sabato 3 maggio 2014

Coordinamento Romano Accesso alla Terra: "Le terre pubbliche non si vendono. Regione Lazio indietro su giovani ed agricoltura"


Lunedi' 5  maggio iniziativa di protesta e occupazione pacifica dell'azienda agricola di Castel di Guido

"Le terre pubbliche non si vendono. Regione Lazio indietro su giovani ed agricoltura"

In questi giorni si discutono gli emendamenti alla proposta di legge 147. Ribadiamo l'assoluta necessità di eliminare l'articolo 20, capo III, in merito alle “Disposizioni per favorire la dismissione dei terreni agricoli ed a vocazione agricola di proprietà regionale. Il Lazio, come già altre regioni stanno virtuosamente facendo, ha bisogno che siano attivate misure legislative che disciplinino l'affidamento con affitti equi delle sue proprietà agricole, per favorire giovani e nuova imprenditoria, verso una redistribuzione del suo patrimonio onde sviluppare agricoltura di qualità su spazi fruibili.
Come in Umbria è già possibile, chiediamo alla Regione misure PSR e sottoprogrammi tematici che agevolino economicamente le imprese agricole sui terreni pubblici, specie se multifunzionali ed in grado di dare servizi ai cittadini, tutelare il paesaggio laziale, difendere la biodiversità con piani colturali all'avanguardia. Al contrario di quanto auspicato, con grande apprensione guardiamo ad aree come Castel di Guido, da troppi anni sottoutilizzata e che ora rischia di essere venduta. Una Regione che intende vendere il patrimonio pubblico è una Regione che perde credibilità e forza, che torna indietro da posizioni che credevamo acquisite.
Il rischio maggiore della vendita è nella possibilità di perdere verde agricolo in favore della speculazione edilizia, che troppa parte del nostro patrimonio caratteristico ha consumato impropriamente in questi anni. 
Annunciamo quindi azioni nei prossimi giorni volte a denunciare il pericolo della vendita e a sottolineare le potenzialità delle terre pubbliche.

Coordinamento Romano Accesso alla Terra


EQUORETE ESPRIME GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LA VENDITA DELLE TERRE PUBBLICHE


Equorete esprime grande preoccupazione per l'intenzione di procedere alla dismissione delle terre agricole di proprietà della Regione Lazio espressa nella Delibera di Giunta 147 del 20 marzo 2014 che ha prodotto la Proposta di Legge 147 che all'articolo 20 recita "....sono individuati, nell'ambito dei beni immobili.......l'elenco dei terreni agricoli o a vocazione agricola idonei alla dismissione o locazione......" e già nel testo prevede le modalità di alienazione della proprietà di tali terreni.
Di fronte a questa decisa inversione rispetto a quanto dichiarato più volte pubblicamente dal Presidente Zingaretti e dalla Giunta, su un argomento che è stato diffusamente trattato e affrontato nel corso della campagna elettorale e in merito al quale sono stati presi impegni precisi, Equorete ribadisce l'assoluta contrarietà alla vendita del patrimonio agricolo pubblico.
Le terre agricole pubbliche, che sono di fondamentale importanza per garantire il diritto all'alimentazione delle generazioni future, devono rimanere tali innanzitutto per essere sottratte al fenomeno del "land grabbing", fenomeno di portata mondiale di accaparramento di terre agricole, per consentire produzioni all'insegna della biodiversità e accesso alla terra agli agricoltori, per preparare risposte adeguate al cambiamento climatico. Come peraltro si stanno accingendo a fare altre Regioni in difesa del bene comune alimentazione che, così come l'acqua, consideriamo una risorsa non privatizzabile.
Chiediamo al Presidente Zingaretti di procedere piuttosto a riportare nella legalità l'utilizzo di queste proprietà, da troppo tempo non valorizzate negli introiti che possono garantire se affittate con contratti regolari, e di procedere immediatamente all'emanazione dei bandi che consentano la nascita di nuove aziende agricole o l'ampliamento delle piccole aziende esistenti.

Equorete Network dell'Ecologia Sociale


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