martedì 9 ottobre 2012

Terre pubbliche: il pasticciaccio del Comune di Roma


Dai requisiti d’accesso ai criteri di valutazione. L'avviso pubblico per l'assegnazione di due terreni (a Decima e Giustiniana) per l'agricoltura sociale aveva sollevato diversi dubbi. Così il Comune è stato in qualche maniera "costretto" a riconoscere l'erroere e ha deciso di annullare il bando DI E. FARNISI
Una buona notizia a tutto vantaggio del Coordinamento romano per l’accesso alla terra, ma decisamente meno per il Comune di Roma. L’Amministrazione capitolina (con protocollo n. QL/67920 del 5 ottobre 2012) ha annullato il bando (dello scorso 24 luglio) per la realizzazione di progetti di agricoltura sociale nelle “aree di proprietà di Roma Capitale site in località Giustiniana e Decima”. Perché, come aveva raccontato Paese Sera, il bando era “preconfezionato”. “Vizio di legittimità” è, per l’esattezza, la motivazione che ha portato il Comune a revocare il bando.
Terre pubbliche

Agricoltura, il pasticcio del Comune
condannato a riscrivere il bando

L’ANTEFATTO – Ci avevano visto lungo le organizzazioni romane che da tempo sono impegnate nella lotta per l’assegnazione di terre pubbliche ai giovani agricoltori: il bando, emanato dal Dipartimento comunale per la Tutela ambientale e del Verde, aveva poco di concorrenziale. Tanto che le associazioni non avevano esitato a definirlo “preconfezionato”: dai requisiti d’accesso (troppo restrittivi) ai criteri di valutazione (inesistenti) e dai tempi per fare domanda (troppo stretti) ai terreni messi al bando (uno dei quali non figurante nella disponibilità di Roma Capitale). Il bando, insomma, aveva sollevato diversi dubbi e perplessità. Tra questi, i rumors su una delle tre domande di partecipazione al bando pervenute al Dipartimento: quella della società agricola San Giuseppe, “candidata alla vittoria – secondo alcuni - perché in qualche modo legata al dottor Paolo Gramiccia", che oltre ad essere responsabile della procedura di gara e direttore dell’Ufficio Agricoltura di Roma Capitale, risulterebbe tra i fondatori della fattoria sociale La Sonnina, con cui la San Giuseppe collabora attivamente dal 2010 (http://www.fattorialasonnina.org/portale_sito/it/la-fattoria-sociale.html).
LA REVOCA DEL BANDO - Ora però che l’amministrazione capitolina ha deciso di ritirare il bando per vizio di forma, cooperative e associazioni possono tirare un sospiro di sollievo. A voler essere precisi, la notizia della revoca arriva dopo la lettera di contestazione presentata dalle organizzazioni del Coordinamento romano per l’accesso alla terra al sindaco Alemanno, al segretario generale di Roma Capitale e, tra gli altri, al dirigente dell’Ufficio Agricoltura Paolo Gramiccia (lo stesso che ha firmato la determinazione dirigenziale con cui si annulla il bando).
IL NUOVO BANDO - “Pensavamo che fosse caduta nel dimenticatoio e invece finalmente c’è stato un riscontro” spiega Giacomo Lepri della cooperativa agricola 'Coraggio'. Di venerdì, infatti, la decisione dell’amministrazione di annullare la gara per vizio di legittimità e di approvare, contestualmente, un nuovo bando con criteri pubblici di valutazione delle proposte e dei progetti. “Per noi – conclude Lepri – si tratta senz’altro di una grande vittoria, ma continuiamo a pensare che sul versante delle terre pubbliche ai giovani agricoltori si debba fare di più. Quella dell’accesso dei giovani alle terre di proprietà pubblica è una questione strategica per il futuro dell’agricoltura romana che, di certo, non si risolve con il contentino di tre ettari alla Giustiniana e di sei ettari a Decima”.
 Eleonora Farnisi

LOGOS - Festa della Parola RIPRENDIAMOCI LA VITA, LA TERRA, LA LUNA E L'ABBONDANZA...


Logos – Festa della Parola dall'11 al 14 ottobre a Roma.CSOA Ex-Snia Viscosa, via Prenestina 173 - www.exsnia.it
Terra è la parola da festeggiare quest'anno.




RIPRENDIAMOCI LA VITA, LA TERRA, LA LUNA E L'ABBONDANZA...


Programma:


Sabato 13

ore 16.00:
LA VITA -  contadini contro la crisi: la sovranità alimentare come prospettiva di lotta antiegemonica e recupero collettivo dei bisogni negati...
modera e stimola Enrico di t/Terra - Lazio

ore 18.00:
L'ABBONDANZA - tra mutualismo e acquisto solidale, alternative autorganizzate al consumo depauperante.
Moderano e stimolano Luisa di GasBo e Michela di Campi Aperti

Domenica 14:
ore 10.30:
LA TERRA - 1) la questione delle terre demaniali e la loro svendita ai privati: culmine della speculazione sui territori o possibilità concreta di una vertenza sull'accesso collettivo? In questa sede un confronto con l'esperienza dei Sem Terra (testimonianza di Antonio Lupo) e con le esperienze d'occupazione collettiva recenti in Andalusia (saranno presenti esponenti del Sindicato Obrero del Campo)
modera Fabrizio di Associazione Rurale Italiana

ore 13.00 pausa pranzo

ore 14.30:
LA TERRA - 2) tra alternativa contadina e pratiche alternative per entro la monocultura, come pensare socialmente la riconversione?
modera Crocevia

ore 16.00:
LA LUNA - tra sfruttamento reale ed emancipazione possibile, la questione del bracciantato migrante come fulcro di un progetto di società fondato su rapporti sociali liberati
modera Mimmo Perrotta, università di Bergamo e membro della Rete per la resistenza contadina e bracciantile


Adesioni:

Utopie Sorridenti" - Cosenza
GdL Nuova Agricoltura - Milano
Ass. Crocevia - Roma
BSA - brigate di solidarietà attiva
gruppo di ricerca del Centro Studi per lo Sviluppo Rurale -
Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell'Università della
Calabria - Cosenza
Centro Studi Sviluppo Rurale dell'Università della CalabriaTerre Comuni Calabria
Terra Terra - Lazio
Campi Aperti - Bologna
Associazione Rurale Italiana
Movimento per l'Autosviluppo e l'Interscambio Solidale - MAIS
GasBo - Bologna
Gas BiBì - pigneto/torpignattara - Roma
Valli Unite - Piemonte
Coop. IRIS - Cremona
SOS Rosarno - Piana di Gioia Tauro e Corigliano Calabro
Africalabria, uomini e donne senza frontiere, per la fraternità - piana di Gioia Tauro
CortoCircuito Flegreo - Campania
Rete dell'Economia Solidale del Sud
Le Galline Felici - Sicilia
Comitato Italia Amigos Sem Terra
SOC - Andalusia - Stato Spagnolo
Antonio Lupo - CiboSostenibile
Domenico Perrotta - Università di Bergamo
Antonello Mangano - TerreLibere
Stefano LIberti - Il Manifesto

giovedì 4 ottobre 2012

Cooperativa Boschi Uniti



Cooperativa Boschi Uniti: un grande bosco insieme!

Introduzione.

Sempre più nelle nostre zone (i colli tortonesi) i boschi sono in stato di abbandono e la superficie boscata è
in aumento. Questo è una conseguenza del progressivo spopolamento di colline e montagne e del
disinteresse crescente verso attività agricolo-forestali nelle zone più scomode.
L'idea
Vogliamo ricercare modalità a basso impatto ambientale per “cooperare” con l'ambiente naturale e ricavarne
quanto serve per la vita dell'uomo.
Vogliamo acquistare alcuni boschi in questa zona e  cominciare a utilizzarli sia nella maniera tradizionale,
mantenendoli attraverso un taglio “di selezione” o ricavandone la legna attraverso un taglio ceduo, sia per
avviare alcune sperimentazioni che potrebbero trasformarli in una sorta di laboratorio di microeconomia, di
sostenibilità, di creatività, di benessere, secondo le idee e le competenze che ciascun partecipante immetterà
nel progetto e secondo le energie che si riusciranno ad attivare. Vogliamo inoltre contrastare la progressiva
frammentazione dei boschi attuando un processo di riunificazione. Solo lavorando insieme e creando
proprietà indivise riusciremo a perseguire questo obiettivo.
Perchè investire in un bosco?
-     Un ettaro di bosco permette di tagliare circa 50 quintali di legna all'anno senza intaccare il “capitale legna”.
Con  questa legna ogni anno si può riscaldare, con sobrietà, una casa di medie dimensioni. Questo significa che con
un ettaro di bosco correttamente gestito è possibile riscaldarsi per “tutta la vita”.
Un ettaro di bosco costa circa 3000 Euro: con questo piccolo investimento e un po' di fatica fisica ogni anno è
possibile garantire una sicurezza energetica al proprio nucleo familiare per molto tempo.
-     Un bosco cresce ogni anno, da solo, senza che debba essere per forza gestito. Significa che è un capitale che si
rivaluta nel tempo, anno dopo anno. Abbiamo stimato che questo rendimento teorico è di circa dell'1,5%. Scriviamo
teorico perchè per ottenerlo bisogna avere delle economie di scala che non funzionano su un ettaro
-     Un bosco può essere ponte tra città e campagna, mescolando le esperienze, le professioni e le idealità di chi vive in
città con quelle di chi vive in campagna.
-     Un bosco può diventare laboratorio per creare un osservatorio sulla natura e le sue trasformazioni, un habitat per
arte e paesaggio, un percorso didattico per bambini, eventi musicali....
-     Un bosco può diventare il primo motore di una filiera del legno che utilizza le biomasse di scarto per il
riscaldamento mentre il legname può diventare legna da opera, se opportunamente gestito.

-     Un bosco gestito è più sicuro, da un punto di vista ambientale, di un bosco lasciato a se stesso, almeno
per varie decine d'anni. Un bosco mantenuto correttamente protegge il territorio da fenomeni di
erosione, incendi, frane, smottamenti, desertificazione, ecc...
-     Un bosco può diventare motore di attività di studio, costruzione e promozione di stufe altamente
ecologiche.
-      Un bosco più essere una fonte di reddito per qualche persona. Si possono attivare nuove opportunità
 lavorative per giovani, accedere a finanziamenti per il mantenimento, collaborazioni con consorzi  
 forestali e comunità montane.
Come partecipare al progetto?
E’ stata costituita una cooperativa agricola con 15 soci fondatori, un presidente, un vice presidente e un
consigliere. Lo statuto è scaricabile qui. Tutte le persone che vorranno partecipare con noi al progetto verseranno una quota compresa tra 1000 e 9000 Euro (a multipli di 500) e diventeranno a tutti gli effetti soci
della cooperativa e parteciperanno alle sue riunioni e ai suoi progetti.
La cooperativa amministrerà i boschi, godendo delle sovvenzioni della Regione Piemonte e della Comunità
Montana per la pulizia ed il mantenimento dei boschi (lavori forestali), elaborando progetti e stringendo
sinergie con altre entità agricole e non.
Chi può partecipare?
Tutte le persone maggiorenni possono partecipare versando le quote di ingresso nella cooperativa.
Se partecipo al progetto ho un utile?
Non è detto, si seguono le modalità previste per le cooperative. La nostra idea è di reinvestire gli eventuali
utili per promuovere attività che ci permettano di perseguire gli scopi spiegati sopra.
Come posso recuperare il mio investimento?
Nello statuto sono indicati i modi per recuperare i soldi investiti. Si chiede una permanenza minima di tre
anni, in modo da garantire al progetto un po’ di stabilità e continuità. Per il resto ci si rifà alle regole delle
cooperative.
Quanti ettari abbiamo comprato e dove?
Per ora abbiamo comprato circa 10 ettari e stiamo valutando altri acquisti! I boschi si trovano in una valle,
detta “Val Brutta”, tra Malvino e Bastita.

fonte
http://www.boschiuniti.it/partecipa.htm


martedì 2 ottobre 2012

Referendum sui beni comuni?


Che ne dite di un referendum per i beni comuni?

Acqua, suolo, laghi, spiagge, fiumi, foreste, musei e monumenti sono un patrimonio di tutti e non possono essere privatizzati. Un comitato di giuristi ed intellettuali, da Maddalena a Settis, propone un testo serio su cui iniziare a raccogliere le firme. Assemblea pubblica domani a Roma.

Care/i, stiamo vivendo una situazione sociale e politica molto difficile. La crisi continua ad espandere il catalogo delle ingiustizie sociali ed ambientali. Gli effetti delle politiche del governo e dell’UE stanno provocando conseguenze disastrose nelle vite della maggioranza dei cittadini, erodendo qualsiasi speranza per il futuro. Il silenzio e l’apatia della classe dirigente politica aumentano il peso della crisi e tendono a confermare quello che il pensiero unico continua a dire da anni: there is no alternative.
Noi invece crediamo che le alternative ci siano, ma vadano costruite con pratiche e proposte diverse rispetto a quelle messe in campo. Noi crediamo che solo attraverso una piena e consapevole partecipazione dei cittadini e delle cittadine la democrazia del nostro paese potrà essere in grado di frenare la distruzione di diritti operata dal modello economico liberista così caro agli attuali governanti. Crediamo che una forte mobilitazione dal basso sia indispensabile per mettere al centro dell’agenda del paese il dibattito sui principali temi che investono la vita delle persone. Temi come la difesa dei beni comuni, il lavoro, le alternative alla crisi, la riconversione ecologica delle attività produttive, una politica estera di pace e cooperazione, potranno entrare nell’agenda politica solo se i movimenti, le associazioni, i sindacati e la società civile saranno in grado di farli vivere nel paese reale.
L’efficienza economica è diventata oggi l’unica principio che guida la società e la costruzione delle relazioni socio-economiche. E’ questo il principio sul quale fonda la sua etica il pensiero unico. L’assenza di alternative in grado di opporsi a quest’idea deformante della società e del diritto ha causato la rottura dell’equilibro del rapporto tra giustizia e sostenibilità, tra proprietà comune o collettiva e proprietà privata. L’aumento delle diseguaglianze sociali, la distruzione ambientale, la precarizzazione del lavoro e della vita, i tentativi di completa mercificazione e privatizzazione dei beni comuni, sono la conseguenza delle politiche messe in campo dal pensiero unico.
Assistiamo ad un inaccettabile trasferimento della sovranità dal popolo a speculatori finanziari, manager di grandi imprese e banchieri. Siamo addirittura al paradosso in cui i giudizi di mercato vengono riconosciuti come vincolanti nelle scelte giuridiche, come nel caso degli spread o delle transazioni finanziarie. Tali riconoscimenti e stravolgimenti dell’ordine giuridico sono palesemente in contrasto con la nostra Costituzione. Riconoscere tutela giuridica a interessi speculativi è contrario alla legalità costituzionale in quanto interessi che per loro finalità non sono meritevoli di tutela. I giudizi dei mercati NON POSSONO essere giuridicamente vincolanti perché violano l’art. 42 della nostra Costituzione.
Per questo crediamo sia possibile e giusto mettere in campo un Referendum abrogativo che blocchi la privatizzazione dei beni comuni. Un referendum che serva allo stesso tempo ad aprire un dibattito nel paese in un momento storico nel quale gli spazi per la discussione su temi fondamentali della vita sembrano essere stati chiusi da una politica distante, distratta e miope. Pensiamo tra l’altro che sia utile che i cittadini e le cittadine possano essere interrogati e dire la loro su questioni fondamentali come quelle che poniamo in un periodo così importante per la vita democratica di una nazione come sono le elezioni politiche.
Abbiamo avuto la disponibilità di importanti giuristi – Maddalena, Mattei, Schinaia, Vittozzi, Montanari, Settis - che hanno messo in campo un quesito capace di bloccare alcuni degli effetti delle politiche del governo Monti sul tema dei beni comuni (il testo è in calce, ndr).
Pensiamo che questa iniziativa referendaria possa nascere e crescere solo se saranno i soggetti sociali del paese a portarla autonomamente avanti. Queste Referendum appartiene a tutti e non è di nessuno, esattamente come lo sono i beni comuni. Questa è la modalità con la quale vorremmo costruire insieme a tutti il comitato referendario, attraverso le pratiche della democrazia partecipata e comunitaria.
Ci rendiamo conto che i tempi sono stretti, ma il fatto che a metà ottobre si inizieranno a raccogliere le firme per i referendum sul Lavoro potrebbe essere utile.
Vorremmo confrontarci con tutti voi e con quanti più soggetti sociali che in questi anni si sono impegnati per difendere i beni comuni per capire se sia possibile mettere in campo un comitato promotore del referendum, capace di raccogliere le firme e mettere in moto un’iniziativa politica nazionale così ambiziosa.
Per queste ragioni vorremmo invitarvi tutti e tutte ad una riunione da tenersi a Roma permercoledì 19 settembre presso il Teatro Valle Occupato alle ore 15.00.
Nella speranza di poterci incontrare e camminare in tanti e tante, vi salutiamo con affetto
Alberto Lucarelli, Giuseppe De Marzo
* * *
Referendum abrogativo
Quesito: Vuoi che siano abrogate le disposizioni legislative che consentono l’alienazione dei beni comuni ambientali e culturali, come le sorgenti d’acqua, i laghi, i fiumi, le spiagge, i boschi, le foreste, i beni artistici e storici, ecc., e, pertanto, siano deliberate, nei limiti sotto indicati, le abrogazioni parziali delle seguenti leggi o atti avente valore di legge?
- in riferimento alla legge 23 novembre 2001, n. 410, che prevede la vendita del patrimonio immobiliare pubblico dello Stato, sono abrogati: all’art. 1, comma 1, all’ultimo rigo, le parole “distinguendo tra beni demaniali” e la parola “indisponibile”; all’art. 3, comma 1, le parole “L’inclusione nei decreti produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile”; all’art. 3, comma 8, le parole “ai sensi del comma 13”; all’art. 3, l’intero comma 13;
- in riferimento alla legge 6 agosto 2008, n. 133, che prevede la vendita degli immobili pubblici delle regioni, province ed altri enti locali: sono abrogati, all’art. 1, comma 2, le parole “ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile”;
- in riferimento alla legge 15 giugno 2002, n. 112, istitutiva della Patrimonio Stato S.p.A., ”sono abrogati: all’art 7, comma 10, secondo rigo, le parole “e indisponibile”, nonché la frase da “sui beni immobili” a “a favore dello Stato”;
-in riferimento al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85 sul “federalismo demaniale”, relativo alla regionalizzazione del demanio statale idrico e marittimo, nonché alla provincializzazione di parte di detti demani, consentendone, in ultima analisi, la vendita a privati, sono abrogati: il comma 5, lett. e) dello stesso art. 1 ; il comma 4, dell’art. 2; il comma 1, lett. a) e b), dell’art. 3; il comma 2, dell’art. 3; l’ultima frase del comma 1, dell’art. 4; le lett. a) e b) del comma 1, dell’art. 5; le parole da “quanto salvo” a “presente articolo”, contenute nel comma 2 dell’art. 5; il comma 5 dell’art. 5;
-in riferimento all’art. 23-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135, relativa alla spending review (il quale, a proposito dell’alienazione di beni comuni, aggiunge talune disposizioni dopo il comma 8-bis dell’art. 33, della legge 15 luglio 2011, n. 111), sono abrogate: la frase “possono altresì essere conferiti o trasferiti ai medesimi fondi i beni valorizzabili, suscettibili di trasferimento ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. e), del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85”, la frase “limitatamente ai beni di cui all’art. 5, comma 1, lett. e), sopra richiamato”, la frase “ovvero con apposita deliberazione adottata secondo le procedure di cui all’art. 58 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, anche in deroga all’obbligo di allegare il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari al bilancio”, ed infine la frase “l’inserimento degli immobili nei predetti decreti ne determina la classificazione come patrimonio disponibile dello Stato”.
fonte:

lunedì 1 ottobre 2012

Terre Resistenti a Reggio Emilia


TERRE RESISTENTI 13/14 OTTOBRE 2012 REGGIO EMILIA – CASA BETTOLA

In giugno si è avviato ad Empoli un percorso di riflessione e rilancio sul nodo individuato come la t/Terra al tempo della crisi. L’incontro ha aperto uno spazio di confronto sulla terra intesa sia come pianeta Terra, sia come territorio, luogo di vita e di lavoro, di produzioni sociali e materiali. Un nodo dove si intrecciano temi come la ricerca di modelli di produzione e consumo alternativila salvaguardia del territorio e il paesaggiola lotta alla precarietà e lo sfruttamento dei lavoratori migrantila tutela dell’ambiente e la biodiversità.

In luglio il percorso ha proseguito con le giornate di approfondimento a Monopoli.

Il terzo appuntamento di Terre Resistenti a Reggio Emilia in ottobre sarà un occasione per incontrarsi tra agricoltori, attivisti, gruppi di acquisto solidali, spazi sociali e tutte/i coloro che sono interessati ad affrontare il tema, per condividere idee e pratiche e sviluppare nuove esperienze tra progettualità e conflittualità.   

Affronteremo l’agricoltura o in senso più ampio - la terra - come una questione che non riguarda solo gli agricoltori o chi abita il contesto rurale, ma un argomento che riguarda tutte/i coloro che subiscono le conseguenze sociali ed ambientali dei processi di produzione e consumo ad essa legati. Quando parleremo di agricoltura parleremo anche di precarietà e sfruttamento del lavoro vivo, di inquinamento e accaparramento di beni comuni, del territorio e devastazione del paesaggio. Affronteremo quindi la terra come qualcosa che appartiene a tutte/i; qualcosa a cui fare fronte insieme tra mondo rurale e mondo urbano, tra chi lavora la terra e chi da essa si nutre, per mettere in questione un modello di sviluppo che si dimostra sempre meno sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ecologico.         

Cercheremo di contestualizzare il tema al momento storico che stiamo attraversando, la crisi profonda e sistemica, ed analizzare se la terra può esserneuna via di uscita dal basso, un punto di partenza per coltivare una reale alternativa. Dopo anni che sempre più piccole aziende hanno chiuso mentre grandi aziende ne hanno assorbito i terreni, vogliamo discutere come possiamo invertire questa tendenza; come rivendicare la terra per lavorare, produrre e creare ambiti di mercato autogestito e prefigurare quello che può essere un mondo che si va felicemente a sganciare da un concetto di sviluppo capitalistico.

Affronteremo le pratiche di movimenti cresciuti in questi anni che si esprimono sempre di più in contesti locali, tra loro altamente differenziati. Ma che fanno riferimento ad un pensiero globale, che fa si che queste pratiche non corrono il rischio di cadere in un localismo corporativo. Uno  sguardo su come lotte in difesa della terra e il territorio in luoghi e continenti diversi possono essere collegati.  

Durante l’iniziativa ci sarà spazio per condividere esperienze concrete, apparentemente diversi tra loro, che nel nodo della t/Terra possono trovare un comune; orti urbani, mercati autogestiti, bio-osterie sociali, comitati in difesa della terra, cooperative agricole ed esperienze di coproduzione.

Tra gli incontri di approfondimento ci saranno momenti conviviali accompagnati dalle cucine delle bio-osterie di alcuni spazi sociali; momenti preziosiper tessere relazioni tra esperienze e territori diversi.  

PROGRAMMA

SABATO 13 OTTOBRE

16.00 Tavola rotonda – Coltivare idee e pratiche per la terra, il territorio e l’ambiente

Idee globali:
·         Terra come terreno di intervento politico trasversale - tra territori, ambiente, paesaggio, precarietà e lavoro migrante: Lab t/Terra, antiaccademia ribelle dei georgofili  
·         La terra come opportunità contro la crisiArmando  de Matthaeis – Comunità in Resistenza, Empoli
·         Dal territorio ai territori, dalla terra alla Terra – un sguardo globale: Domenico Muchignat -  Yabasta, Bologna

Pausa con pizza del Forno Comune


Esperienze locali: 

      Terra bene comune da difendere: Rete Acqua Suolo, Reggio Emilia
·         Orti collettivi nello spazio urbano: GAS-Tonati, Reggio Emilia
·         Mercati autogestiti e osterie sociali – luoghi delle utopie concrete: Domenico Fantini, Mercantiniera, Parma
·         Un campo di grano collettivo: Silvana Cattani , Pregnano sul Secchia, Modena
·         Una società agricola in comune: Marino Musina - Cooperativa La vigna solidale, Oltrepò Pavese

Dibattito pubblico:
Sono invitati agricoltori, attivisti, associazioni, GAS, spazi sociali e tutte/i coloro che vogliono scambiare idee, pratiche e progetti intorno al nodo della t/Terra.

20.00 Cena delle BiOsterie Sociali

BiOsteria - Casa Cantoniera Autogestita, Parma
Osteria Otromundo – CSA Intifada, Empoli
Osteria Casa Bietola – Casa Bettola, Reggio Emilia

21.30 Concerto con Lapis Train
tra sonorità musicali e ritmiche, dalla bossa nova, al jazz e al funk rock


DOMENICA 14 OTTOBRE

11.00 Tavoli di discussione tematici  - Costruire tessuti resistenti tra mondo rurale e mondo urbano
·         GAS e mercati autogestiti
·         BiOsterie sociali

13.00 Pranzo dall’Osteria Casa Bietola


INFO

Per chi viene da fuori città sarà possibile pernottare tra sabato e domenica contattandoci via mail o telefono:

Simon:               331 6403513      

Giuliano:             331 1231909      


Durante le due giornate ci saranno spazi e laboratori dedicati ai bambini.


Come arrivare:

Casa Bettola – Casa Cantoniera Autogestita
Via Martiri della Bettola 6, Reggio Emilia

Dalla Stazione Ferroviaria
1. Bus numero 5 verso Rivalta, prima fermata in Via Martiri della Bettola, dopo il ponte di S.Pellegrino
(Circa 15 min)

2. Bus numero 4 verso Coviolo – Chiesa, prima fermata in Via Bismantova, dopo il ponte di S.Pellegrino
(Circa 15 min)

Sito:


Incontro Nazionale Genuino Clandestino a Milano


MILANO
5/6/7 OTTOBRE 2012
INCONTRO NAZIONALE DELLA CAMPAGNA GENUINO CLANDESTINO

TERREINMOTO, la rete dei mercati agricoli e delle autoproduzioni, 
impegnata nella costruzione di mercati contadini all’interno della 
metropoli, vi invita a partecipare all’incontro nazionale di Genuino 
Clandestino.
Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici: dare la possibilità 
a realtà provenienti da tutta Italia che si occupano principalmente di 
autoproduzione di conoscersi e di fare rete, offrire ai cittadini di 
Milano la possibilità di formarsi riguardo a tematiche specifiche 
inerenti la tutela della terra, la biodiversità, i limiti e le 
possibilità dell’agricoltura biologica oggi, l’importanza del libero 
scambio dei semi, creare momenti di convivialità in cui sperimentare 
nuove forme di socialità attraverso la musica ed il cibo.
Come rete TERREINMOTO esprimiamo l’esigenza di una diversa economia 
basata non più esclusivamente su supermercati, consumismo, merci di 
dubbia qualità ed ignara provenienza ma capace invece di creare forme 
alternative di scambio e di consumo, vicine ai bisogni della persona, 
rispettose dell’ambiente e dei produttori stessi.
L’incontro nazionale diventa quindi un momento centrale, perché offre 
la possibilità a noi e a tutti i cittadini di avvicinarsi a questo 
percorso prendendone parte in prima persona.


PROGRAMMA:

VENERDI' 5 OTTOBRE – EX-CHIESETTA DEL PARCO TROTTER
(Via Giacosa 46 o via Padova 69)

h 19.00: Aperitivo a cura di  TERREINMOTO
h 21.00: incontro e dibattito su “Modelli agricoli e occupazione”
Intervengono: Fabrizio Garbarino (ARI), Mimmo Perrotta, Coop. Agr.Valli 
Unite (Piemonte), Gas Del Sole (Milano), TERREINMOTO (Milano)



SABATO 6 OTTOBRE – CASCINA AUTOGESTITA TORCHIERA SENZACQUA
(P.le Cimitero Maggiore 18)

h 10.00-13.00: Tavole rotonde di approfondimento e confronto tra 
cittadini e contadini sulle seguenti tematiche:
- Autocertificazione partecipata
- Accesso alla terra
- Libero scambio delle sementi
- Resistenze cittadine e percorsi di rete; scambio di esperienze e 
nuove prospettive
h 13.30: Pranzo a cura di Mercatork
h 15.00-17.00: Continuano le tavole rotonde di approfondimento e 
confronto tra cittadini e contadini sulle stesse tematiche
h 14.00: Incontro nazionale Campagna Popolare per l'Agricoltura 
Contadina
h 18.00: Assemblea plenaria
h 20.00: Cena a cura di Facecook
h 22.00: Concerto + Dj set in Cascina Torchiera Senzacqua


DOMENICA 7 OTTOBRE – PIAZZA GASPARRI

Mercato contadino e delle autoproduzioni con artigiani e produttori da 
tutta Italia, incontri, spettacoli per grandi e piccini, scambi e 
proiezione del documentario su Genuino Clandestino.

h 09.30: Apertura mercato
h 12.00: La rete TERREINMOTO e la Campagna Genuino Clandestino 
incontrano
Martín Tellechea della Organización Wirajkocha, con il progetto di 
Universidad Rural (Argentina)
h 15.00: Spettacolo per bambini: Freaklown
h 16.00: Presentazione TERREINMOTO e Genuino Clandestino
A seguire proiezione del documentario "Genuino Clandestino"
di Nicola Angrisano, 70 min, Italia, 2011
h 17.30: Spettacolo “Seminiamoli” del Teatro Contadino (Firenze)
h 18.30: Chiusura del mercato e della tre giorni



COME RAGGIUNGERCI
VENERDÌ - PARCO TROTTER: Ingresso principale di via Giacosa 46: MM 
linea 1, fermata Rovereto; Ingresso di via Padova 69: bus 56 da piazzale 
Loreto, angolo via Doria

SABATO - CASCINA AUTOGESTITA TORCHIERA SENZACQUA: Piazzale Cimitero 
Maggiore 18.
Tram 14 o Bus 40; uscita tangenziale Certosa
http://torchiera.noblogs.org/contacts/

DOMENICA- PIAZZA GASPARRI: Metro linea M3 fermata Affori FNM, Bus 
40-41-52

DOVE DORMIRE
CSA BARAONDA: possibilità di dormire al chiuso con sacco a pelo e 
materassino propri, posto per camper e furgoni, posti tenda
Via Pacinotti 13, Segrate (MI)
Passante ferroviario: Linee Suburbane S5 o S6, fermata Segrate
http://csa-baraonda.noblogs.org/about/

Flop delle privatizzazioni agricole


Flop delle privatizzazioni agricole solo 80 milioni dai terreni di Stato

PAOLO FREDIANI ROMA - Dovevano essere sei miliardi di euro, un tesoretto da portare direttamente a riduzione del debito pubblico. Invece, il governo rischia di raccogliere solo briciole. Nel lungo elenco di norme approvate dal Parlamento ma ancora in attesa di decreto attuativo, c' è anche quell' articolo7 della legge di Stabilità dell' anno scorso che prevede la vendita dei terreni agricoli di proprietà del Demanio. Era il novembre 2011, e a capo dell' esecutivo c' era ancora Silvio Berlusconi. La Coldiretti aveva da poco presentato uno studio che, sulla base dei dati Istat e Inea disponibili allora, stimava in 330mila ettari le superfici coltivabili in mano pubblica, per un valore medio di 18.500 euro. Il governo di centrodestra, che di lì a poco si sarebbe dimesso, aveva deciso di cogliere la palla al balzo e vendere le terre per fare cassa. Dopo mesi di ritardi, il ministero delle Politiche agricole ha concluso un primo censimento delle aree che possono essere cedute, e la distanza tra le aspettative e la realtà difficilmente poteva essere più grande. Gli immobili da vendere sono 1853 - a cui se ne sommano 65 da affittare -, per un totale di 60mila ettari. Inoltre, il valore stimato dei terreni è di 82 milioni di euro. Una cifra che, se confermata, difficilmente potrebbe scalfire un debito pubblico che sfiora i 2mila miliardi. Il ministero presieduto da Mario Catania prende le distanze: «Non sono stati i nostri uffici a prevedere sei miliardi di entrate, e l' articolo 7 della legge Stabilità non riporta alcuna cifra». Alcuni terreni potrebbero essere sfuggiti al censimento e il valore di alcuni immobili potrebbe essere sottostimato. Dal conteggio inoltre, sono escluse le aree in mano agli enti locali, che possono dare mandato all' Agenzia del demanio di vendere le loro terre. Ma è difficile aspettarsi grandi sorprese: «Stato, Regionie Comuni non posseggono molti terreni di valore - dice Roberto Pretolani, vicedirettore del dipartimento di Economia e politica agraria dell' università Statale di Milano -. Normalmente la pubblica amministrazione si fa carico di aree difficili da vendere, perché soggette a forti vincoli su ciò che si può costruire, o perché adibite ad attività poco redditizie, come i pascoli». Nel censimento dei terreni cedibili, portato avanti da Ismea e dall' Agenzia del demanio, c' è un altro dato che desta preoccupazione. Per evitare svendite del patrimonio pubblico e speculazioni, la legge ha previsto che gli immobili di valore superiore ai 100mila euro debbano essere venduti con asta pubblica e non con trattativa privata. Peccato che, secondo le prime stime, a valere meno di 100mila euro siano 1738 aree agricole su 1853. A fare da argine agli abusi, rimangono le norme che prevedono il diritto di prelazione per i giovani agricoltori e che, per vent' anni, ai terreni non possa essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola. Resta da vedere come la materia sarà trattata nel decreto attuativo, di cui si attende la pubblicazione dal 30 giugno.