e confrontare esperienze sulla tematica dell'accesso alla terra per tutti e tutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci saranno momenti di assemblea-cerchio comune e workshop tematici (permacultura e uso sostenibile della terra, esperienze di lotta indigena, educazione ambientale, usi civici).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avremo a disposizione un forno e una fontana sul luogo. Portate tenda, cibo autoprodotto, semi da scambiare e tanto entusiasmo!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per arrivare:  sulla Flaminia venendo da Roma superate Nocera Umbra e dopo poco svoltate a destra per Monte Alago (indicazioni per: Casaluna, Salmaregia, Molinaccio), da Gualdo Tadino svoltate a sinistra prima di arrivare al centro di Nocera. Proseguite fino in cima dove troverete altre indicazioni stradali e quelle per parcheggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;                                           Casa Bandita&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8330132076914106358-986810856825843631?l=accessoallaterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/feeds/986810856825843631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/05/incontro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/986810856825843631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/986810856825843631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/05/incontro.html' title='Incontro Monte Alago'/><author><name>AZ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04176187410998541147</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8330132076914106358.post-4241118358108236964</id><published>2010-05-07T07:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-17T07:19:55.598-07:00</updated><title type='text'>Accesso alla Terra</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 9"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:/DOCUME%7E1/ADRIAN%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msoclip1/01/clip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:donotoptimizeforbrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:"Nimbus Roman No9 L"; 	mso-font-alt:"Times New Roman"; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:0 0 0 0 0 0;} @font-face 	{font-family:"DejaVu Sans"; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:0 0 0 0 0 0;} @font-face 	{font-family:"Nimbus Sans L"; 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Piano piano sempre più persone volgono lo sguardo e la propria progettualità al campo, spesso in fuga da città ormai invivibili e insalubri. Sulla carcassa agonizzante (quanto ancora distruttiva) del capitalismo nuovi paradigmi accompagnano la ricerca di un altro stile di vita, di un altro bioritmo, di un'altra alimentazione, di nuove relazioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;In questo scenario una nuova generazione comincia a tornare al campo, cercando nelle attività e nella vita contadina una maniera di sfuggire alla tremenda precarietà della metropoli postmoderna e con l'intento di costruire nuove relazioni sociali, ambientali, economiche. Insomma una generazione&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;politica che fa del ritorno alla terra e all'agricoltura contadina una strada per la realizzazione della propria persona e uno strumento di lotta politica per la costruzione di una società post-capitalista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Però anche questa prospettiva sembra scontrarsi con il problema della proprietà dei mezzi di produzione, cioè con l'accesso alla terra.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;chi&gt;&lt;/i&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Chi vuole oggi terra in Italia ? Ce ne sono d'avanzo!"&lt;/span&gt; penseranno molti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Invece almeno tre elementi hanno fatto si che accedere alla terra in Italia richieda una discreta quantità di soldi. Innanzitutto la geografia della penisola, con una disponibilità limitata di terre buone, quasi sempre ad appannaggio dell'agribusiness (in Umbria basta vedere il rapporto con il tabacco). Poi la bellezza delle nostre campagne le ha fatte diventare mete per un turismo in forte espansione, spesso d'elite; c'è quindi la tendenza, che ormai investe appieno anche le nostre zone, a trasformare il campo nel salotto per ferie (se non quando vero e proprio centro terapeutico) per ricche e ricchi stressati. Infine la gestione personalistica della proprietà demaniale, che vede il politico di turno a custodire ingenti pezzi di territorio nell'abbandono in attesa che diventino appetibili per qualche speculazione privata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Ancora una volta la necessità di denaro a voler ingabbiare sogni e fermare cammini. Una situazione insopportabile, soprattutto per chi ha deciso di voltare le spalle al sistema e invece lo ritrova così pesantemente a intervenire sulla propria vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;E così nel 2010 l'accesso alla terra in Italia torna nell'agenda dei movimenti. Mentre in molte altre parti del mondo è stato sempre uno dei fronti più avanzati delle lotte anticapitaliste, attorno a cui si sono sviluppate esperienze importanti e concrete di costruzione dell'altro mondo possibile (penso agli zapatisti, al MST brasiliano ,etc). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Logicamente la nostra attenzione si rivolge al cospicuo patrimonio demaniale, che addirittura in molti casi versa in stato di abbandono. Un patrimonio costituito da zone marginali (dorsale appenninica, alta collina, valli isolate) poco attraenti e adatte all'agribusiness o ad altre forme di speculazione, ma che da sempre hanno caratterizzato l'agricoltura e le civiltà contadine in Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Beni spesso ostaggio, per incuria o per malafede, delle amministrazioni e burocrazie locali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Il territorio e i suoli coltivati sono considerati dal potere ancora come terreno da sfruttare in maniera intensiva e con strategie per creare ulteriori e nuove forme di dipendenza nello strato sociale (OGM). A livello politico la grave crisi economica e la conseguente disoccupazione fanno ripensare all'agricoltura come scialuppa di salvataggio. Così nell'arco costituzionale diverse forze hanno cominciato ad accennare al tema della redistribuzione delle terre demaniali. In primis la Lega, che sull'agricoltura ha portato avanti una politica complessa e non scontata, come dimostra anche l'operato di Zaia come ministro. Ma dobbiamo saper leggere e contrastare questa proposta politica, che con tutto il suo appeal demagogico sembra far presa su molte persone. In primis per l'insopportabile razzismo caratteristico della politica leghista: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Terra ai giovani...purché italiani"&lt;/span&gt; &lt;i&gt;&lt;&lt;terra&gt;&gt;&lt;/i&gt;. E poi perchè vincola questa eventuale redistribuzione sempre ad una visione accentuatamente produttivista dell'agricoltura, un sentire quanto mai lontano dai giovani che tornano alla terra per passione, un modo d’intendere il rapporto con l’ambiente che diviene la vera sfida che ci si profila da affrontare a livello educativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Infatti nel momento in cui sembra muoversi qualcosa a livello politico e si aprono possibili scenari, dobbiamo saper vincolare con forza il tema dell'accesso alla terra a programmi e progetti di uso sostenibile di questa e di conservazione e tutela del paesaggio e della biodiversità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Perchè &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"La Terra è di chi la lavora"&lt;/span&gt; &lt;i&gt;&lt;la&gt;&lt;/i&gt;, come rivendicava esattamente 100 anni fa Emiliano Zapata, oggi non basta più di fronte al grado di deterioramento del nostro ecosistema. Oggi è necessario aggiungere che la Terra è si di chi la lavora, ma in maniera sostenibile e con rispetto e responsabilità verso le generazioni future.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;C'è di più. È necessario con forza introdurre il tema della proprietà collettiva. Proprio ora che gli usi civici vengono presi di mira da una strumentale regolarizzazione statale per la mancanza di una loro mappatura, potrebbero risultare una soluzione (adattata al contesto odierno) percorribile in una nuova proposta e rivendicazione popolare. Dunque redistribuzione delle terre a soggetti collettivi e inalienabilità delle terre assegnate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Per discutere di tutto ciò, per costruire una lotta comune sul diritto di accesso alla terra, vi invitiamo il 5 e 6 Giugno ad una due giorni sul Monte Alago (Nocera Umbra)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Per info&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="mailto:adrianozaccagnini@gmail.com"&gt;adrianozaccagnini@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Roma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="fontdarkgray"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="mailto:fabios81@libero.it"&gt;fabios81@libero.it&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;                        &lt;/span&gt;Perugia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8330132076914106358-4241118358108236964?l=accessoallaterra.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/feeds/4241118358108236964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/05/accesso-alla-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/4241118358108236964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8330132076914106358/posts/default/4241118358108236964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://accessoallaterra.blogspot.com/2010/05/accesso-alla-terra.html' title='Accesso alla Terra'/><author><name>AZ</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04176187410998541147</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
