sabato 19 ottobre 2019

GenuinoClandestino a Roma 18-19-20 ottobre 2019



Arriva GenuinoClandestino a Roma 18-19-20 ottobre 2019



Programma

Venerdì 18 ottobre

Dalle ore 16.00 Accoglienza
Ore 17:00 Assemblea pubblica: Qual è il rapporto oggi fra resistenze contadine e cittadine?
Quali esperienze virtuose? quali difficoltà? quali i legami futuri e possibili alleanze?
Ore 20:00 Cena conviviale (ognuno porta qualcosa da condividere, compresi piatti e bicchieri, perché c’eravamo arrivati prima de Greta..)
Ore 21:00 Proiezione del documentario Antropocene  (link trailer antropocene: https://www.youtube.com/watch?v=8ZPs33HmEII )
Ore 22:30 Gaiamò in concerto

Ore 23:30 Jam Session Popolare

Sabato 19 Ottobre

Ore 8.30 Colazione
Ore 9.00 Accoglienza Nuove Reti & Presentazione dei tavoli del mattino

Ore 9.30 – 13.00 Tavoli di lavoro a tematiche comuni
A) Relazioni e cura nei contesti politico e territoriale. Un confronto tra città e campagna.
B) Cura e custodia dei territori (Autoderminazione contro le nocività)
Ore 13.00 Pranzo

Ore 15.00- 17.00 Tavoli tecnici e Tradizionali:
– Suolo e Orticultura
– Artigianato
– Comunicazione
– Garanzia Partecipata
– Mutuo aiuto
– Libere trasformazioni
– Dai Rifiuti nascono i fior tavolo  cura del collettivo AvANa
Ore 17.00 Plenaria
Ore 20.00 Cena
Ore 21:3- 22:30 Spettacolo teatrale – El panadero
Ore 22.30-00.30 Legittimo Brigantaggio: https://www.youtube.com/watch?v=rCvpoN_3Zeg
Quelli di Annares: https://www.youtube.com/watch?v=Hw4-UwadzGw

Domenica 20 mercato @FortePrenestino
Ore 9:00 – 18:00 Mercato contadino e Cucine autogestite, Animazione bimbi con giostra bici artisti di strada, bike massacre
Ore 10:00 – 11:00 Presentazione Libro “Make Rojava Green Again
Ore 11:00 – 13:00 Diretta sulle frequenze di Radio Onda Rossa, conduzione contadina insieme a Radio Contado di Radio Wombat
Ore 11:30-12.30 Titubanda
Ore 13:00 -14:30 Pranzo in piazza – estrazione riffa con prodotti contadini&artigiani
Ore 14:30 -15:30 Orchestra Malancia
Ore 16:00 -17:00 Le Radiose on air
Ascolta qui lo Spottino di presentazione della tre giorni: https://archive.org/details/191018genuinoclandestino
per maggiori informazioni www.genuinoclandestino.it www.terra-terra.it

CONTRO OGNI MONOCULTURA

Dai campi alle cittá
Dalle pratiche alle menti
Contro devastazioni e inquinamenti

venerdì 1 marzo 2019

"TERRA BENE COMUNE" INCONTRO NAZIONALE di Genuino Clandestino! 26/27/28 Aprile Lanciano (Ch) - San Vito Chietino (Ch)



Terra Bene Comune...tre giorni per creare comunità e fare rete, conoscersi e divertirsi, tre giorni intensi...

...Campeggio, Mercato Genuino Clandestino, tavoli tematici e tecnici, cibo genuino, assemblea plenaria, concerti, teatro, mostre documentari e tanto altro ancora!

A breve online il programma dettagliato!

Intanto ecco i contatti per chi necessita di info logistiche:

San Vito Chietino, prenotazione campeggio e logistica per il 26/27 Aprile

FONTE 

mercoledì 13 febbraio 2019

Agricolture Contadine - Il giusto riconoscimento 14 febbraio 2019








L’agricoltura contadina è parte integrante e importantissima del tessuto sociale, agricolo, economico e culturale del nostro Paese. Migliaia di micro realtà in tutta la Penisola praticano un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sulla comunità circostante, sul lavoro contadino e sull’economia familiare.
Si tratta di un’agricoltura che non solo non impatta negativamente sull’ambiente ma che, al contrario, lavora per riqualificarlo, migliorando la fertilità dei suoli, ripristinando la biodiversità, preservando i territori dal dissesto idrogeologico e dall’abbandono, soprattutto delle zone più svantaggiate e marginali. In questi contesti le professionalità e le tipicità territoriali si legano a scelte di vita basate su valori di benessere condiviso,
ecologia, equità sociale e solidarietà che creano un inestimabile valore aggiunto, anche se non calcolabile economicamente.
Garantire a chi si prende cura della terra diritti e dignità non è solo un giusto  riconoscimento ma anche un importante atto politico orientato al bene comune, al benessere dei cittadini e al futuro del nostro Pianeta, in linea con le indicazioni emanate da autorevoli organi internazionali tra cui la FAO nonché con la decisione dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che recentemente ha approvato la Dichiarazione sui Diritti dei contadini.
Se ne parlerà giovedì 14 febbraio dalle 10.00 alle 14.00 presso la Camera dei Deputati Complesso di Vicolo Valdina, Sala del Cenacolo (Piazza in Campo Marzio n. 42 – Roma) al convegno “Agricolture Contadine: il giusto riconoscimento – Presentazione della Campagna popolare per l’Agricoltura Contadina”.
Presentazione Della Campagna Popolare per l’agricoltura Contadina:
Roberto Schellino – Agricoltore – Coordinamento Nazionale: Gli Obiettivi della Campagna
Elisa D’Aloisio – Agricoltore – Coordinamento Nazionale:La Realtà delle piccole aziende In Italia
William Di Cicco – Avvocato: Le nostre proposte legislative
A Seguire:
Agricoltura Contadina E Contesto Internazionale
Antonio Onorati – Coordinamento Europeo Via Campesina – Ecvc: L’agricoltura contadina in Europa
Guilherme Brady E Jean Leonard Touadi – Fao: L’agricoltura contadina e l’azione della Fao
Interverranno i Deputati di Commissione Agricoltura e le Autorità Competenti.
Il convegno è aperto al pubblico interessato: per partecipare è necessario inviare la richiesta do partecipazione via email entro le ore 10:00 del 12 febbraio a ufficio.stampa.mov@gmail.com

fonte https://www.agricolturacontadina.org/giovedi-14-febbraio-camera-dei-deputati-presentazione-della/

domenica 28 ottobre 2018

Incontro generale di Genuino Clandestino 5 6 7 ottobre Urupia



Comunità in lotta per l'autodeterminazione alimentare
5 – 6 ottobre 2018 presso la Comune Urupia, Francavilla Fontana (BR)
7 ottobre 2018 Taranto, Città Vecchia, via Garibaldi



Programma

venerdì 5 ottobre
tutto il giorno accoglienza
ore 18.30 presentazione delle realtà ospitanti e dell'incontro
a seguire proiezione del documentario “Mal d'Agri” (di M. Nardozza e S. Laurenzana, 2018)
ore 20.30 cena
ore 21.30 Dj Zorrykid, l'inebriante gioia del singolo

sabato 7 ottobre
ore 9.30 tavoli tematici: formazione, ecologia, mutuo aiuto, nuove reti e garanzia pertecipata,
nuovi schiavismi, ...
ore 13 pranzo
ore 15 tavoli tecnici e momenti informativi su Xylella
ore 17 assemblea plenaria
ore 18.30 teatro per bambini: Duo di due, storie di cantastorie
ore 20.30 cena
ore 21.30 spettacolo di Ivan dell'Edera: Penultima notizia. Notiziario di strada satirico politico
a seguire musica: Los Skifos in concerto e Dj Geppo
tutti i giorni mostra Labbestia, locandine della fiera delle autoproduzioni (2008-2018)

domenica 7 ottobre
ore 9 mercato Genuino Clandestino: agricoltura contadina naturale e artigianato etico
ore 11 incontro/dibattito: L'aggressione del capitale al territorio: ILVA, emergenza Xylella,
gasdotto TAP. Intervengono: Peacelink, Roberto Polo (agricoltore leccese), Margherita
d'Amico (Comitato Salvaguardia e Ambiente Territorio Valle d'Itria), Movimento No TAP
tutto il giorno cucine di strada: cibo genuino da lontano e da vicino
spettacoli e musica: Bandarisciò, Orchestra Clandestina, Circo Laboratorio Nomade
mostra: Ado, illustrazioni di critica sociale dal 2001 ad oggi
Questa iniziativa è completamente autogestita e autofinanziata.
Sarà richiesto un contributo per cibi e bevande.
La comune dispone di un impianto di fitodepurazione, questo significa che bisogna portare con sé
solamente saponi e dentifrici biodegradabili e naturali.
Per info e contatti: autoproduzioni@autistici.org
www.genuinclandestino.it
fieradelleautoproduzioni.blogspot.com
urupia.wordpress.com

Genuino Clandestino nasce nel 2010 come una campagna di comunicazione per denunciare un
insieme di norme ingiuste che, equiparando i cibi contadini trasformati a quelli delle grandi
industrie alimentari, li ha resi fuorilegge. Per questo rivendica fin dalle sue origini la libera
trasformazione dei cibi contadini, restituendo un diritto espropriato dal sistema neoliberista.
Ora questa campagna si è trasformata in una rete dalle maglie mobili di comunità in divenire che,
oltre alle sue iniziali rivendicazioni, propone alternative concrete al sistema capitalista vigente
attraverso diverse azioni:
• Costruire comunità territoriali che praticano una democrazia assembleare e che definiscono
le proprie regole attraverso scelte partecipate e condivise, i sistemi di garanzia partecipata
sono lo strumento fondamentale per tessere relazioni fra città e campagna e sperimentare reti
economiche alternative;
• Sostenere e diffondere le agricolture contadine che tutelano la salute della terra,
dell’ambiente e degli esseri viventi, a partire dall’esclusione di fertilizzanti, pesticidi di
sintesi, diserbanti e organismi geneticamente modificati; che riducono al minimo
l’emissione di gas serra, lo spreco d’acqua e la produzione di rifiuti, e che eliminano lo
sfruttamento della manodopera;
• Praticare, all’interno dei circuiti di economia locale, la trasparenza nella realizzazione e nella
distribuzione del cibo attraverso l’autocontrollo partecipato, che svincoli i contadini
dall’agribusiness e dai sistemi ufficiali di certificazione, e che renda localmente visibili le
loro responsabilità ambientali e di costruzione del prezzo;
• sostenere attraverso pratiche politiche (come i mercatini di vendita diretta ed i gruppi di
acquisto) il principio di autodeterminazione alimentare ovvero il diritto ad un cibo genuino,
economicamente accessibile e che provenga dalle terre che ci ospitano;
• salvaguardare il patrimonio agro alimentare arrestando il processo di estinzione della
biodiversità e di appiattimento monoculturale;
• sostenere percorsi pratici di “accesso alla terra” che rivendichino la terra “bene comune”
come diritto a coltivare e produrre cibo; sostenere esperienze di ritorno alla terra come
scelta di vita e strumento di azione politica;
• sostenere e diffondere scelte e pratiche cittadine di resistenza al sistema dominante;
• costruire un’alleanza fra movimenti urbani, singoli cittadini e movimenti rurali, che sappia
riconnettere città e campagna superando le categorie di produttore e consumatore.
Un’alleanza finalizzata a riconvertire l’uso degli spazi urbani e rurali sulla base di pratiche
quali l’autorganizzazione, la solidarietà, la cooperazione e la cura del territorio;
• sostenere le comunità locali in lotta contro la distruzione del loro ambiente di vita.
Genuino Clandestino è un movimento con un’identità volutamente indefinita. Al suo interno
convivono singoli e comunità in costruzione, è aperto a tutt*, diffida di gerarchie e portavoce e non
richiede nessun permesso di soggiorno o diritto di cittadinanza; è fiero di essere Clandestino e
porterà avanti le sue lotte e la sua esistenza con o senza il consenso della Legge.
Chiunque si riconosca nei principi di questo manifesto potrà divulgare e usare lo stesso per
rivendicare le proprie azioni.

Genuino Clandestino è un movimento antirazzista, antifascista e antisessista

lunedì 9 aprile 2018

Genuino clandestino incontro nazionale 27 29 aprile a Mondeggi

Manifestazione a Firenze in difesa di Mondeggi Bene Comune Fattoria senza Padroni 28 aprile


SABATO 28 APRILE
ore 17,30 Piazza S. Marco
MANIFESTAZIONE PER LE STRADE DI FIRENZE 
CONTADINI/E , CITTADINI/E IN DIFESA DI MONDEGGI , FATTORIA SENZA PADRONI.
Per costruire un futuro fertile sosteniamo le (R)esistenze contadine e cittadine difendendole dalle privatizzazioni, dall’avvelenamento e dalle devastazioni.
CONTRO LA SVENDITA DEI BENI COMUNI , PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI TERRITORI ATTRAVERSO ESPERIENZE DI VITA AGROECOLOGICHE
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Genuino Clandestino
Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni

27-28-29 Aprile GC a MONDEGGI!


Venerdì:

10.00 – 12.00 accoglienza
12.30 – 14.30 pranzo condiviso
alleggeriamo la cucina portiamoci qualcosa dai nostri territori
16.00 – 20.00 plenaria (presto manderemo notizie più dettagliate oltre al domandone )
20.00 – 21.00 cena
21.00 – se vogliamo ancora plenaria o  altrimenti chiacchere e convivialità .

Sabato:

8.30 – 12.30 tavoli di lavoro (anche qua arriveranno notizie dettagliate in seguito)
12.30 – 14.00 pranzo
14.00 – 17.00 tavoli tecnici.
17.30 – corteo e fiaccolata con interventi musica in piazza finchè ce n’è

 Domenica:

dalle 10.00 mercato in Piazza Tasso!

domenica 26 novembre 2017

FICO: CONTADINI, UN SUPPORTO PUBLICITARIO?



Il 15 novembre sono state aperte le porte di FICO, un parco dei divertimenti dell’agro alimentare made in Italy. E’ un grande progetto multimilionario animato da EATALY, COOP, società di capitali, istituti finanziari (banche, assicurazioni etc.) e grandi imprese dell’agro-alimentare. E’ un parco di circa 10 ettari alle porte di Bologna che ospiterà oltre un centinaio di aziende, una quarantina di ristoranti, due campi coltivati, serre, capi di bestiame, laboratori di trasformazione e quant’altro necessario per dare vita ad un grande centro commerciale/parco divertimenti/itinerario didattico-divulgativo-promozionale. L’opera, costata oltre 150 mln di euro di investimenti, prende forma in un’area di proprietà pubblica del valore di 55 mln di euro concessa gratuitamente dal comune di Bologna al patron di EATALY Oscar Farinetti e alla società costituita Ad Hoc per la gestione del parco.
Le critiche mosse nei confronti di questa maxi opera in pieno stile e continuità con l’appena conclusa e fallimentare esperienza di EXPO, sono numerose e provengono da diversi fronti.
Noi, contadine e contadini, dell’Associazione Rurale Italiana, oltre ad esprimere piena solidarietà e partecipazione nei confronti di chi in questi giorni ha contestato l’inaugurazione del mega progetto, consideriamo questo progetto inutile, dispendioso e soprattutto assolutamente incapace di dare voce e rappresentazione dell’agricoltura contadina del nostro paese.
Essere contadini e produrre in modo contadino vuol dire valorizzare e promuovere la piccola produzione dei territori, fatta di tradizione e innovazione, conoscenza delle colture e risorse delle diverse aree del nostro paese, significa produrre in maniera solidale, stabilire un prezzo equo dei prodotti che sia rispettoso della dignità delle persone e del lavoro e capace di proporre prodotti di qualità anche per chi subisce più pesantemente la crisi economica. Produzione contadina significa alta intensità di lavoro e non di capitali e implica cura del territorio, delle sue risorse naturali al fine della tutela del patrimonio ecologico-ambientale e della biodiversità agricola. “Solo un incompetente può dire di racchiudere “tutta la meraviglia della biodiversità italiana in un unico luogo” come si legge nella propaganda di FICO, ricorda Roberto, contadino delle montagne piemontesi che recupera alla coltivazioni grani antichi.
Non esiste nessuna Fabbrica Contadina perché le nostre vite ci appartengono e non sono merce che si fabbrica.
I grandi attori nell’agro alimentare italiano (EATALY, COOP, Granarolo) fanno propaganda ed i governi e le istituzioni si mobilitano: vengono messi a disposizione finanziamenti, servizi di supporto, affidamento di beni e patrimonio pubblico a titolo gratuito (come se questi colossi avessero scarsi capitali da impiegare in qualsivoglia iniziativa) e applicate leggi speciali che consentono e supportano l’azione di questi operatori.
Da anni migliaia di veri contadini di questo paese, quelli che fanno vivere oltre 700.000 aziende di piccola dimensione, attendono l’approvazione di una legge che riconosca la loro specificità, la loro funzione sociale, i loro diritti e che legittimi, riconosca e valorizzi il lavoro sia di produzione agricola che di cura del territorio, in accordo con quanto previsto dalla Costituzione Italiana.
FICO, per noi di Associazione Rurale Italiana, è solo un’altra trovata propagandistica di chi, governando le istituzioni, si ostina a non voler conoscere e riconoscere il ruolo di veri protagonisti ad una classe, quella contadina, che nonostante i sacrifici e le vessazioni subite non si presta alla strumentalizzazione di quanti coinvolti in queste grandi opere di menzogna.

Lanciamo la sfida a i nostri governanti presenti e futuri: se volete veramente tutelare e promuovere l’agricoltura contadina fatevi avanti per l’approvazione della legge sull’agricoltura contadina, frutto di una partecipata campagna nazionale e che giace da diversi anni in commissione agricoltura del Parlamento e riconoscere così i diritti di chi davvero in questo paese - e nel resto del Pianeta - produce la quasi totalità di quello che finisce in tavola. Una sfida che non costa soldi ma richiede solo un gesto di rispetto per la dignità di donne e uomini che sono ancora il motore più efficace di una delle grandi agricolture del mondo.

mercoledì 28 giugno 2017

TRE GIORNI DI FESTA CON LA COMUNITA’ DI MONDEGGI 30 giugno 1-2 luglio

L’esperienza di Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni da oltre tre anni lavora e si impegna nel contrastare l’alienazione della fattoria di Mondeggi, rivendicando la terra come bene comune, grazie alla comunità che la presidia, la cura e la custodisce attraverso pratiche di autogoverno per trasmetterla in buone condizioni alle genarazioni future.
Per questo nei giorni 30 giugno e 1 e 2 luglio sarà celebrato il terzo anno di custodia popolare delle terre di Mondeggi e a tale scopo si invita tutta la cittadinanza a partecipare a queste giornate di festa.
Nonostante le istituzioni, proprietarie del bene e responsabili del suo degrado, rifiutino ancora un confronto costruttivo con questa ormai grande porzione di popolazione attiva, abbiamo deciso di continuare la nostra sperimentazione e di fare un grande passo in avanti.
Noi comunità di Mondeggi siamo infatti l’unico soggetto che da più di tre anni si occupa della terra e degli immobili impedendone un degrado irreversibile: abbiamo pertanto deciso di formalizzare questo nostro impegno e responsabilità all’interno di una “DICHIARAZIONE DI GESTIONE CIVICA” del bene comune agricolo di Mondeggi.
Partendo da questo documento, grazie anche alla collaborazione e al confronto con altre esperienze nazionali più evolute in questa direzione, nel corso dei tre giorni di festa potremo discutere e approfondire il significato di uso civico, gestione civica di un bene comune, e tutto ciò che concerne le pratiche di autogoverno caratterizzate dall’orizzontalità decisionale.




Ricordiamo..
– che è possibile campeggiare intorno alla fattoria
– di portarsi bicchiere, piatto e posate
– se possibile, di lasciare il proprio cane a casa
– di portare i propri arnesi da lavoro, ogni competenza sarà utile
-di organizzarsi più possibile con altri, in modo da non avere un eccessivo afflusso di auto
Via di Mondeggi n° 4, Bagno a Ripoli, Firenze
Come arrivare..
In bus: da Piazza San Marco (pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella) prendi bus n° 32 (direzione Antella) > scendi al capolinea >
sali a piedi per Croce a Balatro, continua per 1km circa verso Mondeggi
oppure
sempre da Piazza San Marco prendi bus n° 31 (direzione Grassina) > Scendi alla fermata “Grassina 02” > prendi bus n° 49 (direzione S.Polo) >
scendi alla fermata “Castel Ruggero” > sali a piedi per circa 1km
In macchina: da Autostrada A1 > Uscita Firenze Sud > Mantieni la destra per Ponte a Ema/Greve/Siena > segui le indicazioni per Grassina > dopo il centro abitato segui indicazioni per “Villa Mondeggi”
oppure
da Raccordo FI-SI > uscita Firenze Impruneta > imbocca A1 verso Firenze/Pisa Nord > Uscita Firenze Sud > come sopra

domenica 12 marzo 2017

Associazione Fondiaria, strumento per la gestione del frazionamento fondiario nelle aree interne


L’apocalisse culturale che ha attraversato le comunità rurali delle aree interne italiane nel corso del ‘900 ha prodotto un graduale processo di abbandono delle attività agricole, con conseguente perdita di paesaggio e residualizzazione di tutte quelle culture im-materiali collegate alle pratiche secolari dell’agricoltura. Una delle tanti cause che ha alimentato l’abbandono va colta nel frazionamento fondiario, conseguenza del diritto di successione che prevede la ripartizione del patrimonio tra gli eredi così che un’azienda agricola o una superficie agricola nel tempo hanno subito continui frazionamenti.
italia-sau-perdita-suolo-agricolo-2000-2010
Diversamente da quanto è accaduto nelle zone alpine “germanofone“, dove l’istituto giuridico del “maso chiuso” (o di analoghi dispositivi) ha di fatto impedito la divisione della superficie di un’azienda agricola al di sotto di determinati valori, nel resto delle Alpi la ridotta produttività del lavoro sugli appezzamenti agricoli frazionati diviene economicamente e socialmente non più sostenibile e funzionale generando a larga scala un territorio incolto e abbandonato. Questo territorio viene successivamente interessato da invasioni di arbustive e arboree, che connotano larga parte di quella fascia coltivata collinare e montana compresa tra i 500 ed i 1000 metri, oggi in uno stato di progressivo abbandono.
16463284_1725141061061074_4632020216903384608_o
L’abbandono delle terre e l’incremento della superficie forestale, che fino ad un certo punto potrebbe essere stato visto in modo favorevole in quanto vedeva terminare l’eccessivo sfruttamento del territorio nelle valli alpine durato fino ai primi decenni del ‘900, si è poi protratto nel tempo superando determinati “valori di soglia” assumendo e diventando penalizzante per la montagna e per le attività economiche ad essa legate. Oggi ci troviamo in una situazione dove è necessario arrivare ad una gestione sostenibile attraverso l’uso attivo del territorio.
Il frazionamento fondiario ha di fatto “ingessato” qualsiasi intervento operativo in collina ed in montagna. Il più importante strumento a disposizione per la ricomposizione del puzzle di proprietà fondiarie frammentate e di campi abbandonati, è l’Associazione Fondiaria.
Il modello francese.
La legislazione francese – Legge sullo sviluppo pastorale n ° 72-12 del 3 gennaio 1972 JORF del 6 gennaio 1972 – promuove l’accorpamento delle proprietà abbandonate attraverso l’Association foncière pastorale (AFP) e i Groupements pastoraux, garantendo anche l’apporto delle associazioni di produttori.
Gli AFP individuano tre strumenti d’azione:
  • i gruppi pastorali – raggruppamento di agricoltori – pastori di pascoli estivi
  • le associazioni fondiarie pastorali – raggruppamento di proprietari terrieri
  • le convenzioni pascoli perenni (specifico tipo di contratto di locazione pastorale per lo sfruttamento dei pascoli)
associazioni-fondiarie-francesi
Nel corso del 2012 sono state costituite in Italia le prime due Associazioni fondiarie:
 1) nel Comune di Briga Alta (Cuneo), frazione Carnino in Val Tanaro, in zona prettamente alpina nel Parco del Marguareis con gli obiettivi di:
  • Aumento della produttività unitaria grazie all’accorpamento fondiario
  • Rilanciare l’agricoltura in zone marginali grazie alla gestione collettiva di più parcelle di terreno da parte di un unico soggetto
  • Gestione sostenibile del territorio attuando piani aziendali (ad es. piani di pascolo) e possibilità di imporre regole in cambio di servizi e garanzie fornite al fruitore
  • Creazione delle condizioni base per il ritorno e reinsediamento di imprese agricole e sviluppo di micro-economie locali
  • Sviluppo di partenariati sia con soggetti pubblici che privati per progetti di miglioramento fondiario e sviluppo rurale
  • Accesso a programmi di finanziamento quali PSR etc. (una volta che le Asfo saranno riconosciute)
  • Rafforzamento di uno spirito comunitario mediante occasioni di confronto e condivisione tra i soci
2) nel Tortonese, nel Comune di Avolasca (Alessandria), in zona tipicamente collinare e alto-collinare.
16463006_1723306627911184_914604376182232681_o

Cos’è un’associazione fondiaria

È una libera unione fra proprietari di terreni pubblici o privati, eventualmente patrocinata da un Comune capofila. L’obiettivo è raggruppare terreni agricoli e boschi, abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile e produttivo. Le attività di gestione dei terreni conferiti all’associazione avvengono nel rispetto delle buone pratiche agricole, degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza della gestione. Ogni associato conserva la proprietà dei suoi beni, che non sono usucapibili, ed esercita il diritto di recesso dalla sua adesione nel rispetto dei vincoli temporali contrattuali tra l’associazione fondiaria e i gestori. Le associazioni fondiarie acquistano la personalità giuridica e sono riconosciute con l’iscrizione, autorizzata con provvedimento della struttura regionale competente, nel Registro regionale delle persone giuridiche private.
Le attività delle associazioni fondiarie. Le associazioni fondiarie si occupano di:
– gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
– redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio;
– partecipare all’individuazione dei terreni silenti (di cui non si conosce il proprietario) e al loro recupero;
– provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario.
Gli obiettivi gestionali possono essere molteplici in relazione alle caratteristiche dell’area interessata. I modelli d’impresa oggi proponibili:
  • l’Azienda pastorale attrezzata stagionale;
  • l’Azienda pastorale integrata con altre realtà pastorali alpine (alpeggio estivo), di pianura o collinari (pascolamento primaverile, autunnale e svernamento);
  • l’Azienda foraggero pastorale stanziale;
  • l’Azienda agro-pastorale stanziale integrata con alcune coltivazioni di specie diverse: alimentari, aromatiche, associate all’allevamento.
La prima Associazione Fondiaria alpina è nata a Carnino, una minuscola frazione del comune di Briga Alta in alta Val Tanaro (Cn). L’ultimo allevatore, ci è salito almeno quindici anni fa, quando i prati, che un tempo venivano coltivati, sono stati definitivamente abbandonati. Capire il perché non è difficile. È sufficiente consultare una qualunque mappa catastale del territorio: figli, parenti, cugini e discendenti delle vecchie famiglie si sono divisi sempre più le eredità dei loro vecchi, fino a ottenere una serie di appezzamenti di pochi metri quadrati, spesso intestati a proprietari irreperibili. Una situazione che ha reso i terreni di Carnino inutili dal punto di vista produttivo perché è impossibile pretendere che un allevatore contatti decine e decine di proprietari dei terreni fino ad avere un’area sufficiente per il pascolo. In questo modo si sono persi i segni di quelle agricolture eroiche che hanno definito il paesaggio delle nostre montagne: pian piano il bosco si è mangiato terrazzamenti, gradonamenti e opere idrauliche, cancellando un patrimonio di biodiversità creatosi in millenni di attività umana.
Approfondisci
Accesso alla terra nelle aree interne: tanti terreni, poca terra sul Blog della Scuola Ambulante
Creare un’associazione fondiaria? Si può in Dislivelli del 15 settembre 201o
L’Associazione fondiaria per rivitalizzare l’agricoltura in montagna – di Andrea Cavallero Docente dell’Università di Torino – Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
La terra Raccolta – articolo di Altraeconomia del 10 febbraio 2016


fonte: https://scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com/2017/02/13/associazione-fondiaria-strumento-per-la-gestione-del-frazionamento-fondiario/

martedì 13 dicembre 2016

Bolognola, soccorso contadino: la sua gente, le nuove urgenze, i progetti futuri, la solidarietà delle reti GC

Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/

 L'incontro a Bolognola, la solidarietà ai terremotati, i lavori per mandare avanti le attività agricole
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione. - See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di autorganizzazione.
E’ stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino rotture nella comunità.
Prima delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’ amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19 Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione, rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica 27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali , grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una turnazione sul posto dei solidali.
Il materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità, da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a finanziare le azioni future come la costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf

giovedì 6 ottobre 2016

26-30 Ottobre 2016 Forum NYELENI per la sovranità alimentare in Romania


NYÉLÉNI - EUROPE MOVEMENT FOR FOOD SOVEREIGNTY - AT A GLANCE

Nyéléni history. The vision of food sovereignty for Europe is based on the principles defined at the Nyéléni Forum  in Mali in 2007. The first Nyéléni Europe Forum in Europe took place in Austria  in 2011. The role of the first edition was to define the struggles and strategies necessary to create a movement for Food Sovereignty in Europe, which can challenge the dominant forces of production and consumption present in today's society.

Food Sovereignty. Food sovereignty is the right of peoples to healthy and culturally appropriate food produced through ecologically sound and sustainable methods, and their right to define their own food and agriculture systems.

The Movement in Europe. Nyéléni Europe is the widest international movement aiming to realize food sovereignty in Europe. It aims to build common strategies in order to re-organize the way we structure our society around food and agriculture today.

http://nyelenieurope.net/

mercoledì 14 settembre 2016

Genuino Clandestino 23-25 settembre 2016 Terni

Dove e perché?

Se è vero che non ha senso una rete nazionale senza autodeterminazione dei territori,
la scelta di Terni per il prossimo Genuino Clandestino vuole per noi essere fin da subito un tentativo
di connettere devastazione ambientale e sovranità alimentare negata. Un’ occasione inderogabile
per avviare una riflessione sulla posizione di Genuino Clandestino di fronte ai disastri sui territori,
da parte di chi questi disastri li subisce nonostante li combatta prima di tutto attraverso le scelte di vita.

Scopriamo i nostri territori!

Si propone alle realtà locali della rete, per costruire insieme la giornata
di Venerdì partendo da Terni, grazie all’apporto del Comitato NO INC, per analizzare
ciò che avviene negli altri territori:
– provando ad identificare le devastazioni ambientali limitrofe ad ogni nodo della rete, una mappa
ideale che dopo settembre possiamo pensare di trasformare in una mappatura reale.
– fornendo, se si hanno, contatti con esperti del settore per costruire l’aspetto informativo della giornata.

Scopriamo il valore delle domande!

Come porci di fronte ad un produttore che chiede di partecipare alla rete ma risiede in una zona sicuramente inquinata?
Si può immaginare un osservatorio indipendente?
Come si pone Genuino Clandestino di fronte alle devastazioni? Quali alternative? Quali limiti?
per info: mercatanti@gmail.com // fb: mercatobrado // mercatobrado.blogspot.com


sabato 2 luglio 2016

Fermenti 1-2-3 luglio Padova - Festival dei birrifici artigianali e delle produzioni genuine e clandestine

Festival dei birrifici artigianali e delle produzioni genuine e clandestine

3 giorni di festival
30 spine, 120 birre artigianali in vari stand del festival
Workshop, degustazioni e produttori a Km0


Sherwood Festival 2016

Park Nord Stadio Euganeo
Viale Nereo Rocco - Padova
#sherwood16
Apertura cancelli: ore 18:00
1 € può bastare


Negli ultimi anni si sta affermando sempre di più in Italia il "fenomeno" delle birre artigianali.
Questo fenomeno sta portando alla creazione di una nuova cultura intorno alla diffusione e al consumo del prodotto, che storicamente non appartiene al territorio nazionale ma che ha un potenziale enorme di fronte al contesto di crisi economica e forte disoccupazione attuale.
Fermenti, da tre anni, cerca di conoscere e far conoscere chi esprime le proprie passioni attraverso la produzione della birra e chi cerca di entrare in un mondo nuovo tutto da scoprire e costruire insieme.
Anche quest’anno, la rassegna dei birrifici artigianali indipendenti è affiancata dal mercato di Genuino Clandestino Veneto, con i piccoli produttori che praticano un’agricoltura naturale, e dal mercatino dell’usato anticrisi. Una giornata per celebrare la buona birra artigianale italiana abbinata ai sapori gastronomici locali.
Nelle tre giornate, in vari stand, verranno abbinati piatti particolari a birre insolite.
La sera, largo alla musica con concerti, numerosi artisti one man band e Dj-Set.


Programma

Venerdi 01 Luglio


Ore 20.30
Presentazione del libro “Il filo di canapa. L'eco-pianta del futuro” (Altreconomia edizioni, 2016) con l'autrice Chiara Spadaro
Tutti i segreti della cannabis: cucina, abiti, bioedilizia, ecocosmesi e terapie naturali. La cannabis è infatti una risorsa straordinaria: una pianta che combatte il climate change, cresce senza chimica e “sequestra” più C02 di un bosco. I suoi semi e il suo olio sono veri superalimenti, tra i più ricchi di proteine e preziosi nutrienti. La canapa è “costruttiva”, un mattone perfetto per una casa in bioedilizia. La sua fibra si trasforma in tessuti sani, resistenti e sostenibili. I suoi princìpi possono lenire il dolore di gravi malattie e curarne altre. Questo libro offre tutte le “istruzioni per l’uso” e fa il punto sul vivace dibattito in corso.
Ore 21.00
Degustazione di 5 birre in stile Belga
Ore 22.00 (Second Stage)
The Atom Tanks
A seguire Dj-Set:
Madsoundsystem



Sabato 02 Luglio


Dalle 19.00 alle 21.00 e dalle 23.00 alle 24.00
#AllYouCanDance
Dj set per tutti i gusti in vari spazi del festival:
BomChilom Sound, Pupa Giarret, The Mojos, Momostock, Bad Vibes,
Dj Svampish,
Dj Sica 
Ore 20.00
Degustazione di 5 birre in stile Americano
Ore 21.00
Proiezioni su maxi schermo di ITALIA-GERMANIA

Ore 22.00 (Second Stage)
Bengala Fire



Domenica 03 Luglio


Dalle 18.00 alle 22.00
Mercato di “Genuino Clandestino Veneto” e Mercatino dell'usato anticrisi a cura del Centro Sociale Rivolta di Marghera (VE)
Ore 18.00
Cotta pubblica per l'autoproduzione di birra casalinga
Dalle 18.00 alle 22.00
Fermenti Sonori - 3a Edizione
con Bruno Gourdo, TonyLaMuerte, Phill Reynolds & Fede Fik
Ore 20.30
Inevitabili come i semi
Incontro sulla sovranità alimentare, tra il mercato europeo delle sementi e pratiche di tutela della biodiversità. 6 multinazionali controllano il 63% del mercato mondiale dei semi e commercializzano il 75% dei pesticidi. Nel 1981, le ditte sementiere erano 7mila: cosa succede a distanza di 30 anni?
Ne parliamo con Rete Semi Rurali e Andrea Giubilato (Azienda Agricola Madre Terra - Santa Maria di Sala, Ve).
A seguire:
Proiezione del documentario “Unlearning - Un inno gentile alla disobbedienza”.
A fine proiezione chiacchierata con il regista
Ore 21.00
Degustazione di 5 birre in stile Inglese
Ore 22.00 (Second Stage)
Il Muro del Canto


Per partecipare al mercato agricolo Genuino Clandestino scrivere a:
gas@nodalmolin.it.
Per prenotare un tavolo per il mercatino dell’usato anticrisi scrivere a:
mercato.rivolta@gmail.com
Per prenotarsi alle degustazioni:
fermenti@sherwood.it
Sherwood Social:
www.facebook.com/festival.sherwood
www.facebook.com/sherwood.it

Twitter: @SherwoodPadova
Instagram: SherwoodFestival

Google +Infoline Sherwood Festival: 335.1237814 (risponde solo dalle ore 13:00 alle 18:00)