sabato 9 marzo 2013

Vertenza per la Salvaguardia dell'Agro Romano


MANGIAMO AGRICOLTURA!
Società Agricola Coraggio
con coop. Agricola Cobragor
ti invita personalemente a tavola per presentare gli sviluppi della
Vertenza per la Salvaguardia dell’Agro Romano,
Terre Pubbliche ai Nuovi Agricoltori!
ed il calendario degli eventi di Primavera

PRANZO DI SABATO 16 MARZO,TUTTI A TAVOLA ALLE 13.30!
Per chi desidera fare una passeggiata guidata l’appuntamento è alle 12.30

In visita al giardino agricolo della storica cooperativa Cobragor, figlia delle occupazione di fine anni ’70 che farà da cornice ad un pranzo con prodotti del posto, ci presenteremo come protagonisti di un progetto prototipo di multifunzionalità in partenariato con:

BIOSFERA ONLUS (agricoltura sociale)
AMALTEA (servizi cinofili)
Cooperativa ME and TREE (turismo arboreo e parchi avventura)
                                          Studio Associato Agrifolia (studio agronomia)

L’agricoltura in città può essere un occasione di lavoro per molti e una fucina di servizi e prodotti di qualità per tutti i cittadini. Prima del pranzo saranno brevemente illustrati ai partecipanti:
- le iniziative in corso per sollecitare le istituzioni a promuovere un bando pubblico per l’insediamento di nuove aziende agricole, condotte da giovani e lavoratori in stato di disagio, su terreni demaniali non utilizzati;
-  il calendario dei prossimi eventi;
- i progetti in via di sviluppo.

Menù e Dettagli
Come nostra abitudine gusterete un  menù a sorpresa composto da prodotti coltivati e raccolti  direttamente in azienda o provenienti da circuiti biologici a noi affiliati. Il prezzo ,ovviamente,è comprensivo di vino, dolce, caffè e ammazzacaffè (per chi abbia un conto in sospeso con la nera bevanda).

Il corrispettivo richiesto per la partecipazione al pranzo , pari a 25 euro, sarà utilizzato  a sostegno della vertenza degli agricoltori. Prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento posti)     ai recapiti:

338 90 18 798 (Giacomo, Coraggio)
320 27 60 862 (Marco, Coraggio ), oppure

L’appuntamento è presso l’ Azienda Agricola COBRAGOR  Via Barellai 60, traversa della via Trionfale all’altezza dell’ospedale San Filippo Neri,
per ulteriori informazioni su come raggiungerci il sito


Per ulteriori info, sulla vertenza, sui soggetti partecipanti all’iniziativa:
Fb: Società Agricola Coraggio

giovedì 7 marzo 2013

Poderi al Popolo


Il Consorzio Andalas De Amistade e la libreria Odradek sono lieti di invitarvi alla prima edizione di Poderi al Popolo-Forum sulla terra di tutti: tre giornate di dibattiti, workshop, laboratori, seminari e proiezioni sul tema dell’agricoltura e dell’accesso alla terra.
Il forum vuole essere un momento di riflessione a più mani, un occasione di socialità ed educazione aperta a tutta la comunità.
La manifestazione si aprirà a Sassari il 14 marzo 2013 presso la libreria Odradek- Via Torre Tonda, 42 e proseguirà nelle giornate del 15 e 16 marzo 2013 presso il Centro Coopera- Corso trinità 161.
L’ingresso è libero e gratuito.
E’ gradita l’iscrizione ai tavoli del 16 marzo da effettuarsi al numero 3489512450.
Vi aspettiamo!
Consorzio Andalas de Amistade - Libreria Odradek.



Di seguito il programma dettagliato dell'evento:

14 marzo
Libreria ODRADEK
via Torre Tonda 42
h 18:00
Presentazione de libro diEmanuele Gosamo "Biologico a "km0"
Modera: Marilena Budroni - Dip. Agraria Sassari
Interviene:
Giuseppe Pulina - Direttore Dip. Agraria Sassari
a seguire dibattito con produttori e consumatori

15 marzo:
Centro coopera Corso Trinià 161:
h 17:30 Sala Grotta
"La terra è di tutti" -confronto sul tema dell'accesso alla terra
Modera: Marilena Budroni - Dip. Agraria Sassari
Introducono con poesia e tamburi:
Laura Monni e Julias Njoroge
Interventi:
Luciano Gutierrez- dip. Agraria Sassari
Iside Stevanin: Consorzio Andalas De Amistade
Daniele Pittalis: Nucleo Ricerca e Desertificazione
Laura Altea: Nucleo Ricerca e Desertificazione
Claudio Pozzi: Wwwof International
Marc Bouzeidane-Emilio Mouannes: Dip. di Agraria Sassari
Pierluigi Molino- Agricoltore
Laura Fiori- Agricoltrice
Referente " Terre de Liens"
Rosanna Arru: Dirigente istituto Tecnico Agrario Sassari

Eventi collaterali:
Dalle h 11:00 Open Space " Spazio Rete GAS
Dalle h 11:30 Sala Grotta : Spazio ASA
Dalle h 15:00:Terrazza: Orto Verticale (L. Campus)
Dalle h 15:00 :Giardino: agricoltura sinergica e Biodiversità (M. Piras)
Dalle h 16:00: Piana del Rosello: "l'Erbario sotto casa" (Mara e Giuliana-Working Class Factory)
Dalle h 16:00: Terrazza "Ritorno alla terra" (J. Fara)
Dalle h 16:30: Sala ex CAF: "Il mio shampoo artigianale" (D. Lorenzoni)

16 marzo 2013
Centro coopera Corso Trinià 161:
h 10:00-14:00 Sala Grotta
"Facciamola... l'agricoltura" tavoli di lavoro aperti a tutti sulle possibilità dell'agricoltura a Sassari
Parteciperanno
Rosario Musumeci: Ass al Lavoro Provincia di Sassari
Nicola Sanna : Ass. Programmazione Comune di Sassari
Vinicio Tedde: Ass. Patrimonio Comune di Sassari
Monica Spanedda: Ass. Ambiente Comune di Sassari


La giornata sarà arricchita da:
h 16:00: terrazza "Pupazzi d'erba" laboratorio creativo di semi d'erba e racconti per bambini ( A. Muresu)
h 17:00 : sala ex caf " Me ne lavo le mani" introduzione alla saponificazione (Enrica-Working Class Factory)
h 18:30 Sala piccola
Proiezione documentario "Genuino calndestino"

Area Baratto e scambio libero di semi
Bookshop a tema a cura di Odradek


Per info:
Centro Coopera, Corso Trinità 161 Sassari 07100
cel. 3455801242
e-mail: coopera@amistade.org
f.b. centro coopera
Libreria Odradek, Via Torre Tonda 42 Sassari 07100
tel:079 232189
e-mail: odradek.ss@tiscali.it




Ventotto ettari di terra per riprendersi la vita

Il Comune ha concesso un appezzamento di proprietà della Regione ai disoccupati della coop Nuovo Mondo che realizzeranno un grande orto

OZIERI. Un primo importante traguardo è stato raggiunto dalla cooperativa Nuovo Mondo Onlus, nata per iniziativa del Movimento Lavoro creato da un gruppo di disoccupati: l’assegnazione in un terreno per l’avvio di una impresa agricola. L’area prescelta è un terreno di 28 ettari inserito nel complesso del Centro Intermodale di Chilivani di proprietà della Regione Sardegna: qui la Nuovo Mondo impianterà un grande orto di prodotti da rivendere in un mercato a chilometro zero che si aggiungerà all’altra coltivazione già avviata a Chilivani e agli altri servizi forniti. L’assegnazione del terreno del Centro Intermodale è in fase di perfezionamento, dal momento che il Comune di Ozieri non ha la disponibilità diretta del terreno e quindi ha dovuto compiere dei passi precisi per ottenere il via libera dalla Ras, che hanno richiesto un po’ di tempo. Il primo è stato una richiesta formale inviata a novembre dal sindaco all’assessorato regionale agli Enti Locali, seguito dalla risposta (21 febbraio) del Servizio Demanio e Patrimonio di Sassari che ha inviato una comunicazione e una bozza di accordo per lo svolgimento delle attività agricole. La richiesta della Regione per la concessione del terreno è una sola: che il Comune individui entro 45 giorni i nominativi dei soggetti interessati alla conclusione degli atti di concessione che, come da accordi, devono essere scelti fra le categorie svantaggiate presenti nel territorio. La cooperativa Nuovo Mondo Onlus, composta da disoccupati, appartiene a questa categoria e quindi è già stata scelta per essere indicata alla Regione. Così si legge testualmente nella delibera approvata dalla giunta comunale mercoledì scorso, che appunto sancisce questa scelta e autorizza il sindaco a firmare l’accordo. Entro pochi giorni, almeno questo è l’auspicio, si potrà quindi iniziare a piantare le prime sementi nel terreno del Centro Intermodale e ampliare così quella attività agricola iniziata, come detto, in all’altro terreno vicino già da tempo dal Comune. Tutto a posto quindi, o quasi. «Per implementare l’attività agricola - spiega infatti il presidente della Nuovo Mondo Antonello Sale - la cooperativa ha bisogno di altre forme di sostegno, sia da parte dei privati sia da parte dell’ente. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, siamo in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione, dove dovrebbero essere prevista l’assegnazione alla cooperativa della gestione di alcuni servizi comunali. La nostra proposta riguardava l’affidamento di opere piccole e grandi di manutenzione dei quartieri di Chilivani e San Nicola e dei centri sportivi. Per quanto riguarda il “contributo” dei privati - prosegue Sale - ricordo che la cooperativa è a disposizione per svolgere tali servizi anche ai cittadini, a prezzi anticrisi. Ma ricordo anche la richiesta da noi fatta agli allevatori e agli agricoltori di darci una mano con piccole donazioni per avviare anche un piccolo allevamento di bestiame oltre alla coltivazione dell'orto di prodotti da rivendere nel mercatino». Contatti con la Nuovo Mondo ai numeri 347 8922800 e 392 1410625.

mercoledì 13 febbraio 2013

Mais OGM presto in semina sui campi marchigiani - Appello alla Regione Marche: Subito la Conferenza Stato-Regioni per chiedere una immediata approvazione della clausola di salvaguardia

Piticchio di Arcevia 11/02/2013

Comunicato stampa

Mais OGM presto in semina sui campi marchigiani


Appello alla Regione Marche: Subito la Conferenza Stato-Regioni per chiedere
una immediata approvazione della clausola di salvaguardia




Con la sentenza della corte di Giustizia dell'UE del 6 Settembre 2012 si è
creato un vuoto legislativo che permetterebbe la coltivazione di Mais OGM, in
tutta Italia, Marche comprese, nonostante la popolazione italiana e la
stragrande maggioranza degli agricoltori siano contrari. Infatti la sentenza ha
stabilito che uno stato non può impedire la coltivazione degli OGM per il solo
fatto che le Regioni non hanno fatto i piani di coesistenza fra le coltivazioni
OGM e le coltivazioni convenzionali e biologiche. Ora ci avviciniamo al periodo
di semina del Mais e su internet si scopre che svariati agricoltori pro OGM
sarebbero pronti a seminare il MON810 transgenico della Monsanto, con
tonnellate di semi già pronti. In Italia la coesistenza delle colture OGM e non
OGM è del tutto impossibile, per le piccole dimensioni medie dei fondi, per la
notevole estensione in cui la contaminazione verticale (impollinazione) può
realizzarsi e anche per il fatto che per gli OGM esiste anche la contaminazione
orizzontale, attraverso virus e batteri dei terreni. Praticamente le catene
geniche anomale possono propagarsi anche tramite le defecazioni degli animali
e tramite i concimi animali. Inoltre risulta ben difficile e costoso realizzare
catene di stoccaggio separate fra mais OGM e non OGM. Infine la
contaminazione si realizza anche attraverso i mezzi meccanici di raccolto, come
i camion e le trebbie, che sono impossibili da pulire completamente nel passare
da un campo OGM a uno convenzionale. Il mais italiano verrebbe rapidamente
e irrimediabilmente contaminato da quello OGM.
La nostra regione Marche aveva fatto una legge contro gli OGM, ma il potere
sovranazionale europeo non la considera valida, nonostante in Italia il settore
agricolo sia sotto la responsabilità delle regioni.
Facciamo appello ora alla Regione Marche, che ha la presidenza delle regioni
OGM Free, affinché si faccia portatrice di una iniziativa di immediata
convocazione della Conferenza Stato-Regioni per chiedere al governo di
approvare subito la Clausola di salvaguardia, prevista dalla legge UE del 2001
che disciplina gli OGM.
Il nostro appello si estende anche alle organizzazioni sindacali agricole
regionali Coldiretti, CIA, Copagri, affinche’ intervengano a livello nazionale per
convocare la Coalizione Italia – Europa Libera da OGM, di cui fanno parte,
prima della prossima stagione delle semine del mais, che parte all'inizio di
aprile, a tutela dell'agricoltura, dell'ambiente, della biodiversità e della salute
degli italiani.
Non va dimenticato che ben 8 paesi UE (tra cui Germania e Francia) hanno già
fatto ricorso con successo alla clausola di salvaguardia e che delle ricerche
molto serie, come quella dell'équipe di studiosi guidata dal Professor Gilles-Eric
Seralinì, dell’Università di Caen e quella della scienziata russa Irina Ermakova,
hanno dimostrato senza ombra di dubbio l'assoluta pericolosità per la salute
umana del mais transgenico.
Cooperativa Agricola Biologica La Terra e il Cielo - Arcevia (AN)

martedì 5 febbraio 2013

Arsial sotto accusa: Terre demaniali ai giovani agricoltori! No a fantasmi speculatori!


Il Flash MOb sotto l'ARSIAL a Roma.

Terre Pubbliche ai giovani agricoltori!!!






venerdì 1 febbraio 2013

Manifestazione sotto l'ARSIAL: Terre demaniali in affitto ai giovani agricoltori!


COORDINAMENTO ROMANO PER L’ACCESSO ALLA TERRA

ADERISCONO: AIAB, ALPA-CGIL , ASSOCIAZIONE TERRITORIO-ROMA, CGIL ROMA E LAZIO, COOP. AGRICOLTURA NUOVA, COOP. CO.BR.AG.OR, COOP. CARLO PISACANE, EQUORETE, FORUM AGRICOLTURA SOCIALE, SOC. AGR. CORAGGIO




COMUNICATO STAMPA


“Stop alla svendita delle terre agricole pubbliche – Alla Regione chiediamo un bando per l’assegnazione in affitto ai giovani agricoltori”

Lunedì mattina presidio, flash-mob e assemblea sotto la sede dell’ARSIAL
in via Rodolfo Lanciani 38



1/02/13 – Lunedì prossimo 4 febbraio, dalle ore 9 alle 13, le organizzazioni aderenti al “Coordinamento romano per l’accesso alla terra” promuovono una manifestazione/presidio sotto la sede dell’ARSIAL, agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, l’ente che gestisce una parte consistente del patrimonio di terre pubbliche di proprietà della Regione.
Il Coordinamento, al quale aderiscono tre cooperative di giovani in cerca di occupazione, con questa iniziativa intende evidenziare lo stato di abbandono e il rischio di svendita, con procedure non trasparenti, degli immobili pubblici a destinazione agricola, una risorsa che invece potrebbe produrre reddito e lavoro stabile, favorendo il ricambio generazionale in agricoltura.
L’attuale governo della Regione Lazio ha inserito i terreni a destinazione agricola nell’elenco, allegato al bilancio 2012, dei beni soggetti a “valorizzazione e/o alienazione”, mentre l’ARSIAL ha già concluso procedure di vendita sottocosto di due poderi (Capocotta e Malborghetto nel Comune di Roma), sulle quali è in corso un’inchiesta della Procura della Repubblica per abuso d’ufficio e corruzione che coinvolge dirigenti dell’Ente.
Con l’iniziativa di lunedì prossimo il Coordinamento chiede ai candidati alla Presidenza della Regione Lazio e al Consiglio regionale di esprimersi rispetto alla richiesta di destinare una parte consistente del patrimonio di terre pubbliche ad un bando per l’assegnazione in affitto destinato al primo insediamento di giovani agricoltori e di costituire presso ARSIAL e rendere accessibile l’inventario delle terre pubbliche del Lazio.
Nel corso del presidio i giovani del “Coordinamento” effettueranno un flash mob, travestendosi da fantasmi, con lo striscione “Acquirenti fantasma ringraziano ARSIAL”. A partire dalle 11.30 i manifestanti incontreranno in assemblea le rappresentanze sindacali e i lavoratori dell’Ente, per condividerne le proposte di rilancio dell’attività e di pieno utilizzo delle risorse umane e tecniche di ARSIAL, a cominciare dai servizi di supporto all’innovazione per gli agricoltori del Lazio.

INCHIESTE SU ARSIAL:




Per informazioni:
Piero Malenotti cell. 3358382257
Giacomo Lepri cell. 3389018798




ARSIAL UN PATRIMONIO PER L’AGRICOLTURA REGIONALE O UN PATRIMONIO DA SPARTIRSI?

COMUNICATO STAMPA USB-ARSIAL
ARSIAL UN PATRIMONIO PER L’AGRICOLTURA REGIONALE O UN PATRIMONIO DA SPARTIRSI?
L’agricoltura regionale continua a dibattersi in una crisi durissima: in 10 anni ha perduto
quasi il 50% delle aziende diretto coltivatrici, il 47% di quelle condotte con salariati ed oltre 35.000
occupati. La base produttiva dell’agricoltura regionale continua ad essere erosa e si avvia verso un punto di
non ritorno.
Le risorse messe a disposizione dall’Europa restano in gran parte inutilizzate per incapacità e incompetenza
dell’Assessorato all’agricoltura. Pesa sugli agricoltori del Lazio il costo crescente dei servizi tecnici alle
aziende, di fatto quasi tutti privatizzati.
Resta però una realtà come quella dell’ARSIAL, con un patrimonio stimato commercialmente tra 700
milioni ed un miliardo di euro ed una capacità di fornire servizi agli agricoltori ancora importante, malgrado
il tentativo fatto negli ultimi anni di trasformarlo in un apparato amministrativo gestore di se stesso con
procedure di alienazione dei beni a prezzi pari ad un decimo del valore commerciale.
A R S I A L è:
Tutela della biodiversità agricola (L.R. 15/2000);
Valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali (Reg. C.E. 509/2006 e 510/2006, D.M. 350/99);
Vigilanza e controllo sugli OGM (L.R. 510/2000);
Vigilanza sugli organismi privati di certificazione delle aziende biologiche e dei loro prodotti (L.R.
21/98 e Reg. C.E. 834/07);
Trasferimento dell’innovazione tecnologica agli operatori agricoli;
Servizio integrato agrometeorologico della Regione Lazio (L.R. 40/1996);
Osservatorio faunistico regionale (L.R. 87/90 R.R. 17/95);
Assistenza all’implementazione del PSR (misura 511).
Questi sono alcuni dei servizi che ARSIAL ha continuato a produrre, pur nel disinteresse totale dell’attuale
governo regionale.
I lavoratori di ARSIAL, che da agosto del 2011, con il dichiarato stato di agitazione, continuano ad assistere
alla lenta agonia dell’Agenzia consolidata anche dalla illegittima e assurda proposta di riorganizzazione del
DG approvata dal CdA e applicata inopportunamente ad un mese dalla prossima scadenza elettorale.
Non si capisce né a quale modello produttivo agricolo le strutture proposte facciano riferimento, né si vede
a quale dei compiti attribuiti dalla legge istitutiva di ARSIAL si intendesse dare priorità nell’azione
dell’Agenzia. Una struttura che è quasi esclusivamente funzionale alla mera sopravvivenza di se stessa, con
un residuo minimale di attività a spot che funzionano spesso con solo personale tecnico precario che
COMUNICATO STAMPA USB-ARSIAL
andrebbe stabilizzato, non dotate né delle risorse necessarie né delle indicazioni strategiche lungo cui
muoversi.
E’ ancora necessaria un’Agenzia regionale in agricoltura?
La risposta è NO se non è in grado di fornire interventi e strumenti capaci di contrastare il degrado dello
sviluppo agricolo regionale e favorire un suo possibile rilancio. La risposta è NO con l’attuale proposta di
ristrutturazione.
La risposta è SÌ se ARSIAL viene dotata di una struttura che risponda in maniera chiara all’evoluzione del
quadro di riferimento normativo e alla nuova domanda di servizi dei territori e delle aziende agricole che in
sintesi deve prevedere:
a. L’Assistenza ai sistemi produttivi territoriali a forte specializzazione;
b. L’Assistenza alla riconversione ed al rafforzamento delle modifiche dei modi di produzione e
commercializzazione (agricoltura multifunzionale, mercato, sostenibilità agro ecologica).
Innovazione, sperimentazione e divulgazione;
c. La fornitura di servizi eco sistemici e di servizi di assistenza alle comunità locali (istituzioni pubbliche)
nonché funzioni di controllo e certificazione;
d. La non svendita del patrimonio di terre pubbliche, ma implementazione di procedure trasparenti per
la sua gestione, rendendone pienamente accessibile l’inventario;
e. La gestione efficace delle risorse assegnate ad ARSIAL, contrastando le esternalizzazioni ed una
gestione improntata al clientelismo che ne ha snaturato progressivamente il ruolo.
Per tutti questi motivi la USB-ARSIAL aderisce al presidio di lunedì 4 febbraio 2013 promosso dal
Coordinamento Romano per l’Accesso alla terra e convoca l’assemblea del personale.




venerdì 25 gennaio 2013

Assemblea pubblica Terra Bene Comune - Scandicci FI 26 gennaio


Cantiere delle alternative - via della pieve Scandicci Firenze 13:00 - 21:00

Date le ultime novità in materia di gestione dei "terreni demaniali regionali"da parte della Regione Toscana:
-nascita dell'Ente terre regionali e della Banca della Terra (vedi link allegati);
-prevista mappatura dei terreni agricoli demaniali della Regione Toscana;
riteniamo sia di primaria importanza dare vita a gruppi di lavoro territoriali che si preoccupino di elaborare dal basso progetti di gestione e riappropriazione del patrimonio agricolo forestale di proprietà PUBBLICA,
per garantire:
- l' Accesso alla Terra agli aspiranti neo-contadini e ai contadini senza terra.
-che sia data priorità assoluta ad un modello di agricoltura sostenibile e genuina.
-che si prediligano progetti che prevedano spazi di formazione per giovani aspiranti contadini.
-che si supportino quelle esperienze che vanno verso una riacquisizione di Sovranità Alimentare delle comunità locali.
Su questi temi chiamiamo a raccolta tutti i soggetti e le associazioni interessate sabato 26 gennaio presso Manitese in via della Pieve a Scandicci (Fi)
alle ore 15, per partecipare ad una Assemblea pubblica
con il seguente OdG:
-presentazione dei partecipanti
-presentazione di alcuni progetti possibili da sostenere
-analisi del doc. Banca della Terra
-formazione del Gruppo di Lavoro Territoriale TERRA BENE COMUNE


PS : Noi saremo gia sul posto dalla mattina con il nostro mercato contadino, chi vuol venire a farci compagnia (anche con il banco) è il ben venuto.

Ore 13 Pranzo condiviso. Ricordarsi di portare piattoposatebicchiere.

APPELLO PER SOSTENERE I NUOVI CONTADINI            
Nell'ambito delle iniziative utili per concretizzare la campagna per l'accesso alla terra, vorremmo costituire un gruppo di lavoro composto da figure professionali con diverse competenze.
Un nuovo insediamento contadino può realizzarsi se chi ha ottenuto l'accesso alla terra - come proprietario o affittuario per almeno 10 anni - è in seguito in grado di proporre un progetto credibile e realizzabile di coltivazioni. Questo consentirà di chiedere il permesso di costruire un'abitazione  e, di pari passo, la nuova attività dovrà poter effettuare la vendita della produzione agricola in modo trasparente adeguandosi alla normativa fiscale vigente.
Alla luce di quanto detto sono necessari:
 
Un commercialista (aspetti fiscali burocratici legati alla figura dell'imprenditore agricolo)
 
Un agronomo (piano di miglioramento o di sviluppo)
 
Un geometra e/o architetto (progettazione dell'abitazione) in grado di proporre un tipo di abitazione "leggera" dal punto di vista ambientale (legno, paglia, terra cruda..) .
  
.
I costi attuali delle consulenze  di questi professionisti sono in genere tanto alti da impedire sul nascere l'ingresso nel mondo rurale di tutti quelli che, pur dotati di buona volontà e passione, non dispongono di capitali. Per questo abbiamo pensato di diffondere questo appello collegandolo alla Campagna per l'Accesso alla Terra e rivolgerlo a tutto il composito mondo di associazioni di volontariato, onlus, gruppi di acquisto solidale, a tutti quelli che in qualsiasi forma sostengono il mondo rurale, per trovare chi, in modo volontario e quindi gratuito, voglia mettere le proprie capacità a disposizione dei nuovi-futuri contadini..
 
 Per scongiurare qualsiasi possibilità di speculazione immobiliare, i nuovi insediamenti, con le annesse abitazioni, saranno vincolati all'attività agricola e non sganciabili da questa neppure in un futuro remoto.
 
Una volta costituitosi, il gruppo -affiancato da agricoltori già con esperienza ed anch'essi volontari - potrà esere consultato gratuitamente da quanti avranno dichiarato in modo chiaro la propria intenzione di diventare contadini..

Le adesioni possono essere inviate a         


mercoledì 23 gennaio 2013

Brasile. Fine della riforma agraria


Brasile. Fine della riforma agraria


Gran parte delle migliori terre coltivabili del Brasile serve a produrre soia, canna da zucchero e mais transgenico. Il governo progressista di Dilma Rousseff promuove il trionfo dell’agricoltura destinata al business e all’export. Cancellati cinquant’anni di lotte contadine per la riforma agraria e la sovranità alimentare. Il Partido dos Trabalhadores getta alle ortiche anche la sua lunga storia di lotta al latifondo. Nel territorio della più grande potenza del Sudamerica viene consumato un quinto dei prodotti agricoli tossici del mondo.
Raúl Zibechi*
La riforma agraria, come politica di sviluppo, è stata abbandonata. Al suo posto c’è l’agro-business. Dopo mezzo secolo, si conclude un lungo ciclo di lotte per la re-distribuzione della terra dal latifondo improduttivo ai contadini senza terra. È stato un cardine per tutte le politiche di sinistra nel continente. Per ironia della sorte, la rottura delle politiche di distribuzione della terra avviene sotto il governo del Partido dos Trabalhadores (Pt) che, in altri tempi, è stato il più attivo sostenitore di una riforma agraria radicale.
Il governo di Dilma Rousseff sta promuovendo cambiamenti profondi nell’Instituto nacional de colonização e reforma agrária (Incra) al fine di decentrarlo e prendersi cura dei contadini che già possiedono terreni per quel che riguarda l’abitazione, l’energia elettrica e l’assistenza alla produzione. Si tratta, spiega un resoconto del quotidiano O Estado de São Paulo, della “modernizzazione amministrativa dell’Incra, legata a un cambiamento progressivo del profilo della riforma agraria” che si riassume nel sostenere la produzione “integrando i piccoli agricoltori nell’agro-business” (O Estado de São Paulo, 5 gennaio 2013).
L’Incra perde diverse funzioni, tra le quali l’autorità per selezionare le famiglie beneficiarie. Buona parte dei suoi compiti saranno assunti da municipi e ministeri (come quello dello sviluppo agricolo e quello dello sviluppo sociale e delle città). L’istituto si concentrerà su quello che già ha cominciato a considerare prioritario: le risorse per espropri di terra sono infatti calate dell’11,5 per cento tra il 2011 e il 2012, mentre il bilancio preventivo per l’assistenza tecnica è cresciuto del 123 per cento.
Il quotidiano conservatore paulista si congratula con la decisione governativa: “L’idea è prendersi cura meglio degli agricoltori insediati ufficialmente invece di investire nella creazione di vere e proprie favelas rurali, che è poi quello che sono diventati molti insediamenti creati per dare soddisfazione ai cosiddetti ‘movimenti sociali’”.
Che la destra esprima elogi non sorprende. In fondo, dall’inizio del governo Lula, proprio dieci anni fa, l’agro-business è stata un’opzione categorica del Pt, con la tesi secondo cui le esportazioni di commodities offrono un ampio surplus commerciale che produce benefici per il Paese riducendo la sua vulnerabilità esterna. La “re-primatizzazione” (un neologismo che indica il recupero dell’importanza dei settori primari dell’economia, ndt) del modello di esportazione e il calo delle esportazioni industriali non sono riusciti a modificare la volontà politica delle autorità intenzionate a favorire l’agro-business come locomotiva dell’economia e a trasformare la riforma agraria in una politica assistenziale.
Il continuo consolidamento di questa politica mette nei guai i movimenti contadini e, soprattutto, il Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (Mst). João Pedro Stedile, del Coordinamento nazionale, ha ribadito che ci sono 150 mila famiglie accampate che stanno lottando per la terra e 4 milioni di famiglie povere che nei campi stanno ricevendo il programma Bolsa Familia per evitare la fame (Carta Capital, 7 dicembre 2012). L’85 per cento delle migliori terre del paese vengono utilizzate per la coltivazione di soia, mais transgenico e canna da zucchero; il 10 per cento dei proprietari rurali con oltre 500 ettari di terra controlla l’85 per cento della produzione agricola e zootecnica destinata all’esportazione senza alcun valore aggiunto.
Il peggio è che il Brasile conta il 5 per cento della produzione agricola mondiale ma consuma il 20 per cento dei prodotti agricoli tossici del mondo. Secondo l’Istituto nazionale dei tumori, ogni anno 400 mila persone contraggono la malattia, la maggior parte di essi si ammala a causa del consumo di alimenti contaminati da veleni agricoli. Intanto, il rapporto annuale della Commissione pastorale della terra (Cpt) rileva che il numero di famiglie insediate nel 2012 è il più basso dal 1994.
La Cpt stima che “l’agro-business si è consolidato nelle campagne come modello preferenziale del governo”, denuncia l’abbandono dei popoli tradizionali, tra i quali spiccano tremila comunità quilombolas (afrodiscendenti), sulle quali si è concentrata la violenza dell’agro-business al fine di sottrarre loro la terra. La mappa della violenza cresce inoltre con le grandi opere delle infrastrutture (dighe, porti) e con i progetti minerari a cielo aperto.
In agosto, a Brasilia si è tenuto l’Incontro unitario dei lavoratori e delle lavoratrici e dei popoli delle campagne, dell’acqua e dei boschi. Ha riunito 7 mila persone appartenenti a 33 movimenti rurali. Non servirà a far cambiare politica al governo, così come non lo fece Lula, malgrado la foto che lo ritraeva con il cappello con il simbolo del Mst. Anche Dilma Rousseff, nel Forum sociale mondiale realizzato nel 2012 a Porto Alegre, si era impegnata a insediare contadini senza terra nei nuovi progetti di irrigazione nel nordest, gli stessi che ora sta offrendo ai grandi imprenditori dell’export.
Le sue sono state parole che non si tradurranno in cambiamenti politici. Perché questo possa avvenire, sarebbe necessaria una nuova ondata di mobilitazioni e di movimenti come quella degli anni Settanta. Adesso invece le politiche sociali e la promozione sociale (limitata naturalmente) stanno disgregando i movimenti, ai quali, nel migliore dei casi, offrono briciole in forma di credito per la produzione e per le abitazioni. La Cpt ricorda nel suo rapporto che “lo Stato ha già preso posizione di fronte al contesto agricolo brasiliano” e che “viviamo un tempo in cui è necessario scegliere un nuovo modo di pensare e di vivere”.
È qui che, a mio parere, l’esperienza delle comunità zapatiste ha qualcosa da insegnarci. Non possiamo continuare a pensare che lo Stato possa essere garante dell’alimentazione, della casa, della salute, dell’educazione e di tutto ciò che serve ai ceti popolari per sopravvivere. Quella epoca è passata alla storia. È stata sepolta dal capitale quando ha deciso di liberarsi del welfare e della sovranità nazionale, considerati entrambi ostacoli alla sua accumulazione (del capitale, ndt), oggi accumulazione da guerra. I movimenti che continueranno a sperare che sia lo Stato a risolvere i problemi della vita dei suoi cittadini sono condannati a perdere il loro carattere anti-sistemico.