domenica 12 marzo 2017

Associazione Fondiaria, strumento per la gestione del frazionamento fondiario nelle aree interne


L’apocalisse culturale che ha attraversato le comunità rurali delle aree interne italiane nel corso del ‘900 ha prodotto un graduale processo di abbandono delle attività agricole, con conseguente perdita di paesaggio e residualizzazione di tutte quelle culture im-materiali collegate alle pratiche secolari dell’agricoltura. Una delle tanti cause che ha alimentato l’abbandono va colta nel frazionamento fondiario, conseguenza del diritto di successione che prevede la ripartizione del patrimonio tra gli eredi così che un’azienda agricola o una superficie agricola nel tempo hanno subito continui frazionamenti.
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Diversamente da quanto è accaduto nelle zone alpine “germanofone“, dove l’istituto giuridico del “maso chiuso” (o di analoghi dispositivi) ha di fatto impedito la divisione della superficie di un’azienda agricola al di sotto di determinati valori, nel resto delle Alpi la ridotta produttività del lavoro sugli appezzamenti agricoli frazionati diviene economicamente e socialmente non più sostenibile e funzionale generando a larga scala un territorio incolto e abbandonato. Questo territorio viene successivamente interessato da invasioni di arbustive e arboree, che connotano larga parte di quella fascia coltivata collinare e montana compresa tra i 500 ed i 1000 metri, oggi in uno stato di progressivo abbandono.
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L’abbandono delle terre e l’incremento della superficie forestale, che fino ad un certo punto potrebbe essere stato visto in modo favorevole in quanto vedeva terminare l’eccessivo sfruttamento del territorio nelle valli alpine durato fino ai primi decenni del ‘900, si è poi protratto nel tempo superando determinati “valori di soglia” assumendo e diventando penalizzante per la montagna e per le attività economiche ad essa legate. Oggi ci troviamo in una situazione dove è necessario arrivare ad una gestione sostenibile attraverso l’uso attivo del territorio.
Il frazionamento fondiario ha di fatto “ingessato” qualsiasi intervento operativo in collina ed in montagna. Il più importante strumento a disposizione per la ricomposizione del puzzle di proprietà fondiarie frammentate e di campi abbandonati, è l’Associazione Fondiaria.
Il modello francese.
La legislazione francese – Legge sullo sviluppo pastorale n ° 72-12 del 3 gennaio 1972 JORF del 6 gennaio 1972 – promuove l’accorpamento delle proprietà abbandonate attraverso l’Association foncière pastorale (AFP) e i Groupements pastoraux, garantendo anche l’apporto delle associazioni di produttori.
Gli AFP individuano tre strumenti d’azione:
  • i gruppi pastorali – raggruppamento di agricoltori – pastori di pascoli estivi
  • le associazioni fondiarie pastorali – raggruppamento di proprietari terrieri
  • le convenzioni pascoli perenni (specifico tipo di contratto di locazione pastorale per lo sfruttamento dei pascoli)
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Nel corso del 2012 sono state costituite in Italia le prime due Associazioni fondiarie:
 1) nel Comune di Briga Alta (Cuneo), frazione Carnino in Val Tanaro, in zona prettamente alpina nel Parco del Marguareis con gli obiettivi di:
  • Aumento della produttività unitaria grazie all’accorpamento fondiario
  • Rilanciare l’agricoltura in zone marginali grazie alla gestione collettiva di più parcelle di terreno da parte di un unico soggetto
  • Gestione sostenibile del territorio attuando piani aziendali (ad es. piani di pascolo) e possibilità di imporre regole in cambio di servizi e garanzie fornite al fruitore
  • Creazione delle condizioni base per il ritorno e reinsediamento di imprese agricole e sviluppo di micro-economie locali
  • Sviluppo di partenariati sia con soggetti pubblici che privati per progetti di miglioramento fondiario e sviluppo rurale
  • Accesso a programmi di finanziamento quali PSR etc. (una volta che le Asfo saranno riconosciute)
  • Rafforzamento di uno spirito comunitario mediante occasioni di confronto e condivisione tra i soci
2) nel Tortonese, nel Comune di Avolasca (Alessandria), in zona tipicamente collinare e alto-collinare.
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Cos’è un’associazione fondiaria

È una libera unione fra proprietari di terreni pubblici o privati, eventualmente patrocinata da un Comune capofila. L’obiettivo è raggruppare terreni agricoli e boschi, abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo. Le attività di gestione dei terreni conferiti all’associazione avvengono nel rispetto delle buone pratiche agricole, degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza della gestione. Ogni associato conserva la proprietà dei suoi beni, che non sono usucapibili, ed esercita il diritto di recesso dalla sua adesione nel rispetto dei vincoli temporali contrattuali tra l’associazione fondiaria e i gestori. Le associazioni fondiarie acquistano la personalità giuridica e sono riconosciute con l’iscrizione, autorizzata con provvedimento della struttura regionale competente, nel Registro regionale delle persone giuridiche private.
Le attività delle associazioni fondiarie. Le associazioni fondiarie si occupano di:
– gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
– redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio;
– partecipare all’individuazione dei terreni silenti (di cui non si conosce il proprietario) e al loro recupero;
– provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario.
Gli obiettivi gestionali possono essere molteplici in relazione alle caratteristiche dell’area interessata. I modelli d’impresa oggi proponibili:
  • l’Azienda pastorale attrezzata stagionale;
  • l’Azienda pastorale integrata con altre realtà pastorali alpine (alpeggio estivo), di pianura o collinari (pascolamento primaverile, autunnale e svernamento);
  • l’Azienda foraggero pastorale stanziale;
  • l’Azienda agro-pastorale stanziale integrata con alcune coltivazioni di specie diverse: alimentari, aromatiche, associate all’allevamento.
La prima Associazione Fondiaria alpina è nata a Carnino, una minuscola frazione del comune di Briga Alta in alta Val Tanaro (Cn). L’ultimo allevatore, ci è salito almeno quindici anni fa, quando i prati, che un tempo venivano coltivati, sono stati definitivamente abbandonati. Capire il perché non è difficile. È sufficiente consultare una qualunque mappa catastale del territorio: figli, parenti, cugini e discendenti delle vecchie famiglie si sono divisi sempre più le eredità dei loro vecchi, fino a ottenere una serie di appezzamenti di pochi metri quadrati, spesso intestati a proprietari irreperibili. Una situazione che ha reso i terreni di Carnino inutili dal punto di vista produttivo perché è impossibile pretendere che un allevatore contatti decine e decine di proprietari dei terreni fino ad avere un’area sufficiente per il pascolo. In questo modo si sono persi i segni di quelle agricolture eroiche che hanno definito il paesaggio delle nostre montagne: pian piano il bosco si è mangiato terrazzamenti, gradonamenti e opere idrauliche, cancellando un patrimonio di biodiversità creatosi in millenni di attività umana.
Approfondisci
Accesso alla terra nelle aree interne: tanti terreni, poca terra sul Blog della Scuola Ambulante
Creare un’associazione fondiaria? Si può in Dislivelli del 15 settembre 201o
L’Associazione fondiaria per rivitalizzare l’agricoltura in montagna – di Andrea Cavallero Docente dell’Università di Torino – Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
La terra Raccolta – articolo di Altraeconomia del 10 febbraio 2016


fonte: https://scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com/2017/02/13/associazione-fondiaria-strumento-per-la-gestione-del-frazionamento-fondiario/

martedì 13 dicembre 2016

Bolognola, soccorso contadino: la sua gente, le nuove urgenze, i progetti futuri, la solidarietà delle reti GC

Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
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 L'incontro a Bolognola, la solidarietà ai terremotati, i lavori per mandare avanti le attività agricole
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Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
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giovedì 6 ottobre 2016

26-30 Ottobre 2016 Forum NYELENI per la sovranità alimentare in Romania


NYÉLÉNI - EUROPE MOVEMENT FOR FOOD SOVEREIGNTY - AT A GLANCE

Nyéléni history. The vision of food sovereignty for Europe is based on the principles defined at the Nyéléni Forum  in Mali in 2007. The first Nyéléni Europe Forum in Europe took place in Austria  in 2011. The role of the first edition was to define the struggles and strategies necessary to create a movement for Food Sovereignty in Europe, which can challenge the dominant forces of production and consumption present in today's society.

Food Sovereignty. Food sovereignty is the right of peoples to healthy and culturally appropriate food produced through ecologically sound and sustainable methods, and their right to define their own food and agriculture systems.

The Movement in Europe. Nyéléni Europe is the widest international movement aiming to realize food sovereignty in Europe. It aims to build common strategies in order to re-organize the way we structure our society around food and agriculture today.

http://nyelenieurope.net/

mercoledì 14 settembre 2016

Genuino Clandestino 23-25 settembre 2016 Terni

Dove e perché?

Se è vero che non ha senso una rete nazionale senza autodeterminazione dei territori,
la scelta di Terni per il prossimo Genuino Clandestino vuole per noi essere fin da subito un tentativo
di connettere devastazione ambientale e sovranità alimentare negata. Un’ occasione inderogabile
per avviare una riflessione sulla posizione di Genuino Clandestino di fronte ai disastri sui territori,
da parte di chi questi disastri li subisce nonostante li combatta prima di tutto attraverso le scelte di vita.

Scopriamo i nostri territori!

Si propone alle realtà locali della rete, per costruire insieme la giornata
di Venerdì partendo da Terni, grazie all’apporto del Comitato NO INC, per analizzare
ciò che avviene negli altri territori:
– provando ad identificare le devastazioni ambientali limitrofe ad ogni nodo della rete, una mappa
ideale che dopo settembre possiamo pensare di trasformare in una mappatura reale.
– fornendo, se si hanno, contatti con esperti del settore per costruire l’aspetto informativo della giornata.

Scopriamo il valore delle domande!

Come porci di fronte ad un produttore che chiede di partecipare alla rete ma risiede in una zona sicuramente inquinata?
Si può immaginare un osservatorio indipendente?
Come si pone Genuino Clandestino di fronte alle devastazioni? Quali alternative? Quali limiti?
per info: mercatanti@gmail.com // fb: mercatobrado // mercatobrado.blogspot.com


sabato 2 luglio 2016

Fermenti 1-2-3 luglio Padova - Festival dei birrifici artigianali e delle produzioni genuine e clandestine

Festival dei birrifici artigianali e delle produzioni genuine e clandestine

3 giorni di festival
30 spine, 120 birre artigianali in vari stand del festival
Workshop, degustazioni e produttori a Km0


Sherwood Festival 2016

Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood16
Apertura cancelli: ore 18:00
1 € può bastare


Negli ultimi anni si sta affermando sempre di più in Italia il "fenomeno" delle birre artigianali.
Questo fenomeno sta portando alla creazione di una nuova cultura intorno alla diffusione e al consumo del prodotto, che storicamente non appartiene al territorio nazionale ma che ha un potenziale enorme di fronte al contesto di crisi economica e forte disoccupazione attuale.
Fermenti, da tre anni, cerca di conoscere e far conoscere chi esprime le proprie passioni attraverso la produzione della birra e chi cerca di entrare in un mondo nuovo tutto da scoprire e costruire insieme.
Anche quest’anno, la rassegna dei birrifici artigianali indipendenti è affiancata dal mercato di Genuino Clandestino Veneto, con i piccoli produttori che praticano un’agricoltura naturale, e dal mercatino dell’usato anticrisi. Una giornata per celebrare la buona birra artigianale italiana abbinata ai sapori gastronomici locali.
Nelle tre giornate, in vari stand, verranno abbinati piatti particolari a birre insolite.
La sera, largo alla musica con concerti, numerosi artisti one man band e Dj-Set.


Programma

Venerdi 01 Luglio


Ore 20.30
Presentazione del libro “Il filo di canapa. L'eco-pianta del futuro” (Altreconomia edizioni, 2016) con l'autrice Chiara Spadaro
Tutti i segreti della cannabis: cucina, abiti, bioedilizia, ecocosmesi e terapie naturali. La cannabis è infatti una risorsa straordinaria: una pianta che combatte il climate change, cresce senza chimica e “sequestra” più C02 di un bosco. I suoi semi e il suo olio sono veri superalimenti, tra i più ricchi di proteine e preziosi nutrienti. La canapa è “costruttiva”, un mattone perfetto per una casa in bioedilizia. La sua fibra si trasforma in tessuti sani, resistenti e sostenibili. I suoi princìpi possono lenire il dolore di gravi malattie e curarne altre. Questo libro offre tutte le “istruzioni per l’uso” e fa il punto sul vivace dibattito in corso.
Ore 21.00
Degustazione di 5 birre in stile Belga
Ore 22.00 (Second Stage)
The Atom Tanks
A seguire Dj-Set:
Madsoundsystem



Sabato 02 Luglio


Dalle 19.00 alle 21.00 e dalle 23.00 alle 24.00
#AllYouCanDance
Dj set per tutti i gusti in vari spazi del festival:
BomChilom Sound, Pupa Giarret, The Mojos, Momostock, Bad Vibes,
Dj Svampish,
Dj Sica 
Ore 20.00
Degustazione di 5 birre in stile Americano
Ore 21.00
Proiezioni su maxi schermo di ITALIA-GERMANIA

Ore 22.00 (Second Stage)
Bengala Fire



Domenica 03 Luglio


Dalle 18.00 alle 22.00
Mercato di “Genuino Clandestino Veneto” e Mercatino dell'usato anticrisi a cura del Centro Sociale Rivolta di Marghera (VE)
Ore 18.00
Cotta pubblica per l'autoproduzione di birra casalinga
Dalle 18.00 alle 22.00
Fermenti Sonori - 3a Edizione
con Bruno Gourdo, TonyLaMuerte, Phill Reynolds & Fede Fik
Ore 20.30
Inevitabili come i semi
Incontro sulla sovranità alimentare, tra il mercato europeo delle sementi e pratiche di tutela della biodiversità. 6 multinazionali controllano il 63% del mercato mondiale dei semi e commercializzano il 75% dei pesticidi. Nel 1981, le ditte sementiere erano 7mila: cosa succede a distanza di 30 anni?
Ne parliamo con Rete Semi Rurali e Andrea Giubilato (Azienda Agricola Madre Terra - Santa Maria di Sala, Ve).
A seguire:
Proiezione del documentario “Unlearning - Un inno gentile alla disobbedienza”.
A fine proiezione chiacchierata con il regista
Ore 21.00
Degustazione di 5 birre in stile Inglese
Ore 22.00 (Second Stage)
Il Muro del Canto


Per partecipare al mercato agricolo Genuino Clandestino scrivere a:
gas@nodalmolin.it.
Per prenotare un tavolo per il mercatino dell’usato anticrisi scrivere a:
mercato.rivolta@gmail.com
Per prenotarsi alle degustazioni:
fermenti@sherwood.it
Sherwood Social:
www.facebook.com/festival.sherwood
www.facebook.com/sherwood.it

Twitter: @SherwoodPadova
Instagram: SherwoodFestival

Google +Infoline Sherwood Festival: 335.1237814 (risponde solo dalle ore 13:00 alle 18:00)

domenica 19 giugno 2016

Dua anni di Mondeggi: 24-25-26 Giugno 2016


Due anni di Mondeggi: Coltivare relazioni per raccogliere un futuro diverso Schermata 2016-06-13 alle 12.43.21
Un percorso sperimentale in continua trasformazione che festeggi i primi due anni di custodia permanente: siete tutti invitati ad una tre giorni di autodeterminazione alimentare, riflessioni e biodiversità.
In questi due anni di custodia, una proprietà pubblica abbandonata a sé stessa, si sta trasformando in un bene comune aperto a tutti (singoli e gruppi) per partecipare ad un futuro diverso.               Non ci basta solo parlare dei progetti, delle particelle catastali, di cosa è legale e cosa no: sentiamo l’esigenza di mettere in gioco un futuro di differenze.
Così come nei cicli agricoli stiamo seminando e continueremo a seminare percorsi nuovi, senza sfruttamento di persone, animali e terreni, allo stesso modo vogliamo coltivare relazioni per costruire “territori” nuovi e per collegarci ad altri territori che come questo vivono nell’autogestione.
Vorremo incontrarci e praticare la legittimità di quello che facciamo e faremo insieme: lavorare senza padroni in una presunta illegalità, nell’ambito di una custodia popolare basata sull’agricoltura contadina.
Crediamo sia necessario divulgare questo percorso perché sempre più persone vengano a conoscenza e si mobilitino intorno ai temi della riappropriazione di terre, dell’agricoltura contadina, dell’autonomia e dell’autodeterminazione alimentare.
Vorremmo raccogliere e mettere in comune le nostre e le vostre idee senza padroni.
Per essere tutte e tutti partecipi di quello che stiamo costruendo, proprio adesso che la città metropolitana di
Firenze vuole nascondere dietro un nuovo bando di vendita la fine di questo percorso.
Vi aspettiamo il 24, 25 e 26 Giugno 2016!

 PROGRAMMA:

Venerdì 24
ore 17.00 Accoglienza
ore 19.00 “Ascoltando Gaber e altre canzoni”
(AltroTeatro Firenze)
ore 20.30 Cena
ore 22.00 “Cibo del vento” tratto da “Lettera ai contadini
sulla povertà e la pace” di Jean Jonò
(Teatro Contadino Libertario & Collectif libertalia)

Sabato 25
ore 9.00 Presidio davanti al Comune di
Bagno a Ripoli
ore 13.00 Pranzo
ore 15.00 Tavoli tematici:
- “Territori in resistenza. Costruire alternative
reali intrecciando relazioni e pratiche
di movimento” (parte I)
- “Cucine popolari autogestite”
ore 15.00 Lavori agricoli
ore 20.30 Cena
dalle ore 22.00 Concerti con
“La Nuova Pippolese”
“Kissene Folk”
"Ivanoska"
e dj set a seguire con “La Svolta SoundSystem”

Domenica 26
ore 10.30 Tavoli tematici:
- Territori in resistenza. Costruire alternative
reali intrecciando relazioni e pratiche di
di movimento (parte II)
ore 13.00 Pranzo
ore 15.30 Danze popolari

Durante l'iniziativa saranno attivi laboratori pratici per bambini e non solo, corsi, un'area salute e tanto altro!

giovedì 25 febbraio 2016

Scuola contadina Libera, gratuita, autogestita e Genuino Clandestino in Sardegna 15 16 17 aprile


L’esperienza di Mondeggi ha avvicinato tantissime persone suscitando in loro la voglia di
avvicinarsi alla terra e intraprendere percorsi agricoli.
Come sta avvenendo in tante comunità in ogni parte del mondo, crediamo
che sia ora che il sapere si svincoli dalle dominanti logiche del profitto
utilizzando percorsi di formazione e informazione accessibili e autogestiti.
Abbiamo deciso di proporre quasi tutti i settori dell’agricoltura che
seguiamo attraverso veri e propri corsi, incontri e seminari con contadini, agronomi e professori.
Sarà data massima importanza all’agricoltura contadina che, come rete Genuino Clandestino,
realizziamo in tutta Italia.
Porremo l’accento sul biologico e l’agricoltura naturale senza tralasciare alcuni argomenti
dell’agricoltura convenzionale di cui è sempre bene essere informati.
Nella nostra visione è indispensabile oltrepassare il limite,
diventato consueto con l’esaltazione della produttività e della competitività, di
non condividere il sapere e le tecniche tra i contadini delegando così
alle multinazionale ricerca e insegnamento delle nuove tecniche che crea
una dipendenza con un solo vincitore.
I nostri problemi non provengono certamente dalla concorrenza illegale
(illegale rispetto a cosa?) degli altri contadini, come coraggiosamente
affermato dal sindacato degli agricoltori C.I.A.
Questa scuola la dedichiamo a chi lavora nei campi e vuole
aggiornamenti sulle nuove tecniche, a chi vuole studiare e non ha avuto la
possibilità di farlo e a chi vorrebbe condividere quello che negli anni ha
imparato e a chi semplicemente vuole avvicinarsi per la prima volta alla terra.
Conosciamoci, impariamo insieme e facciamo rete per collaborare ad
affermare la sovranità alimentare.
Crediamo fermamente che un altro modello di società e di agricoltura
sia possibile e Mondeggi e tutti i contadini di Genuino Clandestino siano
già un passo avanti in questa direzione.
Se non diversamente indicato tutti gli incontri si terranno nella sala
assemblee in via di Mondeggi n.4 Bagno a Ripoli (Fi)
VI INVITIAMO A CONTROLLARE IL SITO PER AGGIORNAMENTI DEI PROGRAMMI E MODIFICHE DEGLI ORARI.

Viticoltura
Per maggiori informazioni: antonia.salerno@stud.unifi.it

Sabato 6 febbraio ore 9.30
Potatura collettiva della vigna –cordone speronato
Ci divideremo in gruppetti di 6 persone e ci sarà un referente del
comitato per ogni gruppo.
Data da definire (periodo aprile-⁠maggio)
Laura Mugnai – professoressa
Patologie della vita e lotta biologica
Altre date da definire in corrispondenza delle varie operazioni colturali

Olivicoltura
Per maggiori informazioni: ecosociety@autoproduzioni.net

Giovedi 11 febbraio ore 21.00 casa del popolo Grassina
Giuseppe Pandolfi -⁠⁠ contadino
Breve storia dell’olivicoltura, tecniche di allevamento, tipologie di potatura
Domenica 21 febbraio ore 10.00 Mondeggi
Giuseppe Pandolfi – contadino
Corso di potatura in campo (portare forbici, seghetto e guanti)
Altre date da definire in corrispondenza delle varie operazioni colturali

Apicoltura
Per maggiori informazioni: antoniocattaruzza94@gmail.com

Mercoledi 10 febbraio ore 17.30
Emiliano Terreni – apicoltore
Introduzione all’apicoltura ecologica -⁠⁠ primo incontro
Mercoledi 24 febbraio ore 17.30
Emiliano Terreni – apicoltore
Introduzione all’apicoltura ecologica – secondo incontro
Altre 2-⁠3 date da definire per marzo
Prossimi incontri pratici da definire in corrispondenza delle varie operazioni.

Orticoltura
Per maggiori informazioni: alessiocapezzuoli@gmail.com

Domenica 3 aprile ore 15
Inizio del corso di orticoltura biologica/⁠⁠naturale
Alessio Capezzuoli – agronomo e contadino
6 lezioni in totale di cui 2 in campo, le altre date saranno scelte con i presenti.
Perché scegliere biologico. Cose da sapere sull’orticoltura in Italia e
all’estero. Tecniche innovative. Autoprodursi le sementi e le piante.
L’irrigazione, le rotazioni e gli avvicendamenti. Diversi tipi di
concimazioni e caratteristiche. Insetti e patogeni dannosi, difesa e
strategie di prevenzione in biologico. Progettiamo insieme un orto.
Lezione e lavoro insieme in azienda: Biortaggi Valdelsa (Poggibonsi)

maggio
Gino Corvino (Pisa)-⁠
Giugno

Laboratorio di birrificazione
Per maggiori informazioni gil.bastreghi@gmail.com

Sabato 6 Febbraio ore 10.00 – 18.00 casa Ranieri Mondeggi
Gil Bastreghi -⁠ autoproduttore
Corso base teorico/⁠pratico di birrificazione all-⁠⁠grain
Scrivere per prenotare, numero max 10 persone
Prossime date da definire

Allevamento
Per maggiori informazioni: gossa.maya@gmail.com

Data da definire (giugno)
Benessere animale
Andrea Martini – professore
Data da definire (giugno)
Curare con l’omeopatia
Marco Caviglioli – Veterinario
Visita in aziende da definire

Seminativi
Per maggiori informazioni orius@inventati.org

Data da definire (fine maggio)
Introduzione ai seminativi
Vincenzo Mordini-⁠ agronomo
Caratteristiche e tecniche delle principali specie coltivate in Italia.
Lavorazione dei terreni, gestione dell’ambiente.
Data da definire (Giugno)
Gestione dei seminativi in una piccola fattoria
Giovanni Pandolfini-⁠ contadino
Esperienze pratiche in una piccola fattoria. Rotazioni.
Tecniche di lavorazione, problemi e soluzioni.
Trebbiatura di piccola scala.

Laboratorio di panificazione
Per maggiori informazioni danieleamorati@yahoo.it

Data da definire (Maggio)
Produzione del pane
Gruppo panificazione Mondeggi
Altre date da definire con diversi panificatori e diverse tecniche

Erboristeria
Per maggiori informazioni selvatica@autoproduzioni.net

Data da definire
Passeggiate di riconoscimento, autoproduzione cosmetici e saponi
Chiara Cavalleri – autoproduttrice