venerdì 12 aprile 2013


Assemblea
TERRA BENE COMUNE fi
NO alla vendita delle terre pubbliche, Sì alla custodia dei beni comuni
L’Art.66 del decreto Salva Italia prevede la vendita delle terre agricole pubbliche.
Permettere questo significa impedire alle comunità locali di decidere territorialmente come gestirle, consegnare una risorsa vitale agli speculatori, accettare che l’interesse privato sia messo al di sopra del bene comune
Noi ci opponiamo a tutto ciò, spinti da 3 bisogni forti:
1 – SOVRANITA’ ALIMENTARE
È necessario ritrovare il senso di un'economia reale che metta in relazione in modo concreto le comunità locali e soprattutto urbane con il proprio territorio agricolo naturale e tradizionale. Un'economia fatta di relazioni creative e percorsi condivisi tra i produttori di cibo (contadini) e i co-produttori (cittadini) al cui centro stiano con pari dignità il rispetto e la custodia dell'ambiente e la giustizia sociale.
2 - ACCESSO ALLA TERRA e ai saperi contadini
Rivendichiamo il diritto di ogni individuo di poter trarre almeno una parte del proprio fabbisogno alimentare dal lavoro della terra e quindi il diritto di poter accedere alla terra a prescindere dalle proprie possibilità economiche.
Incoraggiamo e sosteniamo tutti i luoghi e le occasioni di scambio gratuito delle conoscenze tra vecchi e nuovi contadini, affinché pratiche agricole tradizionali e buone nuove pratiche si incontrino per arricchirsi a vicenda.

3 - NO ALLA VENDITA DEI TERRENI AGRICOLI PUBBLICI E DEGLI USI CIVICI
Partendo da quello che già appartiene alla collettività, vogliamo dare vita ad esperienze nuove e vitali di agricoltura rurale svincolate dal concetto di proprietà. Sono proprio i terreni pubblici quelli più "fertili" per far nascere un'economia alimentare sana e condivisa dalle comunità locali. Per fare questo è fondamentale che i terreni agricoli pubblici diventino BENI COMUNI soggetti ad uso civico, inalienabili e gestiti dalle comunità locali.
I beni demaniali rurali – e particolarmente quelli abbandonati ed incolti – sono risorse importanti con cui, senza alcun costo, le amministrazioni pubbliche hanno la possibilità di affidare spazi ed occasioni di vita, di lavoro, di progettualità a persone - e segnatamente a giovani - che intendono sperimentare modelli diversi di vita e di economia, potenzialmente utili a tutta la società e con ciò ricercare alternative praticabili e sostenibili ad un modello socioeconomico manifestamente in crisi.

Che cosa proponiamo

                     una gestione sostenibile dei terreni e dei beni agricoli di proprietà pubblica, con i quali
promuovere “progetti di neo-ruralità”, attraverso concessioni di lunga durata (min. 20 anni);
                     la diffusione di un'agricoltura contadina, locale, naturale e di sussistenza;  perché è l’unica
in grado di assicurare alla comunità prodotti sani e genuini a prezzi accessibili, nel pieno rispetto dell'ambiente e del territorio;
                     percorsi decisionali partecipati, che  sappiano coinvolgere nella progettazione la comunità
locale e le realtà contadine di nuovo insediamento;
                     la nascita di piccole e diffuse realtà, volte al soddisfacimento delle esigenze della rete dei
contadini locali, attraverso progetti concreti, come ad esempio la costruzione di piccoli vivai per la produzione di piantine da orto di varietà locali, usando metodi naturali e a risparmio energetico;
                     una collaborazione con tutte le persone che si riconoscono nei principi di questo
manifesto e sono disposte a lavorare per la sua attuazione.

Che cosa richiediamo
                     Il riconoscimento del diritto ad abitare la terra da parte di chi pratica l’agricoltura contadina. Oggi le leggi impediscono di fatto la riconquista delle terre abbandonate o incolte da parte di soggetti diversi dalle medie-grandi aziende agricole tradizionali, sole titolari del diritto di edificare annessi o abitazioni rurali.
Chiediamo di poter auto-costruire con materiali naturali (come legno e paglia), fabbricati rurali a bassissimo impatto ambientale, totalmente degradabili e vincolati senza limiti di tempo all’attività agricola.

1 commento:

  1. Sono daccordo su tutto. Mi piace il vostro progetto ed ho visto anche il sito www.accessoallaterra.org.
    Volevo sapere come potevo collaborare con voi per i vostri progetti. Vorrei essere parte attiva del movimento.
    Un saluto e continuate cosi'!!!

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