venerdì 12 aprile 2013


Assemblea
TERRA BENE COMUNE fi
NO alla vendita delle terre pubbliche, Sì alla custodia dei beni comuni
L’Art.66 del decreto Salva Italia prevede la vendita delle terre agricole pubbliche.
Permettere questo significa impedire alle comunità locali di decidere territorialmente come gestirle, consegnare una risorsa vitale agli speculatori, accettare che l’interesse privato sia messo al di sopra del bene comune
Noi ci opponiamo a tutto ciò, spinti da 3 bisogni forti:
1 – SOVRANITA’ ALIMENTARE
È necessario ritrovare il senso di un'economia reale che metta in relazione in modo concreto le comunità locali e soprattutto urbane con il proprio territorio agricolo naturale e tradizionale. Un'economia fatta di relazioni creative e percorsi condivisi tra i produttori di cibo (contadini) e i co-produttori (cittadini) al cui centro stiano con pari dignità il rispetto e la custodia dell'ambiente e la giustizia sociale.
2 - ACCESSO ALLA TERRA e ai saperi contadini
Rivendichiamo il diritto di ogni individuo di poter trarre almeno una parte del proprio fabbisogno alimentare dal lavoro della terra e quindi il diritto di poter accedere alla terra a prescindere dalle proprie possibilità economiche.
Incoraggiamo e sosteniamo tutti i luoghi e le occasioni di scambio gratuito delle conoscenze tra vecchi e nuovi contadini, affinché pratiche agricole tradizionali e buone nuove pratiche si incontrino per arricchirsi a vicenda.

3 - NO ALLA VENDITA DEI TERRENI AGRICOLI PUBBLICI E DEGLI USI CIVICI
Partendo da quello che già appartiene alla collettività, vogliamo dare vita ad esperienze nuove e vitali di agricoltura rurale svincolate dal concetto di proprietà. Sono proprio i terreni pubblici quelli più "fertili" per far nascere un'economia alimentare sana e condivisa dalle comunità locali. Per fare questo è fondamentale che i terreni agricoli pubblici diventino BENI COMUNI soggetti ad uso civico, inalienabili e gestiti dalle comunità locali.
I beni demaniali rurali – e particolarmente quelli abbandonati ed incolti – sono risorse importanti con cui, senza alcun costo, le amministrazioni pubbliche hanno la possibilità di affidare spazi ed occasioni di vita, di lavoro, di progettualità a persone - e segnatamente a giovani - che intendono sperimentare modelli diversi di vita e di economia, potenzialmente utili a tutta la società e con ciò ricercare alternative praticabili e sostenibili ad un modello socioeconomico manifestamente in crisi.

Che cosa proponiamo

                     una gestione sostenibile dei terreni e dei beni agricoli di proprietà pubblica, con i quali
promuovere “progetti di neo-ruralità”, attraverso concessioni di lunga durata (min. 20 anni);
                     la diffusione di un'agricoltura contadina, locale, naturale e di sussistenza;  perché è l’unica
in grado di assicurare alla comunità prodotti sani e genuini a prezzi accessibili, nel pieno rispetto dell'ambiente e del territorio;
                     percorsi decisionali partecipati, che  sappiano coinvolgere nella progettazione la comunità
locale e le realtà contadine di nuovo insediamento;
                     la nascita di piccole e diffuse realtà, volte al soddisfacimento delle esigenze della rete dei
contadini locali, attraverso progetti concreti, come ad esempio la costruzione di piccoli vivai per la produzione di piantine da orto di varietà locali, usando metodi naturali e a risparmio energetico;
                     una collaborazione con tutte le persone che si riconoscono nei principi di questo
manifesto e sono disposte a lavorare per la sua attuazione.

Che cosa richiediamo
                     Il riconoscimento del diritto ad abitare la terra da parte di chi pratica l’agricoltura contadina. Oggi le leggi impediscono di fatto la riconquista delle terre abbandonate o incolte da parte di soggetti diversi dalle medie-grandi aziende agricole tradizionali, sole titolari del diritto di edificare annessi o abitazioni rurali.
Chiediamo di poter auto-costruire con materiali naturali (come legno e paglia), fabbricati rurali a bassissimo impatto ambientale, totalmente degradabili e vincolati senza limiti di tempo all’attività agricola.

martedì 2 aprile 2013

Incontro con Vandana Shiva su Accesso alla terra e tutela dei semi per un’agricoltura libera


vandana-shiva
Semi, terra e libertà
                                                     
 Accesso alla terra e tutela dei semi per un’agricoltura libera
Incontro con Vandana Shiva
In collaborazione con: Connettivo TerraTerra Navdanya, arriva al Nuovo Cinema Palazzo un eccezionale incontro con Vandana Shiva e tutte quelle realtà che da sempre si occupano di questioni legate alla terra: un appuntamento per discutere la sostenibilità economica, ambientale e sociale attraverso pratiche che si rivelano oggi non più possibili alternative ma vere e proprie scelte obbligate.
Interverranno:
18.30   8 aprile 2013
Nuovo Cinema Palazzo
Piazza dei Sanniti 9a, Roma

sabato 9 marzo 2013

Vertenza per la Salvaguardia dell'Agro Romano


MANGIAMO AGRICOLTURA!
Società Agricola Coraggio
con coop. Agricola Cobragor
ti invita personalemente a tavola per presentare gli sviluppi della
Vertenza per la Salvaguardia dell’Agro Romano,
Terre Pubbliche ai Nuovi Agricoltori!
ed il calendario degli eventi di Primavera

PRANZO DI SABATO 16 MARZO,TUTTI A TAVOLA ALLE 13.30!
Per chi desidera fare una passeggiata guidata l’appuntamento è alle 12.30

In visita al giardino agricolo della storica cooperativa Cobragor, figlia delle occupazione di fine anni ’70 che farà da cornice ad un pranzo con prodotti del posto, ci presenteremo come protagonisti di un progetto prototipo di multifunzionalità in partenariato con:

BIOSFERA ONLUS (agricoltura sociale)
AMALTEA (servizi cinofili)
Cooperativa ME and TREE (turismo arboreo e parchi avventura)
                                          Studio Associato Agrifolia (studio agronomia)

L’agricoltura in città può essere un occasione di lavoro per molti e una fucina di servizi e prodotti di qualità per tutti i cittadini. Prima del pranzo saranno brevemente illustrati ai partecipanti:
- le iniziative in corso per sollecitare le istituzioni a promuovere un bando pubblico per l’insediamento di nuove aziende agricole, condotte da giovani e lavoratori in stato di disagio, su terreni demaniali non utilizzati;
-  il calendario dei prossimi eventi;
- i progetti in via di sviluppo.

Menù e Dettagli
Come nostra abitudine gusterete un  menù a sorpresa composto da prodotti coltivati e raccolti  direttamente in azienda o provenienti da circuiti biologici a noi affiliati. Il prezzo ,ovviamente,è comprensivo di vino, dolce, caffè e ammazzacaffè (per chi abbia un conto in sospeso con la nera bevanda).

Il corrispettivo richiesto per la partecipazione al pranzo , pari a 25 euro, sarà utilizzato  a sostegno della vertenza degli agricoltori. Prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento posti)     ai recapiti:

338 90 18 798 (Giacomo, Coraggio)
320 27 60 862 (Marco, Coraggio ), oppure

L’appuntamento è presso l’ Azienda Agricola COBRAGOR  Via Barellai 60, traversa della via Trionfale all’altezza dell’ospedale San Filippo Neri,
per ulteriori informazioni su come raggiungerci il sito


Per ulteriori info, sulla vertenza, sui soggetti partecipanti all’iniziativa:
Fb: Società Agricola Coraggio

giovedì 7 marzo 2013

Poderi al Popolo


Il Consorzio Andalas De Amistade e la libreria Odradek sono lieti di invitarvi alla prima edizione di Poderi al Popolo-Forum sulla terra di tutti: tre giornate di dibattiti, workshop, laboratori, seminari e proiezioni sul tema dell’agricoltura e dell’accesso alla terra.
Il forum vuole essere un momento di riflessione a più mani, un occasione di socialità ed educazione aperta a tutta la comunità.
La manifestazione si aprirà a Sassari il 14 marzo 2013 presso la libreria Odradek- Via Torre Tonda, 42 e proseguirà nelle giornate del 15 e 16 marzo 2013 presso il Centro Coopera- Corso trinità 161.
L’ingresso è libero e gratuito.
E’ gradita l’iscrizione ai tavoli del 16 marzo da effettuarsi al numero 3489512450.
Vi aspettiamo!
Consorzio Andalas de Amistade - Libreria Odradek.



Di seguito il programma dettagliato dell'evento:

14 marzo
Libreria ODRADEK
via Torre Tonda 42
h 18:00
Presentazione de libro diEmanuele Gosamo "Biologico a "km0"
Modera: Marilena Budroni - Dip. Agraria Sassari
Interviene:
Giuseppe Pulina - Direttore Dip. Agraria Sassari
a seguire dibattito con produttori e consumatori

15 marzo:
Centro coopera Corso Trinià 161:
h 17:30 Sala Grotta
"La terra è di tutti" -confronto sul tema dell'accesso alla terra
Modera: Marilena Budroni - Dip. Agraria Sassari
Introducono con poesia e tamburi:
Laura Monni e Julias Njoroge
Interventi:
Luciano Gutierrez- dip. Agraria Sassari
Iside Stevanin: Consorzio Andalas De Amistade
Daniele Pittalis: Nucleo Ricerca e Desertificazione
Laura Altea: Nucleo Ricerca e Desertificazione
Claudio Pozzi: Wwwof International
Marc Bouzeidane-Emilio Mouannes: Dip. di Agraria Sassari
Pierluigi Molino- Agricoltore
Laura Fiori- Agricoltrice
Referente " Terre de Liens"
Rosanna Arru: Dirigente istituto Tecnico Agrario Sassari

Eventi collaterali:
Dalle h 11:00 Open Space " Spazio Rete GAS
Dalle h 11:30 Sala Grotta : Spazio ASA
Dalle h 15:00:Terrazza: Orto Verticale (L. Campus)
Dalle h 15:00 :Giardino: agricoltura sinergica e Biodiversità (M. Piras)
Dalle h 16:00: Piana del Rosello: "l'Erbario sotto casa" (Mara e Giuliana-Working Class Factory)
Dalle h 16:00: Terrazza "Ritorno alla terra" (J. Fara)
Dalle h 16:30: Sala ex CAF: "Il mio shampoo artigianale" (D. Lorenzoni)

16 marzo 2013
Centro coopera Corso Trinià 161:
h 10:00-14:00 Sala Grotta
"Facciamola... l'agricoltura" tavoli di lavoro aperti a tutti sulle possibilità dell'agricoltura a Sassari
Parteciperanno
Rosario Musumeci: Ass al Lavoro Provincia di Sassari
Nicola Sanna : Ass. Programmazione Comune di Sassari
Vinicio Tedde: Ass. Patrimonio Comune di Sassari
Monica Spanedda: Ass. Ambiente Comune di Sassari


La giornata sarà arricchita da:
h 16:00: terrazza "Pupazzi d'erba" laboratorio creativo di semi d'erba e racconti per bambini ( A. Muresu)
h 17:00 : sala ex caf " Me ne lavo le mani" introduzione alla saponificazione (Enrica-Working Class Factory)
h 18:30 Sala piccola
Proiezione documentario "Genuino calndestino"

Area Baratto e scambio libero di semi
Bookshop a tema a cura di Odradek


Per info:
Centro Coopera, Corso Trinità 161 Sassari 07100
cel. 3455801242
e-mail: coopera@amistade.org
f.b. centro coopera
Libreria Odradek, Via Torre Tonda 42 Sassari 07100
tel:079 232189
e-mail: odradek.ss@tiscali.it




Ventotto ettari di terra per riprendersi la vita

Il Comune ha concesso un appezzamento di proprietà della Regione ai disoccupati della coop Nuovo Mondo che realizzeranno un grande orto

OZIERI. Un primo importante traguardo è stato raggiunto dalla cooperativa Nuovo Mondo Onlus, nata per iniziativa del Movimento Lavoro creato da un gruppo di disoccupati: l’assegnazione in un terreno per l’avvio di una impresa agricola. L’area prescelta è un terreno di 28 ettari inserito nel complesso del Centro Intermodale di Chilivani di proprietà della Regione Sardegna: qui la Nuovo Mondo impianterà un grande orto di prodotti da rivendere in un mercato a chilometro zero che si aggiungerà all’altra coltivazione già avviata a Chilivani e agli altri servizi forniti. L’assegnazione del terreno del Centro Intermodale è in fase di perfezionamento, dal momento che il Comune di Ozieri non ha la disponibilità diretta del terreno e quindi ha dovuto compiere dei passi precisi per ottenere il via libera dalla Ras, che hanno richiesto un po’ di tempo. Il primo è stato una richiesta formale inviata a novembre dal sindaco all’assessorato regionale agli Enti Locali, seguito dalla risposta (21 febbraio) del Servizio Demanio e Patrimonio di Sassari che ha inviato una comunicazione e una bozza di accordo per lo svolgimento delle attività agricole. La richiesta della Regione per la concessione del terreno è una sola: che il Comune individui entro 45 giorni i nominativi dei soggetti interessati alla conclusione degli atti di concessione che, come da accordi, devono essere scelti fra le categorie svantaggiate presenti nel territorio. La cooperativa Nuovo Mondo Onlus, composta da disoccupati, appartiene a questa categoria e quindi è già stata scelta per essere indicata alla Regione. Così si legge testualmente nella delibera approvata dalla giunta comunale mercoledì scorso, che appunto sancisce questa scelta e autorizza il sindaco a firmare l’accordo. Entro pochi giorni, almeno questo è l’auspicio, si potrà quindi iniziare a piantare le prime sementi nel terreno del Centro Intermodale e ampliare così quella attività agricola iniziata, come detto, in all’altro terreno vicino già da tempo dal Comune. Tutto a posto quindi, o quasi. «Per implementare l’attività agricola - spiega infatti il presidente della Nuovo Mondo Antonello Sale - la cooperativa ha bisogno di altre forme di sostegno, sia da parte dei privati sia da parte dell’ente. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, siamo in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione, dove dovrebbero essere prevista l’assegnazione alla cooperativa della gestione di alcuni servizi comunali. La nostra proposta riguardava l’affidamento di opere piccole e grandi di manutenzione dei quartieri di Chilivani e San Nicola e dei centri sportivi. Per quanto riguarda il “contributo” dei privati - prosegue Sale - ricordo che la cooperativa è a disposizione per svolgere tali servizi anche ai cittadini, a prezzi anticrisi. Ma ricordo anche la richiesta da noi fatta agli allevatori e agli agricoltori di darci una mano con piccole donazioni per avviare anche un piccolo allevamento di bestiame oltre alla coltivazione dell'orto di prodotti da rivendere nel mercatino». Contatti con la Nuovo Mondo ai numeri 347 8922800 e 392 1410625.

mercoledì 13 febbraio 2013

Mais OGM presto in semina sui campi marchigiani - Appello alla Regione Marche: Subito la Conferenza Stato-Regioni per chiedere una immediata approvazione della clausola di salvaguardia

Piticchio di Arcevia 11/02/2013

Comunicato stampa

Mais OGM presto in semina sui campi marchigiani


Appello alla Regione Marche: Subito la Conferenza Stato-Regioni per chiedere
una immediata approvazione della clausola di salvaguardia




Con la sentenza della corte di Giustizia dell'UE del 6 Settembre 2012 si è
creato un vuoto legislativo che permetterebbe la coltivazione di Mais OGM, in
tutta Italia, Marche comprese, nonostante la popolazione italiana e la
stragrande maggioranza degli agricoltori siano contrari. Infatti la sentenza ha
stabilito che uno stato non può impedire la coltivazione degli OGM per il solo
fatto che le Regioni non hanno fatto i piani di coesistenza fra le coltivazioni
OGM e le coltivazioni convenzionali e biologiche. Ora ci avviciniamo al periodo
di semina del Mais e su internet si scopre che svariati agricoltori pro OGM
sarebbero pronti a seminare il MON810 transgenico della Monsanto, con
tonnellate di semi già pronti. In Italia la coesistenza delle colture OGM e non
OGM è del tutto impossibile, per le piccole dimensioni medie dei fondi, per la
notevole estensione in cui la contaminazione verticale (impollinazione) può
realizzarsi e anche per il fatto che per gli OGM esiste anche la contaminazione
orizzontale, attraverso virus e batteri dei terreni. Praticamente le catene
geniche anomale possono propagarsi anche tramite le defecazioni degli animali
e tramite i concimi animali. Inoltre risulta ben difficile e costoso realizzare
catene di stoccaggio separate fra mais OGM e non OGM. Infine la
contaminazione si realizza anche attraverso i mezzi meccanici di raccolto, come
i camion e le trebbie, che sono impossibili da pulire completamente nel passare
da un campo OGM a uno convenzionale. Il mais italiano verrebbe rapidamente
e irrimediabilmente contaminato da quello OGM.
La nostra regione Marche aveva fatto una legge contro gli OGM, ma il potere
sovranazionale europeo non la considera valida, nonostante in Italia il settore
agricolo sia sotto la responsabilità delle regioni.
Facciamo appello ora alla Regione Marche, che ha la presidenza delle regioni
OGM Free, affinché si faccia portatrice di una iniziativa di immediata
convocazione della Conferenza Stato-Regioni per chiedere al governo di
approvare subito la Clausola di salvaguardia, prevista dalla legge UE del 2001
che disciplina gli OGM.
Il nostro appello si estende anche alle organizzazioni sindacali agricole
regionali Coldiretti, CIA, Copagri, affinche’ intervengano a livello nazionale per
convocare la Coalizione Italia – Europa Libera da OGM, di cui fanno parte,
prima della prossima stagione delle semine del mais, che parte all'inizio di
aprile, a tutela dell'agricoltura, dell'ambiente, della biodiversità e della salute
degli italiani.
Non va dimenticato che ben 8 paesi UE (tra cui Germania e Francia) hanno già
fatto ricorso con successo alla clausola di salvaguardia e che delle ricerche
molto serie, come quella dell'équipe di studiosi guidata dal Professor Gilles-Eric
Seralinì, dell’Università di Caen e quella della scienziata russa Irina Ermakova,
hanno dimostrato senza ombra di dubbio l'assoluta pericolosità per la salute
umana del mais transgenico.
Cooperativa Agricola Biologica La Terra e il Cielo - Arcevia (AN)

martedì 5 febbraio 2013

Arsial sotto accusa: Terre demaniali ai giovani agricoltori! No a fantasmi speculatori!


Il Flash MOb sotto l'ARSIAL a Roma.

Terre Pubbliche ai giovani agricoltori!!!






venerdì 1 febbraio 2013

Manifestazione sotto l'ARSIAL: Terre demaniali in affitto ai giovani agricoltori!


COORDINAMENTO ROMANO PER L’ACCESSO ALLA TERRA

ADERISCONO: AIAB, ALPA-CGIL , ASSOCIAZIONE TERRITORIO-ROMA, CGIL ROMA E LAZIO, COOP. AGRICOLTURA NUOVA, COOP. CO.BR.AG.OR, COOP. CARLO PISACANE, EQUORETE, FORUM AGRICOLTURA SOCIALE, SOC. AGR. CORAGGIO




COMUNICATO STAMPA


“Stop alla svendita delle terre agricole pubbliche – Alla Regione chiediamo un bando per l’assegnazione in affitto ai giovani agricoltori”

Lunedì mattina presidio, flash-mob e assemblea sotto la sede dell’ARSIAL
in via Rodolfo Lanciani 38



1/02/13 – Lunedì prossimo 4 febbraio, dalle ore 9 alle 13, le organizzazioni aderenti al “Coordinamento romano per l’accesso alla terra” promuovono una manifestazione/presidio sotto la sede dell’ARSIAL, agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, l’ente che gestisce una parte consistente del patrimonio di terre pubbliche di proprietà della Regione.
Il Coordinamento, al quale aderiscono tre cooperative di giovani in cerca di occupazione, con questa iniziativa intende evidenziare lo stato di abbandono e il rischio di svendita, con procedure non trasparenti, degli immobili pubblici a destinazione agricola, una risorsa che invece potrebbe produrre reddito e lavoro stabile, favorendo il ricambio generazionale in agricoltura.
L’attuale governo della Regione Lazio ha inserito i terreni a destinazione agricola nell’elenco, allegato al bilancio 2012, dei beni soggetti a “valorizzazione e/o alienazione”, mentre l’ARSIAL ha già concluso procedure di vendita sottocosto di due poderi (Capocotta e Malborghetto nel Comune di Roma), sulle quali è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica per abuso d’ufficio e corruzione che coinvolge dirigenti dell’Ente.
Con l’iniziativa di lunedì prossimo il Coordinamento chiede ai candidati alla Presidenza della Regione Lazio e al Consiglio regionale di esprimersi rispetto alla richiesta di destinare una parte consistente del patrimonio di terre pubbliche ad un bando per l’assegnazione in affitto destinato al primo insediamento di giovani agricoltori e di costituire presso ARSIAL e rendere accessibile l’inventario delle terre pubbliche del Lazio.
Nel corso del presidio i giovani del “Coordinamento” effettueranno un flash mob, travestendosi da fantasmi, con lo striscione “Acquirenti fantasma ringraziano ARSIAL”. A partire dalle 11.30 i manifestanti incontreranno in assemblea le rappresentanze sindacali e i lavoratori dell’Ente, per condividerne le proposte di rilancio dell’attività e di pieno utilizzo delle risorse umane e tecniche di ARSIAL, a cominciare dai servizi di supporto all’innovazione per gli agricoltori del Lazio.

INCHIESTE SU ARSIAL:




Per informazioni:
Piero Malenotti cell. 3358382257
Giacomo Lepri cell. 3389018798




ARSIAL UN PATRIMONIO PER L’AGRICOLTURA REGIONALE O UN PATRIMONIO DA SPARTIRSI?

COMUNICATO STAMPA USB-ARSIAL
ARSIAL UN PATRIMONIO PER L’AGRICOLTURA REGIONALE O UN PATRIMONIO DA SPARTIRSI?
L’agricoltura regionale continua a dibattersi in una crisi durissima: in 10 anni ha perduto
quasi il 50% delle aziende diretto coltivatrici, il 47% di quelle condotte con salariati ed oltre 35.000
occupati. La base produttiva dell’agricoltura regionale continua ad essere erosa e si avvia verso un punto di
non ritorno.
Le risorse messe a disposizione dall’Europa restano in gran parte inutilizzate per incapacità e incompetenza
dell’Assessorato all’agricoltura. Pesa sugli agricoltori del Lazio il costo crescente dei servizi tecnici alle
aziende, di fatto quasi tutti privatizzati.
Resta però una realtà come quella dell’ARSIAL, con un patrimonio stimato commercialmente tra 700
milioni ed un miliardo di euro ed una capacità di fornire servizi agli agricoltori ancora importante, malgrado
il tentativo fatto negli ultimi anni di trasformarlo in un apparato amministrativo gestore di se stesso con
procedure di alienazione dei beni a prezzi pari ad un decimo del valore commerciale.
A R S I A L è:
Tutela della biodiversità agricola (L.R. 15/2000);
Valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali (Reg. C.E. 509/2006 e 510/2006, D.M. 350/99);
Vigilanza e controllo sugli OGM (L.R. 510/2000);
Vigilanza sugli organismi privati di certificazione delle aziende biologiche e dei loro prodotti (L.R.
21/98 e Reg. C.E. 834/07);
Trasferimento dell’innovazione tecnologica agli operatori agricoli;
Servizio integrato agrometeorologico della Regione Lazio (L.R. 40/1996);
Osservatorio faunistico regionale (L.R. 87/90 R.R. 17/95);
Assistenza all’implementazione del PSR (misura 511).
Questi sono alcuni dei servizi che ARSIAL ha continuato a produrre, pur nel disinteresse totale dell’attuale
governo regionale.
I lavoratori di ARSIAL, che da agosto del 2011, con il dichiarato stato di agitazione, continuano ad assistere
alla lenta agonia dell’Agenzia consolidata anche dalla illegittima e assurda proposta di riorganizzazione del
DG approvata dal CdA e applicata inopportunamente ad un mese dalla prossima scadenza elettorale.
Non si capisce né a quale modello produttivo agricolo le strutture proposte facciano riferimento, né si vede
a quale dei compiti attribuiti dalla legge istitutiva di ARSIAL si intendesse dare priorità nell’azione
dell’Agenzia. Una struttura che è quasi esclusivamente funzionale alla mera sopravvivenza di se stessa, con
un residuo minimale di attività a spot che funzionano spesso con solo personale tecnico precario che
COMUNICATO STAMPA USB-ARSIAL
andrebbe stabilizzato, non dotate né delle risorse necessarie né delle indicazioni strategiche lungo cui
muoversi.
E’ ancora necessaria un’Agenzia regionale in agricoltura?
La risposta è NO se non è in grado di fornire interventi e strumenti capaci di contrastare il degrado dello
sviluppo agricolo regionale e favorire un suo possibile rilancio. La risposta è NO con l’attuale proposta di
ristrutturazione.
La risposta è SÌ se ARSIAL viene dotata di una struttura che risponda in maniera chiara all’evoluzione del
quadro di riferimento normativo e alla nuova domanda di servizi dei territori e delle aziende agricole che in
sintesi deve prevedere:
a. L’Assistenza ai sistemi produttivi territoriali a forte specializzazione;
b. L’Assistenza alla riconversione ed al rafforzamento delle modifiche dei modi di produzione e
commercializzazione (agricoltura multifunzionale, mercato, sostenibilità agro ecologica).
Innovazione, sperimentazione e divulgazione;
c. La fornitura di servizi eco sistemici e di servizi di assistenza alle comunità locali (istituzioni pubbliche)
nonché funzioni di controllo e certificazione;
d. La non svendita del patrimonio di terre pubbliche, ma implementazione di procedure trasparenti per
la sua gestione, rendendone pienamente accessibile l’inventario;
e. La gestione efficace delle risorse assegnate ad ARSIAL, contrastando le esternalizzazioni ed una
gestione improntata al clientelismo che ne ha snaturato progressivamente il ruolo.
Per tutti questi motivi la USB-ARSIAL aderisce al presidio di lunedì 4 febbraio 2013 promosso dal
Coordinamento Romano per l’Accesso alla terra e convoca l’assemblea del personale.