lunedì 9 aprile 2018
Manifestazione a Firenze in difesa di Mondeggi Bene Comune Fattoria senza Padroni 28 aprile
SABATO 28 APRILE
ore 17,30 Piazza S. Marco
ore 17,30 Piazza S. Marco
MANIFESTAZIONE PER LE STRADE DI FIRENZE
CONTADINI/E , CITTADINI/E IN DIFESA DI MONDEGGI , FATTORIA SENZA PADRONI.
Per costruire un futuro fertile sosteniamo le (R)esistenze contadine e cittadine difendendole dalle privatizzazioni, dall’avvelenamento e dalle devastazioni.
CONTADINI/E , CITTADINI/E IN DIFESA DI MONDEGGI , FATTORIA SENZA PADRONI.
Per costruire un futuro fertile sosteniamo le (R)esistenze contadine e cittadine difendendole dalle privatizzazioni, dall’avvelenamento e dalle devastazioni.
CONTRO LA SVENDITA DEI BENI COMUNI , PER L’AUTODETERMINAZIONE DEI TERRITORI ATTRAVERSO ESPERIENZE DI VITA AGROECOLOGICHE
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Genuino Clandestino
Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni
Genuino Clandestino
Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni
27-28-29 Aprile GC a MONDEGGI!
Venerdì:
10.00 – 12.00 accoglienza
12.30 – 14.30 pranzo condiviso
alleggeriamo la cucina portiamoci qualcosa dai nostri territori
16.00 – 20.00 plenaria (presto manderemo notizie più dettagliate oltre al domandone )
20.00 – 21.00 cena
21.00 – se vogliamo ancora plenaria o altrimenti chiacchere e convivialità .
12.30 – 14.30 pranzo condiviso
alleggeriamo la cucina portiamoci qualcosa dai nostri territori
16.00 – 20.00 plenaria (presto manderemo notizie più dettagliate oltre al domandone )
20.00 – 21.00 cena
21.00 – se vogliamo ancora plenaria o altrimenti chiacchere e convivialità .
Sabato:
8.30 – 12.30 tavoli di lavoro (anche qua arriveranno notizie dettagliate in seguito)
12.30 – 14.00 pranzo
14.00 – 17.00 tavoli tecnici.
17.30 – corteo e fiaccolata con interventi musica in piazza finchè ce n’è
12.30 – 14.00 pranzo
14.00 – 17.00 tavoli tecnici.
17.30 – corteo e fiaccolata con interventi musica in piazza finchè ce n’è
Domenica:
dalle 10.00 mercato in Piazza Tasso!
domenica 26 novembre 2017
FICO: CONTADINI, UN SUPPORTO PUBLICITARIO?
Il
15 novembre sono state aperte le porte di FICO, un parco dei
divertimenti dell’agro alimentare made in Italy. E’ un grande
progetto multimilionario animato da EATALY, COOP, società di
capitali, istituti finanziari (banche, assicurazioni etc.) e grandi
imprese dell’agro-alimentare. E’ un parco di circa 10 ettari
alle porte di Bologna che ospiterà oltre un centinaio di aziende,
una quarantina di ristoranti, due campi coltivati, serre, capi di
bestiame, laboratori di trasformazione e quant’altro necessario per
dare vita ad un grande centro commerciale/parco
divertimenti/itinerario didattico-divulgativo-promozionale. L’opera,
costata oltre 150 mln di euro di investimenti, prende forma in
un’area di proprietà pubblica del valore di 55 mln di euro
concessa gratuitamente
dal comune di Bologna al patron di EATALY Oscar Farinetti e alla
società costituita Ad Hoc per la gestione del parco.
Le
critiche mosse nei confronti di questa maxi opera in pieno stile e
continuità con l’appena conclusa e fallimentare esperienza di
EXPO, sono numerose e provengono da diversi fronti.
Noi,
contadine e contadini, dell’Associazione Rurale Italiana, oltre ad
esprimere piena solidarietà e partecipazione nei confronti di chi in
questi giorni ha contestato l’inaugurazione del mega progetto,
consideriamo questo progetto inutile,
dispendioso e soprattutto
assolutamente incapace
di dare voce e rappresentazione
dell’agricoltura contadina del
nostro paese.
Essere
contadini e produrre in modo contadino vuol dire valorizzare e
promuovere la piccola produzione dei territori, fatta di tradizione e
innovazione, conoscenza delle colture e risorse delle diverse aree
del nostro paese, significa produrre in maniera solidale, stabilire
un prezzo equo dei prodotti che sia rispettoso della dignità delle
persone e del lavoro e capace di proporre prodotti di qualità anche
per chi subisce più pesantemente la crisi economica. Produzione
contadina significa alta intensità di lavoro e non di capitali e
implica cura del territorio, delle sue risorse naturali al fine della
tutela del patrimonio ecologico-ambientale e della biodiversità
agricola. “Solo un incompetente può
dire di racchiudere “tutta la meraviglia della biodiversità
italiana in un unico luogo” come
si legge nella propaganda di FICO, ricorda Roberto, contadino delle
montagne piemontesi che recupera alla coltivazioni grani antichi.
Non
esiste nessuna Fabbrica Contadina
perché le nostre vite ci appartengono e non sono merce che si
fabbrica.
I
grandi attori nell’agro alimentare italiano (EATALY, COOP,
Granarolo) fanno propaganda ed i governi e le istituzioni si
mobilitano: vengono messi a disposizione finanziamenti, servizi di
supporto, affidamento di beni e patrimonio pubblico a titolo gratuito
(come se questi colossi avessero scarsi capitali da impiegare in
qualsivoglia iniziativa) e applicate leggi speciali che consentono e
supportano l’azione di questi operatori.
Da
anni migliaia di veri contadini di questo paese, quelli che fanno
vivere oltre 700.000 aziende di piccola dimensione, attendono
l’approvazione di una legge che riconosca la loro specificità, la
loro funzione sociale, i loro diritti e che legittimi, riconosca e
valorizzi il lavoro sia di produzione agricola che di cura del
territorio, in accordo con quanto previsto dalla Costituzione
Italiana.
FICO,
per noi di Associazione Rurale Italiana, è solo un’altra
trovata propagandistica di chi, governando le istituzioni, si ostina
a non voler conoscere e riconoscere il ruolo di veri protagonisti ad
una classe, quella contadina, che nonostante i sacrifici e le
vessazioni subite non si presta alla strumentalizzazione di quanti
coinvolti in queste grandi opere di menzogna.
Lanciamo
la sfida a i nostri governanti presenti e futuri: se volete veramente
tutelare e promuovere l’agricoltura contadina fatevi avanti per
l’approvazione della legge sull’agricoltura contadina, frutto di
una partecipata campagna nazionale e che giace da diversi anni in
commissione agricoltura del Parlamento e riconoscere così i diritti
di chi davvero in questo paese - e nel resto del Pianeta - produce
la quasi totalità di quello che finisce in tavola. Una sfida che non
costa soldi ma richiede solo un gesto di rispetto per la dignità di
donne e uomini che sono ancora il motore più efficace di una delle
grandi agricolture del mondo.
sabato 16 settembre 2017
mercoledì 28 giugno 2017
TRE GIORNI DI FESTA CON LA COMUNITA’ DI MONDEGGI 30 giugno 1-2 luglio
L’esperienza
di Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni da oltre tre anni lavora
e si impegna nel contrastare l’alienazione della fattoria di Mondeggi,
rivendicando la terra come bene comune, grazie alla comunità che la
presidia, la cura e la custodisce attraverso pratiche di autogoverno per
trasmetterla in buone condizioni alle genarazioni future.
Per questo nei giorni 30 giugno e 1 e 2 luglio sarà celebrato il terzo anno di custodia popolare delle terre di Mondeggi e a tale scopo si invita tutta la cittadinanza a partecipare a queste giornate di festa.
Nonostante le istituzioni, proprietarie del bene e responsabili del suo degrado, rifiutino ancora un confronto costruttivo con questa ormai grande porzione di popolazione attiva, abbiamo deciso di continuare la nostra sperimentazione e di fare un grande passo in avanti.
Noi comunità di Mondeggi siamo infatti l’unico soggetto che da più di tre anni si occupa della terra e degli immobili impedendone un degrado irreversibile: abbiamo pertanto deciso di formalizzare questo nostro impegno e responsabilità all’interno di una “DICHIARAZIONE DI GESTIONE CIVICA” del bene comune agricolo di Mondeggi.
Partendo da questo documento, grazie anche alla collaborazione e al confronto con altre esperienze nazionali più evolute in questa direzione, nel corso dei tre giorni di festa potremo discutere e approfondire il significato di uso civico, gestione civica di un bene comune, e tutto ciò che concerne le pratiche di autogoverno caratterizzate dall’orizzontalità decisionale.
Per questo nei giorni 30 giugno e 1 e 2 luglio sarà celebrato il terzo anno di custodia popolare delle terre di Mondeggi e a tale scopo si invita tutta la cittadinanza a partecipare a queste giornate di festa.
Nonostante le istituzioni, proprietarie del bene e responsabili del suo degrado, rifiutino ancora un confronto costruttivo con questa ormai grande porzione di popolazione attiva, abbiamo deciso di continuare la nostra sperimentazione e di fare un grande passo in avanti.
Noi comunità di Mondeggi siamo infatti l’unico soggetto che da più di tre anni si occupa della terra e degli immobili impedendone un degrado irreversibile: abbiamo pertanto deciso di formalizzare questo nostro impegno e responsabilità all’interno di una “DICHIARAZIONE DI GESTIONE CIVICA” del bene comune agricolo di Mondeggi.
Partendo da questo documento, grazie anche alla collaborazione e al confronto con altre esperienze nazionali più evolute in questa direzione, nel corso dei tre giorni di festa potremo discutere e approfondire il significato di uso civico, gestione civica di un bene comune, e tutto ciò che concerne le pratiche di autogoverno caratterizzate dall’orizzontalità decisionale.
Ricordiamo..
– che è possibile campeggiare intorno alla fattoria
– di portarsi bicchiere, piatto e posate
– se possibile, di lasciare il proprio cane a casa
– di portare i propri arnesi da lavoro, ogni competenza sarà utile
-di organizzarsi più possibile con altri, in modo da non avere un eccessivo afflusso di auto
Via di Mondeggi n° 4, Bagno a Ripoli, Firenze
Come arrivare..
In bus:
da Piazza San Marco (pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella)
prendi bus n° 32 (direzione Antella) > scendi al capolinea >
sali a piedi per Croce a Balatro, continua per 1km circa verso Mondeggi
oppure
sempre
da Piazza San Marco prendi bus n° 31 (direzione Grassina) > Scendi
alla fermata “Grassina 02” > prendi bus n° 49 (direzione S.Polo) >
scendi alla fermata “Castel Ruggero” > sali a piedi per circa 1km
In macchina:
da Autostrada A1 > Uscita Firenze Sud > Mantieni la destra per
Ponte a Ema/Greve/Siena > segui le indicazioni per Grassina > dopo
il centro abitato segui indicazioni per “Villa Mondeggi”
oppure
da Raccordo FI-SI > uscita Firenze Impruneta > imbocca A1 verso Firenze/Pisa Nord > Uscita Firenze Sud > come sopra
domenica 12 marzo 2017
Associazione Fondiaria, strumento per la gestione del frazionamento fondiario nelle aree interne
L’apocalisse culturale che ha
attraversato le comunità rurali delle aree interne italiane nel corso
del ‘900 ha prodotto un graduale processo di abbandono delle attività
agricole, con conseguente perdita di paesaggio e residualizzazione di
tutte quelle culture im-materiali collegate alle pratiche secolari
dell’agricoltura. Una delle tanti cause che ha alimentato l’abbandono va
colta nel frazionamento fondiario, conseguenza del diritto di
successione che prevede la ripartizione del patrimonio tra gli eredi
così che un’azienda agricola o una superficie agricola nel tempo hanno
subito continui frazionamenti.

Diversamente da quanto è accaduto nelle zone alpine “germanofone“, dove l’istituto giuridico del “maso chiuso”
(o di analoghi dispositivi) ha di fatto impedito la divisione della
superficie di un’azienda agricola al di sotto di determinati valori, nel
resto delle Alpi la ridotta produttività del lavoro
sugli appezzamenti agricoli frazionati diviene economicamente e
socialmente non più sostenibile e funzionale generando a larga scala un
territorio incolto e abbandonato. Questo territorio viene
successivamente interessato da invasioni di arbustive e arboree, che
connotano larga parte di quella fascia coltivata collinare e montana
compresa tra i 500 ed i 1000 metri, oggi in uno stato di progressivo
abbandono.

L’abbandono delle terre e l’incremento della superficie forestale, che fino ad un certo punto potrebbe essere stato visto in modo favorevole in quanto vedeva terminare l’eccessivo sfruttamento del territorio nelle valli alpine durato fino ai primi decenni del ‘900, si è poi protratto nel tempo superando determinati “valori di soglia” assumendo e diventando penalizzante per la montagna e per le attività economiche ad essa legate. Oggi ci troviamo in una situazione dove è necessario arrivare ad una gestione sostenibile attraverso l’uso attivo del territorio.
Il frazionamento fondiario ha di fatto “ingessato” qualsiasi intervento operativo in collina ed in montagna. Il
più importante strumento a disposizione per la ricomposizione del
puzzle di proprietà fondiarie frammentate e di campi abbandonati, è
l’Associazione Fondiaria.
Il modello francese.La legislazione francese – Legge sullo sviluppo pastorale n ° 72-12 del 3 gennaio 1972 JORF del 6 gennaio 1972 – promuove l’accorpamento delle proprietà abbandonate attraverso l’Association foncière pastorale (AFP) e i Groupements pastoraux, garantendo anche l’apporto delle associazioni di produttori.Gli AFP individuano tre strumenti d’azione:
- i gruppi pastorali – raggruppamento di agricoltori – pastori di pascoli estivi
- le associazioni fondiarie pastorali – raggruppamento di proprietari terrieri
- le convenzioni pascoli perenni (specifico tipo di contratto di locazione pastorale per lo sfruttamento dei pascoli)

Nel corso del 2012 sono state costituite in Italia le prime due Associazioni fondiarie:
1) nel Comune di Briga Alta (Cuneo), frazione Carnino in Val Tanaro, in zona prettamente alpina nel Parco del Marguareis con gli obiettivi di:
- Aumento della produttività unitaria grazie all’accorpamento fondiario
- Rilanciare l’agricoltura in zone marginali grazie alla gestione collettiva di più parcelle di terreno da parte di un unico soggetto
- Gestione sostenibile del territorio attuando piani aziendali (ad es. piani di pascolo) e possibilità di imporre regole in cambio di servizi e garanzie fornite al fruitore
- Creazione delle condizioni base per il ritorno e reinsediamento di imprese agricole e sviluppo di micro-economie locali
- Sviluppo di partenariati sia con soggetti pubblici che privati per progetti di miglioramento fondiario e sviluppo rurale
- Accesso a programmi di finanziamento quali PSR etc. (una volta che le Asfo saranno riconosciute)
- Rafforzamento di uno spirito comunitario mediante occasioni di confronto e condivisione tra i soci
2) nel Tortonese, nel Comune di Avolasca (Alessandria), in zona tipicamente collinare e alto-collinare.

Cos’è un’associazione fondiaria
È una libera unione fra proprietari di
terreni pubblici o privati, eventualmente patrocinata da un Comune
capofila. L’obiettivo è raggruppare terreni agricoli e boschi,
abbandonati o incolti, per consentirne un uso economicamente sostenibile
e produttivo. Le attività di gestione dei terreni conferiti
all’associazione avvengono nel rispetto delle buone pratiche agricole,
degli equilibri idrogeologici, della salvaguardia dell’ambiente e del
paesaggio e nel segno dell’economicità ed efficienza della gestione.
Ogni associato conserva la proprietà dei suoi beni, che non sono
usucapibili, ed esercita il diritto di recesso dalla sua adesione nel
rispetto dei vincoli temporali contrattuali tra l’associazione fondiaria
e i gestori. Le associazioni fondiarie acquistano la personalità
giuridica e sono riconosciute con l’iscrizione, autorizzata con
provvedimento della struttura regionale competente, nel Registro
regionale delle persone giuridiche private.
Le attività delle associazioni fondiarie. Le associazioni fondiarie si occupano di:
– gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
– redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio;
– partecipare all’individuazione dei terreni silenti (di cui non si conosce il proprietario) e al loro recupero;
– provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario.
– gestire le proprietà conferite dai soci o assegnate;
– redigere e attuare il piano di gestione, in cui sono individuate le migliori soluzioni tecniche ed economiche in funzione degli obiettivi di produzione agricola e forestale e di conservazione dell’ambiente e del paesaggio;
– partecipare all’individuazione dei terreni silenti (di cui non si conosce il proprietario) e al loro recupero;
– provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei fondi e delle opere di miglioramento fondiario.
Gli obiettivi gestionali possono essere molteplici in relazione alle caratteristiche dell’area interessata. I modelli d’impresa oggi proponibili:
- l’Azienda pastorale attrezzata stagionale;
- l’Azienda pastorale integrata con altre realtà pastorali alpine (alpeggio estivo), di pianura o collinari (pascolamento primaverile, autunnale e svernamento);
- l’Azienda foraggero pastorale stanziale;
- l’Azienda agro-pastorale stanziale integrata con alcune coltivazioni di specie diverse: alimentari, aromatiche, associate all’allevamento.
La prima Associazione Fondiaria alpina è nata a Carnino,
una minuscola frazione del comune di Briga Alta in alta Val Tanaro
(Cn). L’ultimo allevatore, ci è salito almeno quindici anni fa, quando i
prati, che un tempo venivano coltivati, sono stati definitivamente
abbandonati. Capire il perché non è difficile. È sufficiente consultare
una qualunque mappa catastale del territorio: figli, parenti, cugini e
discendenti delle vecchie famiglie si sono divisi sempre più le eredità dei loro vecchi, fino a ottenere una serie di appezzamenti di pochi metri quadrati, spesso intestati a proprietari irreperibili. Una situazione che ha reso i terreni di Carnino inutili
dal punto di vista produttivo perché è impossibile pretendere che un
allevatore contatti decine e decine di proprietari dei terreni fino ad
avere un’area sufficiente per il pascolo. In questo modo si sono persi i
segni di quelle agricolture eroiche che hanno definito il paesaggio
delle nostre montagne: pian piano il bosco si è mangiato terrazzamenti,
gradonamenti e opere idrauliche, cancellando un patrimonio di
biodiversità creatosi in millenni di attività umana.
Approfondisci
Accesso alla terra nelle aree interne: tanti terreni, poca terra sul Blog della Scuola Ambulante
Creare un’associazione fondiaria? Si può in Dislivelli del 15 settembre 201o
L’Associazione fondiaria per rivitalizzare l’agricoltura in montagna – di Andrea Cavallero Docente dell’Università di Torino – Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio
La terra Raccolta – articolo di Altraeconomia del 10 febbraio 2016
fonte: https://scuolaambulantediagricolturasostenibile.wordpress.com/2017/02/13/associazione-fondiaria-strumento-per-la-gestione-del-frazionamento-fondiario/
martedì 13 dicembre 2016
Bolognola, soccorso contadino: la sua gente, le nuove urgenze, i progetti futuri, la solidarietà delle reti GC
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo
entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca
subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla
vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per
ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle
produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle
trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli
produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che
quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto
dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e
le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte
spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al
terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo
una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati
alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed
esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei
produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai
contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di
autorganizzazione.
E’
stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti
dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal
potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni
e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza
reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino
rotture nella comunità.
Prima
delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in
ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i
contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un
cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e
alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla
comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima
possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando
nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’
amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19
Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione,
rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono
solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro
territorio, soprattutto allevatori.
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo
entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca
subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla
vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per
ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle
produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle
trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli
produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che
quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto
dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e
le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte
spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al
terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo
una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati
alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed
esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei
produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai
contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di
autorganizzazione.
E’
stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti
dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal
potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni
e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza
reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino
rotture nella comunità.
Prima
delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in
ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i
contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un
cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e
alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla
comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima
possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando
nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’
amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19
Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione,
rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono
solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro
territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A
questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme
ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri
occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le
stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e
la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la
costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli
animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per
far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta
finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta
elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in
molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi
Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi
bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre
realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha
permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a
disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I
lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica
27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali ,
grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una
turnazione sul posto dei solidali.
Il
materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi
fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di
autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica
racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in
programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I
nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e
Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo
di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi
come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà
e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza
di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi
cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti
del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di
resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo
attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità,
da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine
per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a
finanziare le azioni future come la
costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi
contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione
e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una
Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti
da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo
passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini
e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni
future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo
entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca
subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla
vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per
ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle
produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle
trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli
produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che
quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto
dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e
le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte
spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al
terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo
una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati
alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed
esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei
produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai
contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di
autorganizzazione.
E’
stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti
dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal
potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni
e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza
reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino
rotture nella comunità.
Prima
delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in
ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i
contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un
cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e
alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla
comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima
possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando
nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’
amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19
Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione,
rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono
solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro
territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A
questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme
ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri
occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le
stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e
la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la
costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli
animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per
far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta
finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta
elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in
molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi
Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi
bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre
realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha
permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a
disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I
lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica
27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali ,
grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una
turnazione sul posto dei solidali.
Il
materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi
fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di
autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica
racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in
programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I
nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e
Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo
di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi
come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà
e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza
di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi
cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti
del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di
resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo
attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità,
da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine
per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a
finanziare le azioni future come la
costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi
contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione
e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una
Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti
da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo
passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini
e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni
future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
- See more at: http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpufL'incontro a Bolognola, la solidarietà ai terremotati, i lavori per mandare avanti le attività agricole
W
i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione. - See more
at:
http://genuinoclandestino.it/bolognola-soccorso-contadino/#sthash.2GS5mPYk.dpuf
Come nasce l’incontro con Bolognola e la sua gente….
Siamo
entrati in contatto con la comunità di Bolognola e con la sua sindaca
subito dopo la scossa del 24 agosto. Contattati in lista nazionale dalla
vicesindaca del paese la quale chiedeva un incontro con la rete per
ricevere consulenza in relazione ad aspetti sia tecnici legati alle
produzioni contadine e sia per avere un’idea in relazione alle
trasformazioni alimentari (latticini ed insaccati) dei piccoli
produttori, all’interno di case o in laboratori artigianali, visto che
quelli presenti e classificati “a norma” presentano inagibilità. Molto
dell’indotto economico del paese di Bolognola si regge sull’agricoltura e
le attività ad essa connesse, in questo periodo storico di forte
spopolamento delle zone montane, l’aggravante dei problemi connessi al
terremoto rischiano di far collassare e svuotare queste comunità.
Dopo
una naturale diffidenza, sono stati sciolti alcuni nodi politici legati
alle reciproche percezioni e si è deciso di proseguire solo ed
esclusivamente nell’ambito di azioni volte all’autogestione dei
produttori colpiti, al mutuo aiuto prestato dalle nostre reti e dai
contadini presenti in paese, incentrando tutta l’azione in un ambito di
autorganizzazione.
E’
stato subito chiaro che per perseguire gli obbiettivi posti
dall’autogestione tutto il percorso doveva essere connotato dal
potenziamento delle relazioni e dall’individuazione di obbiettivi comuni
e non personalistici, aspetto controverso in una fase di emergenza
reale dove c’è sempre il rischio che i conflitti si acutizzino e creino
rotture nella comunità.
Prima
delle scosse di ottobre, che avrebbero definitivamente messo in
ginocchio il territorio, si era concordata con l’amministrazione, i
contadini e le altre reti GC nazionali l’esigenza di lavorare su un
cambio di rotta nell’ambito della normativa legata alla trasformazione e
alla commercializzazione dei prodotti contadini, riaprendo alla
comunità la possibilità di poter riprendere le proprie attività prima
possibile, agevolandone la ripresa economica del territorio e stimolando
nuovi insediamenti. Il primo incontro “pratico” con la comunità, l’
amministrazione e le reti GC si sarebbe dovuto tenere il 18 e 19
Novembre, ma le ultime forti scosse hanno aggravato la situazione,
rendendo Bolognola una comunità inagibile, in cui ora risiedono
solamente 37 persone che non possono e non vogliono lasciare il loro
territorio, soprattutto allevatori.
Le Nuove Urgenze A
questo punto abbiamo deciso come rete di agire praticamente, e insieme
ai ad EcoMercato di Jesi, ci siamo recati a verificare con i nostri
occhi la situazione, parlando con gli allevatori che si ritrovano con le
stalle danneggiate, senza un ricovero per gli animali, con l’inverno e
la neve alle porte. Abbiamo subito elaborato un progetto per la
costruzione di due/tre tettoie (ben fatte) come ricovero per gli
animali, con anche l’intenzione di portare alcune casette in legno per
far si che gli allevatori abbiano un posto per cambiarsi una volta
finito il lavoro, invece che farlo all’aperto o in macchina. Una volta
elaborato il tutto abbiamo lanciato un appello a tutte le reti e in
molte hanno dato subito la loro adesione o il loro supporto: Campi
Aperti di Bologna, Mercato Brado di Terni, Terra Terra di Roma, Mondeggi
bene comune di Firenze, Terra Fuori Mercato di Perugia….e diverse altre
realtà ci hanno contattato per capire come aiutarci. Questo ci ha
permesso di reperire fondi e materiali, oltre quelli messi a
disposizione dagli stessi allevatori
La fine dei Lavori programmati e l’inizio di nuove urgenze..
I
lavori sono iniziati venerdì 17 Novembre e si sono conclusi domenica
27, con la costruzione di 4 strutture leggere per ricovero animali ,
grazie all’aiuto di tutte le reti che hanno aderito, pemettendo una
turnazione sul posto dei solidali.
Il
materiale da costruzione raccolto e inviatoci, e le raccolte fondi
fatte per il progetto hanno reso questo possibile in un ottica di
autodeterminazione che oltre ad avere una reale utilità pratica
racchiude un forte senso simbolico. Per il momento non ci sono in
programma altri “progetti di ricostruzione”, ma abbiamo lasciato I
nostri contatti ad alcuni pastori di paesi limitrofi (Cessapalombo e
Acquacanina) che si trovano in difficoltà.
Sappiamo
di altri compagni di GC che si stanno muovendo su latri fronti di crisi
come Amatrice, Arquata del Tronto, a loro vatutta la nostra solidarietà
e la nostra dispponibilità.
Progetti Futuri l’esperienza
di autocostruzione in totale autogestione ha fatto si che ognuno di noi
cominciasse a costruire una relazione significativa con gli abitanti
del paese, sviluppando ipotesi e visioni future legate all’idea di
resistenza in quel contesto, resistenza che può realizzarsi solo
attraverso il potenziamento della cooperazione e del senso di comunità,
da qui sono scaturite diverse ipotesi di progettualità a lungo termine
per le quali è ancora aperta la raccolta di fondi che potranno servire a
finanziare le azioni future come la
costruzione di un laboratorio di trasformazione comunitario, campi
contadini estivi per bambini e bambine e non ultima tutta la discussione
e l’iter assembleare che dovrebbe portare alla costruzione di una
Delibera Comunale sulla libera trasformazione delle produzioni derivanti
da agricoltura contadina in piccola scala.
Prossimo
passo un’assemblea aperta a Bolognola per fare il punto con i contadini
e le contadine e fare un calendario per la progettazione delle azioni
future e la loro effettiva realizzazione.
W i contadini e le contadine che resistono w l’autogestione.
A presto per nuovi aggiornamenti.
SemInterrati
rete genuina clandestina delle Marche centro-sud
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